PromemoriaQuei Tik fatti con un certo Tok

La Generazione Tik Tok che ci tiene a dire agli adulti lo so ma non m'importa, anche se la libertà è un valore che vale per tutti. A quando un dibattito sul menefreghismo cosmico dei nostri ragazzi?

Chi di noi non ha mai avuto un tic originale? Io per esempio – da adolescente – amavo inventarmi un tormentone linguistico, una parola ripetuta in “loop” fino allo spasimo che diventava un soggetto, un verbo o un aggettivo tipo quando i puffi puffavano quel puffissimo puffoso.  Ricordo che, dopo un legittimo sconcerto iniziale di compagni di scuola  e amici, riuscivo successivamente portarli nel mio tic, a viralizzare il tormentone, e ci si divertiva insieme a parlarci con il nostro vocabolario. 

Non avevo però fatto i conti con le generazioni dalla K in poi (ora i nati dal 2010 sono gli Alfa…) e, senza sarcasmo, mi è venuto il sospetto che l’aggiunta della K  ai tic e ai toc abbia prodotto tik-tok. Non sto giocando con le lettere ma penso si tratti – per certi versi – di un surrealismo al grado mille (K),  una sorta di Woodstock degli account in cui mostrarsi senza regole, in cui considerare l’esistenza una perenne esibizione.  Un “ambiente” dentro il quale tanti Brother and Sister vivono nello stesso tempo  tanto aggrappati e iperconnessi nel loro universo di senso e di simboli quanto distaccati dalla realtà  (il mondo fuori dallo schermo) considerata  non immediato, lenta, poco creativa,  diseguale, aliena.

In questo senso perchè lavarsi i denti con il dentifricio – avrà pensato la sedicenne Heather Dunn –  quando puoi usare la gomma smacchiatore per pavimenti? La madre impaurita cerca una risposta sul web (ce n’era bisogno?) ma la figlia continua a limarsi la bocca con il detersivo del gres porcellanato. E  alle  proteste di tutti i dentisti del globo, ha risposto semplicemente così: Vi mostrerò cosa faccio. E sì, sono preparata a tutti i dentisti che mi contatteranno per dirmi di non farlo, che sono pazza. Lo so, ma non m’importa.

Non  importa, questo è il punto cruciale ma fino a quando sono “denti-tuoi” va anche bene ma se si parte in vacanza senza essere vaccinati – come gruppi di giovani italiani sparsi nel mediterraneo – che facciamo? 

Qualche domanda inevitabile: si parla di diritto dei non-vaccinati ma vedremo un dibattito serio sul diritto dei vaccinati o no? Si avrà il coraggio di tutelare anche le persone che rispettano le regole in questo paese o no?  Sarà – secondo me – la prossima “bomba sociale” dei prossimi mesi: l’asserita libertà di chi non vuole proteggersi deve per forza danneggiare la maggioranza del paese? Dobbiamo sciropparci il pistolotto  tragicomico  del turismo demenziale fantozziano dei giovani italiani di queste ore? 

Li avete visti come me questi nuovi Silvio Pellico 4.0 sparsi tra Dubai, Malta e Corfù  partiti  all’estero senza essersi prima vaccinati e, risultati positivi, sono stati spediti in quarantena forzata e ci parlano – a frittata fatta –  di prigionia dorata.

Poche ore fa, un “confinato” di Corfù (su La7)  ha dichiarato a posteriori  di soffrire d’asma ma forse se l’era dimenticato quando ha preparato le valigie; e per dirla con una citazione cinematografica, il suo è stato  un grosso-grasso-disinteresse- greco aggravato dallo stupore delle famiglie la quali  – intervistate nei Tg  – pretendono la task force della Farnesina neanche fossero vittime di bande terroristiche quando bastavano due-tre avvertenze elementari come dovrebbe fare chiunque prima di andare all’estero.

Nonostante ciò, è bastato un Tok di follia tafazziana e sperpero di denaro inutile  per andare a vedere un mare cristallino e una spiaggia da sogno dal balcone della camera d’albergo quando bastava un video su YouTube gratis da casa. 

Pazienza, questi sono i Tik di oggi e francamente rispondo alla Heather Dunn: non m’importa!  

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