BabeleGreenpass e turismo, che cosa si sta cercando di fare

Il turismo è uno dei settori che più hanno risentito della pandemia.

Se già nel 2020 moltissime mete hanno visto, sia in Italia sia in altri Paesi, una forte riduzione delle presenze, anche il 2021 non sembra essere proprio roseo a livello di aspettative e di numeri.

Uno degli elementi che è stato introdotto allo scopo di far ripartire il turismo è il così detto Greenpass. In Europa, infatti, grazie a questo documento sarebbe possibile viaggiare con maggiore sicurezza e serenità, senza dover rinunciare alle vacanze.

Ma che cosa ci si deve aspettare per il turismo in Italia e in Europa per quest’estate?

Già nel 2020 le previsioni per la ripartenza

La ripartenza del turismo nazionale ed internazionale era già stata indicata come difficile in uno studio dell’aprile del 2020. In particolare, lo scorso anno è stato salvato dal primo trimestre, soprattutto per il turismo internazionale, ma ha visto un grosso crollo nei mesi successivi, senza arrivare ad una ripresa vera e propria.

Per l’Italia, ad esempio, si è registrato lo scorso anno un calo pari al 57,5% delle prenotazioni, e lo stesso è accaduto in altri Paesi dell’Unione Europea, come la Spagna, con un calo pari al 56,7% e la Francia, con una riduzione pari al 54%.

Secondo i dati raccolti già lo scorso anno, sarà possibile vedere una vera e propria ripresa solamente nel 2023, quando il fatturato non solo ritornerà a livelli normali, ma potrà anche superare quello che è stato registrato nel 2019.

Il Greenpass, comunque, potrebbe già aiutare a migliorare la situazione rispetto al 2020 con la previsione di disposizioni che consentano di controllare maggiormente gli accessi e anche di evitare i picchi di contagi in autunno.

Ripresa turismo 2021, che cosa aspettarsi

Il 2021 non è iniziato secondo i migliori auspici sotto il profilo turistico.

In particolare, già nei primi tre mesi del 2021 si è registrato un calo drastico della spesa turistica, con una riduzione di 20 miliardi in tutto, di cui il 73% è concentrato in territori come la Toscana, il Veneto, la Lombardia, il Lazio, l’Emilia Romagna e il Trentino Alto Adige.

Il più toccato in assoluto è stato il Veneto con una riduzione del 62,4% delle presenze rispetto al 2019. Allora, proprio per questo motivo è stata avanzata la proposta di una certificazione verde, chiamata Green Pass, che potrà essere utilizzata, a partire dal 1° luglio, in tutti i Paesi dell’area Schengen.

Ad esempio, per recarsi in Grecia e nelle isole elleniche, notoriamente amate dagli italiani, sarà sufficiente avere un certificato che attesti l’avvenuta vaccinazione, oppure l’ottenimento di un risultato negativo al tampone antigenico o molecolare, o ancora la guarigione rispetto al Covid.

Questi provvedimenti, che in Italia sono già in vigore e sono richiesti per alcune casistiche come, ad esempio, la partecipazione ai matrimoni, sono state adottate dall’Unione Europea. Lo scopo è quello di non veder ripetere la medesima situazione dello scorso anno e consentire una piccola ripresa per il settore turistico.

Le newsletter de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter