E(li's)booksDentro una storia di Valerio Bispuri

Appunti sulla fotografia.

Dentro una storia è un libro che racconta il mondo di immagini di Valerio Bispuri.

Il libro

“In fondo credo che la fotografia unisca la possibilità di rimanere bambini e di essere uomini forti, coraggiosi e incoscienti, dove le emozioni si rispecchiano allo stesso tempo nella velocità dello scatto e nella lentezza di saper guardare oltre, dove l’attimo può rimanere in superficie e allo stesso tempo toccare grandi profondità e dove l’istinto funziona solo quando si muove nel recinto della ragione”. “Dentro una storia” è il viaggio di un fotoreporter all’interno delle sue immagini. Valerio Bispuri ci porta nel mondo degli ultimi, dei dimenticati e ci racconta il suo percorso fotografico e umano attraverso gli sguardi, i gesti di chi ha fotografato. Un mondo osservato o meglio scrutato con pazienza e coraggio, due parole ricorrenti nel suo lavoro. Un fotoreporter controcorrente che usa il tempo per conoscere e raccontare, che ama le storie lunghe e che riesce a unire le proprie emozioni con la realtà. Tra gli occhi di chi vive dietro le sbarre di una prigione, nel mondo della droga in Sudamerica, nell’universo di chi è sordo e nella realtà della malattia mentale, le storie di Bispuri nascono sempre osservando gli altri e la propria interiorità: “Ho sempre visto la fotografia come un guardare attraverso il mondo con la lente d’ingrandimento delle nostre emozioni. Un gesto che diventa forma, uno spazio che si interpone agli angoli remoti delle nostre linee interiori”. Prefazione di Marco Damilano.

La mia lettura

Oggi parlare di fotografia può essere un campo minato perché l’intrusione del “visivo” è tale che a volte la comunicazione per immagini è mal compresa dal pubblico e anche mal difesa dagli stessi addetti ai lavori.

Una foto produce “senso” e i “segni” della fotografia sono ben diversi da altri tipi di declinazione di immagini.

«Una specie di cordone ombelicale collega il corpo della cosa fotografata al mio sguardo: benché impalpabile, la luce è qui effettivamente un nucleo carnale, una pelle che io condivido con colui o colei che è stato fotografato»

Voglio citare Roland Barthes per dire di quanto inscindibile sia il legame tra la fotografia e il proprio referente.

Guardando le foto di Valerio Bispuri ho avuto la sensazione che il realismo delle foto coincidesse con i soggetti rappresentati.

Io sono una appassionata di fotografia, trovo queste di “Dentro una storia” ammalianti, mi sembra di riuscire a cogliere “quell’ultimo minuto”, “quell’istante decisivo” vissuti da Valerio Bispuri, l’effetto è di realtà/verità, riverbero di emozioni e sentimenti.

Ci sono fotografie che non ho scattato, immagini che hanno sospeso la mia emotività e il mio contatto con la realtà

Particolarmente coinvolgenti sono state per me le pagine e le foto che raccontano di un progetto di Bispuri che ha approfondito il tema della diffusione della droga nelle periferie di Buenos Aires.

E’ il 2008, Juan è un bambino di otto anni figlio di una spacciatrice di “paco” una droga pericolosissima fatta con i residui della cocaina, costa poco e produce effetti devastanti in breve tempo, sbriciola letteralmente il corpo.

In un paese normale una madre non lascerebbe mai bustine di una droga come questa su un tavolo in casa, soprattutto se c’è un bambino.

Vi lascio leggere la storia senza svelarvi nulla, Juan non c’è nelle foto, lui e i suoi occhi neri fanno parte di quelle immagini rimaste nella memoria del fotografo, è una foto che non ha scattato ma basta leggere le sue parole per vedersela ugualmente davanti agli occhi con tutta la carica di sentimenti e di empatia che arriva con forza a chi legge.

«Ogni fotografia è un certificato di presenza

Torno a citare Roland Barthes perché il nero delle foto scattate nelle carceri argentine, i volti sporchi di detenuti che non hanno nessuna luce negli occhi ma anche le carcasse delle auto e degli animali morti di Cartagena, la prostituta bambina senza un braccio, ognuna di queste foto che potete ammirare sfogliando “Dentro una storia” sono un certificato di presenza di Valerio Bispuri.

Ero partito per conoscere l’Africa, avevo fatto tutti i vaccini, ma non sapevo cosa significasse trovarmi in un Paese dove per chilometri non incontri nemmeno un uomo bianco. […] Si mangiava una volta al giorno, verso sera, le persone si sedevano davanti a un recipiente e con la mano destra pescavano manciate di riso e verdure”.

Caldi e malinconici i colori delle foto di questa esperienza in Mali, a cui sono seguiti tanti altri viaggi e tante altre fotografie: le Filippine, l’India, ma anche viaggi nel nostro paese, in mondi totalmente sconosciuti come il mondo carcerario.

Tanta strada ha fatto Valerio Bispuri dal momento in cui ha preso in mano la sua prima macchina fotografica, una Yashica FX-3 Super, “Dentro una storia” è un’avventura, un grumo di umanità e di dolore raccontato con la delicatezza di chi scatta una foto per informare, per denunciare, per far parlare occhi, volti, gesti che arrivano a destinazione con una forza molto più grande di mille parole urlate.

Valerio Bispuri – Dentro una storia. Appunti sulla fotografia
Mimesis, Milano 2022
Pagg. 150, Brossura € 14

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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