E(li's)booksOrson Welles e la new Hollywood di Massimiliano Studer

Il caso di «The other side of the wind»

Parliamo di cinema? Orson Welles e la New Hollywood

Il libro

Nel novembre 2018 la piattaforma Netflix ha reso disponibile ai suoi abbonati la visione di The Other Side of the Wind, un film a cui Orson Welles aveva dedicato le sue energie dal 1970 al 1985, anno della sua morte. In vita, il cineasta statunitense non era riuscito a portare a termine il progetto a causa di una serie incredibile di traversie, compresa la Rivoluzione Iraniana del 1979, che ne avevano impedito l’uscita nelle sale. Orson Welles e la New Hollywood è il racconto appassionato di un progetto cinematografico iniziato da Welles durante i primi anni della New Hollywood. Per raccontare questa incredibile storia produttiva, Massimiliano Studer ha consultato i documenti inediti dell’archivio Welles del Museo Nazionale di Torino, della University of Michigan e della Cinémathèque française. Il volume è inoltre impreziosito dalla prefazione di Esteve Riambau, considerato il più autorevole studioso europeo del cinema di Welles.

La mia lettura

Ho visto The Other Side of the Wind di Orson Welles prima di leggere questo libro che quindi è stato rivelatore dal momento che l’autore, Massimiliano Studer, si è cimentato in una analisi certosina dell’opera incompiuta di uno dei grandi di Hollywood che a occhio non così esperto può risultare di difficile interpretazione se non per gli aspetti più lapalissiani.

Servendosi di sceneggiature, appunti, lettere, Studer si è messo sulle tracce dei sentimenti che hanno indotto Welles a mostrarsi così definitivo, così spietato verso un contesto che pure conosceva molto bene ed altro non era che il risultato dei tempi che mutavano e imponevano un cambio di registro che andasse incontro ai gusti delle nuove generazioni probabilmente non in linea col concetto di arte cinematografica di Welles.

Ci sono riferimenti politici in The Other Side of the Wind, c’è la Spagna della guerra civile e  del Fronte Popolare che aveva attirato molti intellettuali americani, ci sono personaggi come  Ernest Hemingway che in quel momento teneva la scena, ciò a cui Welles non voleva rinunciare era sicuramente l’indipendenza da logiche di mercato, essere “anti-sistema” era una priorità e per  The Other Side of the Wind si circondò di giovani che la pensavano come lui e si vede benissimo nel film così come è facile individuare quelli contro cui lanciò le sue invettive più pungenti.

Un cane sciolto, ecco cos’era Orson Welles, provò a raccogliere finanziamenti in Iran con l’idea di affrancarsi dai soldi di Hollywood ma i risultati furono pessimi, non solo per le sue intemperanze ma anche per gli eventi storico-politici che videro mutare molte cose nel paese.

Orson Welles e la new Hollywood è un magnifico libro sul cinema, è un libro di storia anche e ha così tanti riferimenti, citazioni e spunti che non fatico a consigliarlo a tutti gli appassionati del cinema in generale.

La scrittura di Studer è lineare, il ritmo narrativo documentaristico.

Come dicevo, il film è complesso, questo libro è uno strumento indispensabile per comprenderlo in pieno.

Orson Welles e la new Hollywood. Il caso di «The other side of the wind»

di Massimiliano Studer

Mimesis, 2021

Pp 198 Brossura € 18,00

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