Notes da (ri)vedereDigitale, quando il marketing a noleggio aumenta il fatturato

Il digitale facilita l’aumento del fatturato delle imprese. È necessario progettare una strategia adeguata, con la quale ottenere risultati significativi. Parliamo delle grandi rivoluzioni sociali e culturali destinate a mutare radicalmente i lineamenti del mercato del XXI secolo. Tutto comincia dalla sharing economy, dove la sostenibilità si coniuga in ottica smart, che agevola il cambio di paradigma, promuovendo dinamiche inedite e nuovi modelli economici. Il noleggio operativo è senza dubbio uno dei risvolti più radicali della trasformazione che stiamo vivendo. È in rapida espansione anche se in realtà, a medio o lungo termine, esiste da diversi anni ed è uno strumento abitualmente utilizzato dalle imprese per accedere a beni strumentali come computer, hardware, software e persino macchinari. La nuova declinazione riguarda l’applicazione del noleggio anche al mondo dei servizi. Con l’imprenditore Tino Bassu, fondatore dell’agenzia di marketing Socialness, già inserita nell’Optimal Program di Facebook, conosciamo il progetto innovativo Socialness, marketing agency in grande crescita che aiuta le attività locali a consolidarsi sul territorio di riferimento grazie a un Sistema marketing digitale strutturato e testato su circa 800 clienti, il Sistema Socialness™.

Che ruolo svolge il digitale nel XXI secolo?

«Il digitale ha un ruolo ormai imprescindibile, indipendentemente dal mercato in cui si opera, la pandemia lo ha confermato in modo cristallino: permette di accorciare le distanze, intercetta il proprio target di riferimento, crea un rapporto di fiducia che poi si converte in acquisto. Grazie al digitale le aziende possono attivare azioni di marketing perfettamente misurabili, che permettono di “progettare prima” il valore degli investimenti di marketing e le azioni necessarie per ottenere la crescita e gli aumenti di fatturato desiderati. Il digitale rappresenta l’occasione per accrescere il proprio pubblico di riferimento, ma equivale anche a scontrarsi con un mare ben più grande di concorrenti, rispetto al passato. Per l’imprenditore diventa fondamentale differenziarsi dalla sua concorrenza. Rendere “consapevoli della propria unicità” i potenziali clienti è la strada per il successo di ogni azienda, in special modo per le microimprese che operano in ambito locale. Spesso si pensa al digitale unicamente come pubblicità sui social, ma in realtà si tratta di un eco-sistema ben più ricco, in grado di offrire strumenti innovativi che, se utilizzati insieme, possono cambiare radicalmente i risultati di un’azienda. Oggi avere un CRM di marketing ad esempio, è, dal nostro punto di vista, fondamentale. L’ipercompetitività che si è creata a livello locale, minacciata costantemente anche dall’e-commerce, rende sempre più difficile per le aziende confrontarsi con la concorrenza, utilizzando strumenti alla portata di tutti, come il classico “passaparola”. Non solo. Il cliente è sempre più informato e quindi esigente, mentre il divario sulla qualità dei prodotti commercializzati dalle aziende si è assottigliato di molto. Oggi quindi la differenza la fa “come si presenta il prodotto” più che il prodotto in sé. In un mercato dove i consumatori sono costantemente bombardati da continue pubblicità, la soglia dell’attenzione si è ridotta e non solo l’azienda locale non può più esimersi dal comunicare sui social, ma deve essere anche rapida a gestire le manifestazioni di interesse da parte del potenziale cliente, prima che il suo impulso all’acquisto venga intercettato e soddisfatto dalla concorrenza. E questo è possibile solo se si ha a disposizione un ecosistema di strumenti che funzionano in modo coordinato e consapevole».

Il nuovo paradigma economico quali riflessi positivi genera sul mercato?

«Si traduce in maggiori opportunità di guadagno, ma richiede anche delle conoscenze e delle competenze differenti per un imprenditore, rispetto a ieri. Oggi è possibile, attraverso il monitoraggio e la comprensione dei dati ricavabili da numerose attività di digital marketing, effettuare una vera e propria “progettazione a ritroso” che partendo dagli obiettivi desiderati, permette di determinare a priori quante “occasioni di vendita” dobbiamo creare per ottenere i risultati ambiti. Tutti questi dati se canalizzati e gestiti all’interno di un CRM di marketing, diventano fondamentali per inviare messaggi promozionali ben profilati per i potenziali clienti, quindi più efficaci e in grado di convertire in acquisto. Tutto questo genera inoltre una grande consapevolezza per gli imprenditori che si approcciano a tali strumenti, che porta ad un progressivo miglioramento dell’aspetto manageriale, dato dalla vera possibilità di controllo e progettazione delle azioni e di conseguenza dei risultati».

Come si adatta alle imprese il Sistema Socialness?

«Socialness nasce per aiutare le micro imprese a promuoversi a livello locale e quindi a intercettare i clienti, dirottandoli dall’online al negozio. Tra gli obiettivi del Sistema Socialness™ ci sono l’incremento della clientela, l’aumento della frequenza di acquisto, dello scontrino medio, del life time value di ogni singolo cliente, della notorietà locale del brand e della verifica e controllo dei dati che danno un approccio più manageriale. Il nostro Sistema è un vero e proprio percorso annuale di Digital Transformation; fonda le sue radici in alcuni principi della Business Intelligence e la applica con tecniche di marketing a risposta diretta. Il CRM di marketing poi è indispensabile, per poter gestire e programmare con esattezza le attività di vendita sia su clienti potenziali sia su quelli già acquisiti. Socialness si siede “a fianco” dell’imprenditore, non è un semplice “fornitore”. Tramite il nostro Sistema diamo la possibilità a un’azienda locale di presidiare in maniera continuativa e misurata, per 12 mesi, tutte le attività di digital Marketing necessarie per portare aumenti di fatturato. L’imprenditore deve avere consapevolezza del percorso, ma non deve trasformarsi in un “esperto di marketing”, deve gestire i clienti e specializzarsi sul suo lavoro, consapevole che tutta la parte tecnica la gestisce Socialness. Per farlo non sono necessari budget importanti, perché alla base ci sono un metodo consolidato e una strategia cucita sulle peculiarità del cliente».

In quale misura il livello del fatturato è destinato a essere influenzato dai social?

«I social rappresentano uno strumento di lavoro per accrescere la competitività, la loro influenza è molto importante e incisiva sul fatturato, a patto che siano utilizzati con una chiara visione d’insieme, una strategia ben precisa, sapendo quale target raggiungere e come comunicare con esso. Certamente per chi opera nei mercati B2C sono una vetrina a cui si deve guardare con forte attenzione, considerando la grande quantità di tempo che, in fasce anagrafiche molto ampie, viene passato su di essi, preferendoli spesso anche alla tv e ai media cartacei. Come per tutte le azioni di marketing non si può improvvisare, il rischio è spendere tempo e soldi che poi non convertiranno. I social dovrebbero essere considerati come una sorta di megafono. Di fatto, se utilizzati per promuovere un prodotto o servizio, sono in grado di offrire un feedback molto prezioso per l’imprenditore. Sia nel caso in cui il riscontro sia positivo, perché potrà aumentare i budget di investimento o il bacino di utenza in maniera controllata e scientifica; in caso di feedback negativo l’azienda potrà abbandonare o modificare l’idea imprenditoriale rapidamente, limitando le perdite».

Francesco Fravolini