E(li's)booksTea Rooms. Operaie della ristorazione di Luisa Carnés

"E' incredibile come la necessità atrofizzi e deformi i criteri della moralità"

Oggi vi parlo di un libro modernissimo nonostante sia stato scritto da Luisa Carnés nel 1934, Tea Rooms, segnalo anche che l’editore che lo ha pubblicato, Alegre, anche quest’anno anima l’estate romana con il suo Festival di letteratura sociale, QUI trovate tutte le informazioni, quest’anno si svolge dal 18 al 20 giugno nella cornice di Scup – Sport e cultura popolare e in collaborazione con il collettivo Controtempo. Le parole di quest’anno sono “Il dominio”, “La cura” e “Il reincanto”.

Il libro

“Tea rooms” di Luisa Carnés è un romanzo che deve essere letto da chiunque lavori o abbia lavorato in un ristorante. “Tea rooms” è un racconto scritto da una proletaria che lavora servendo il cibo e prendendosi cura di clienti arroganti, sentenziosi o capricciosi, che esigono un sorriso da voi anche quando siete alla seconda ora di straordinario non pagato. “Tea Rooms” dimostra che nella Spagna degli anni Trenta c’era una coscienza politica femminista impensabile nella cultura fascista dell’Italietta di quegli anni ed è stato proprio il fascismo di Franco a spegnere l’incendio delle rivendicazioni di genere delle donne spagnole degli anni Trenta come Luisa Carnés. “Tea Rooms” di Luisa Carnés è stato dimenticato e poi ripubblicato nel 2016 in Spagna dove è diventato un libro di culto e questa è una bellissima notizia per la letteratura e per le cameriere e le altre operaie della ristorazione. Mentre leggete questo libro c’è una cameriera da qualche parte che sta scrivendo le sue storie di operaia della ristorazione: chi sarà il prossimo vecchio cliente maschio a essere raccontato?

La mia lettura

E dato che i rimborsi rapidi sono l’anima del commercio, ho fiducia che lei vorrà trovare un mezzo per rendermi disponibili i proventi di questa operazione sulle borse di Londra o Parigi […] Con un timido sguardo obliquo Matilde cerca di abbracciare quel che le sta intorno.  […] Quante scale, quanti uffici ha visitato Matilde negli ultimi mesi? Quante volte ha scritto nome e firma sotto una lettera commerciale

Matilde è l’alter ego dell’autrice, Luisa Carnés che con questo bellissimo libro, Tea rooms, racconta nel 1934 la condizione delle donne lavoratrici di Spagna.

La Carnés è nata nel 1908, gli anni Trenta in Spagna furono anni di grandi difficoltà e instabilità politica, nel 1923 c’era stato il colpo di Stato di Miguel Primo de Riviera, nel 1931 fu il momento del cosiddetto “biennio rosso” con un governo repubblicano e nel 1934 si arrivò al biennio Nero. Questo è il contesto politico e sociale che fa da sfondo al romanzo.

Il coraggio, oltre che il talento di questa donna, appare chiarissimo in Tea rooms che affronta in modo esplicito non solo i problemi delle classi sociali meno abbienti ma anche e soprattutto quelli legati alla enorme disparità di genere.

Luisa Carnés auspicava la possibilità di lottare per l’emancipazione delle donne lavoratrici, emancipazione dalla famiglia d’origine, dalla sorte che imponeva alle donne di abdicare a qualunque ruolo per votarsi a quello di moglie e madre e per le più sfortunate il destino era quello della prostituzione.

Tea rooms è un romanzo di denuncia, modernissimo, sorprendente se si riflette anche sul fatto che l’autrice crebbe in una famiglia povera e senza possibilità di assicurarle una istruzione eppure esercitò la professione di giornalista e scrisse diversi racconti e romanzi.

Esperanza esce dalla sala da tè avvolta nel suo grembiule di cui non si riconosce più il colore originario. Si dirige di fretta verso gli ufficio della Gran Via dove fa le pulizie. Prudente, una volta distante dalla sala, estrae da una tasca della carta appallottolata al cui interno vi sono dei ritagli di prosciutto cotto che ingoia rapidamente. Quando riesce raccoglie dall’affettatrice gli scarti del giorno prima.  […] chi non ruba è perché non ne ha l’occasione

La fame è raccontata con tale coinvolgimento, le immagini di queste operaie che a turno vengono descritte afflitte dalla mancanza dei beni primari per la sopravvivenza sono realistiche, Luisa Carnés aveva una scrittura molto cinematografica, i dialoghi veloci e perfettamente “adattati” al contesto sociale, ho letto parte del romanzo anche in spagnolo per capire meglio lo stile di questa straordinaria autrice e ne sono rimasta incantata.

E’ passato il tempo in cui le donne che si preoccupavano della vita sociale e politica venivano considerate ridicole e mascoline. Prima credevamo che la donna servisse solo a pregare e a rammendare i calzini al marito. Oggi sappiamo che i pianti e le preghiere non servono a niente. Le lacrime ci danno il mal di testa e la religione ci abbrutisce, ci rende superstiziose e ignoranti.”

Luisa Carnés parla anche dell’oggettivazione del corpo femminile, della possibilità di sfuggire a un destino scritto.

Trini è una ragazza magnifica, quella che si definisce sotto tutti i punti di vista una brava ragazza, ma è incredibile come la necessità atrofizzi e deformi i criteri della moralità. Ma a guardar bene cos’è la moralità?”

Una impressionista, ecco che pittrice sarebbe stata Luisa Carnés, le sue descrizioni sono molto belle, la prosa è diretta, senza inutili giri di parole.

Matilde è la protagonista indiscussa e “rappresenta una rara e preziosa deviazione dal senso comune” ma c’è anche Pacatrent’anni, tutti squallidi e brutti”, Antonia che “è eccessivamente grassa, cammina con passo da papero, ha le mani rotonde, molli, colorate. Antonia è vedova, ma questo in sala è un segreto per tutti”. Lauritaadora i bei vestiti, le scarpe costose, i lussi. Laurita ritiene che in virtù del  suo rapporto con l’orco sia autorizzata ad arrivare regolarmente in ritardo”.

Il microcosmo di questa sala da tè diventa testimonianza di un’epoca filtrata attraverso le esigenze fisiche delle protagoniste, non c’è tempo per le divagazioni se la pancia è vuota e se la dignità è del tutto calpestata.

Un ritratto di donna, un affresco storico, un piccolo capolavoro in sole 171 pagine.

Tea Rooms di Luisa Carnés

Edizioni Alegre

Traduzione di Alberto Prunetti

Pp 171 Brossura € 15,00

 

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