E(li's)booksRagazza senza prefazione di Luca Tosi

"Certi giorni smetto di esistere".

Il libro

Si può raccontare un periodo in cui tutto va storto facendo sorridere? Luca Tosi ci è riuscito con questo esordio apparentemente scanzonato che ha per protagonista un ventisettenne della provincia romagnola. Lavoro nessuno, pensieri e parenti troppi, fisse una sola: Lei. Marcello non riesce a togliersela dalla testa, anche se c’ha passato insieme una notte soltanto, e allora trascorre a casa coi genitori meno tempo possibile, cerca in qualche modo di far fruttare la laurea, ma soprattutto gira in tondo per le strade di Santarcangelo e intanto osserva e rimugina trascinandoci nel mulinello irriverente delle sue considerazioni.

La mia lettura

La cosa che non sopporto, più di tutto, è assomigliargli, a mio babbo. Quando son a tavola, che ce l’ho di fronte, mi fissa. Io tengo gli occhi sul piatto, e faccio finta di nien­te, ma mi gonfio di nervoso. Fisicamente siam sputati, ci sta, son suo figlio. Ma i gesti… Prendiamo il bicchiere allo stesso modo, teniamo un braccio piegato vicino al piatto allo stesso modo, e mastichiamo uguali, gli stessi schioc­chi mascellari. Quasi tutto, di me e mio babbo, coincide. Allora mastico a stufo, che rischio di strozzarmi certe volte, pulisco il piatto e sloggio.

Una boccata di ossigeno questo Ragazza senza prefazione, romanzo di esordio di Luca Tosi, non per la storia in quanto tale, per la scrittura che per me conta di più.

Se l’intento era il realismo allora gli è riuscito davvero egregiamente, la lingua è fluida, spigliata, Luca Tosi ci regala pagine di una letteratura che per la sua modernità voglio definire elettronica seppur priva degli stilemi e delle sgrammaticature che troviamo nella lingua “disarticolata” del “quotidiano elettronico” di ognuno di noi. Ragazza senza prefazione è anche un romanzo identitario, racconta una regione precisa non semplicemente la vita del protagonista e della sua famiglia, l’autore movimenta il testo con capitoli brevi nei quali troviamo la semplicità, la genuinità dei posti che racconta, non gli serve ricorrere a stratagemmi particolari per farci cogliere gli stati d’animo e mostrarci la realtà delle piccole cose, farci annusare quella luce che è “una mano di vernice gialla”.

“Certi giorni smetto di esistere.

«Marcello, sta’ su dal divano!»

Mia mamma rincasa dal Tigotà, ogni pomeriggio, con la furia dentro. “

Marcello è un giovane Andy Capp per i suoi genitori, lui si vede piuttosto come un choosy, non ne va fiero ma neppure se ne vergogna più di tanto, vive con quella cappa di indecisione addosso, il suo è il punto di vista dello “sdraiato”, non prova a giustificare, a giustificarsi, non cerca alibi.

Un pomeriggio, ero andato giù per viale Mazzini, verso la stazione, che avevo voglia di una passeggiata diversa. Sole pieno. La luce, una mano di vernice gialla. Dietro una fermata dell’autobus, lì sul viale, c’era un condomi­nio tutto ricoperto di impalcature. E in cima un uomo, da solo. Si dava un gran daffare: spostava le travi, imbullona­ va, non so. Sembrava il creatore del cantiere, da solo sul tetto. Che era suo, il condominio, sembrava. […] Sono un uomo anch’io. Però non ho costruito niente fino adesso. Non fatico, ma mi sento stanchissimo lo stes­so.

La modalità di stilizzare il parlato mi è piaciuta molto, mi è piaciuto soffermarmi in questa vita che ristagna, l’ho trovata pulita, sincera perché alle verità “grandiose” preferisco – così direbbe Camus – le verità coerenti.

Se fosse un fumetto Ragazza senza prefazione avrebbe lo stile di Zerocalcare, se fosse una canzone avrebbe le sonorità di Fulminacci.

Proprio bravo Luca Tosi.

Ragazza senza prefazione di Luca Tosi

TerraRossa € 13,00