E(li's)booksUna vita tra le nuvole di Gerald Murnane

Una storia che racconta di quando l’immaginazione era ancora un primario strumento di sopravvivenza.

Torno da voi con Gerald Murnane e Una vita tra le nuvole

Il libro

 Adrian Sherd è un adolescente nella Melbourne degli anni Cinquanta, gli ultimi anni prima che l’avvento della televisione cambiasse per sempre la forma dell’immaginazione. Timido e serio verso il mondo esterno, Adrian dentro di sé è tormentato in pari misura dal risveglio dei suoi ormoni e dalla devozione religiosa: sogna elaborate avventure erotiche con algide star del cinema americano e con pari fervore di sposare la sua fidanzata – una ragazza con cui condivide fugaci e struggenti sguardi sul treno – e di avere da lei undici figli, teorizzando persino una storia del mondo come cronaca della frustrazione sessuale dell’essere umano. “Una vita tra le nuvole” è tra le opere più sottilmente divertenti di Murnane: onesta e raccontata con profonda dolcezza, è un indimenticabile romanzo di formazione australiano e cattolico, ambientato in un’epoca non molto lontana in cui l’immaginazione era ancora un primario strumento di sopravvivenza.

La mia lettura

Dopo “Le pianure” e “Tamarisk Row” sono di nuovo insieme a questo “grande vecchio” della letteratura mondiale, Gerald Murnane:

Guidava una station wagon verso una spiaggia solitaria della Florida, un immenso arco di sabbia bianca e inviolata che scendeva no alle acque tiepide e color zaf ro del Golfo del Messico. Si chiamava Adrian Sherd. Le sue amiche, nell’auto insieme a lui, si chiamavano Jayne, Marilyn e Susan. Andavano a fare un picnic tutti assieme. “

Comincia così Una vita tra le nuvole e non vi dirò se questa cosa è successa davvero al protagonista ve lo lascio scoprire da soli perché Adrian Sherd in verità vive a Melbourne, più precisamente …

A Riviera Grove si sentiva di rado il rumore di un’auto o di un camion. Ogni mezz’ora il treno elettrico passava lungo la linea tra Melbourne e Coroke. Dai binari alla casa degli Sherd c’era quasi un miglio, ma la sera quando non c’era vento si sentivano chiaramente lo sferragliare delle ruote e il cigolio del motore.”

Eccola che torna l’atmosfera che Murnane riesce sempre a creare per coinvolgere chi legge in una sorta di esperienza visiva e sensoriale e il tema di questo romanzo è, come dice la sinossi, l’immaginazione intesa però, secondo la mia lettura, non come sinonimo del fantasticare, qui Adrian mostra di compiere una esperienza speculativa ogni volta che lascia correre liberi i pensieri.

Se Riviera Grove è il luogo fisico di Una vita tra le nuvole, la “Mental imagery” è il luogo altro in cui viaggiamo leggendo.

La giornata iniziava sempre con quaranta minuti di Dottrina Cristiana. Il frate incaricato stava spiegando uno dei Vangeli. […] Adrian Sherd teneva un foglio di carta nascosto sotto al Vangelo e una scatola di matite colorate sulla sedia accanto. Cercava un modo per far passare più in fretta l’ora di Dot- trina Cristiana. […] scelse uno schema di colori spirituali. Prese una matita gialla e tracciò piccoli raggi di luce che uscivano dai ragazzi con l’anima in stato di grazia. Adrian concesse quei raggi dorati a una ventina di compagni. […] Poi, Adrian disegnò un bordo nero intorno alle iniziali dei ragazzi che si trovavano in peccato mortale. Cominciò da sé stesso e dai suoi tre amici, Michael Cornthwaite, Stan Seskis e Terry O’Mullane. I quattro riconoscevano senza problemi di essere dei maniaci sessuali.“

L’educazione religiosa, l’ambiente familiare e socio-culturale, cornici per il processo di crescita di Adrian che dovrà fare i conti con i naturali compromessi che la vita richiede e la reazione a ciò che sembra gli faccia torto sono quei lunghi viaggi mentali nei quali volentieri ci perdiamo anche noi. Senza dubbio un Bildungsroman con quei toni narrativi tipici di Murnane che è un po’ selvaggio, talvolta onirico, sempre poetico nella sua prosa essenziale.

Il libro è diviso essenzialmente in due parti: nella prima troviamo un Adrian completamente perso nella scoperta del suo corpo e dell’autoerotismo, nella seconda le fantasie “peccaminose” dell’adolescente lasciano il posto alle fantasie sicuramente meno esaltanti di un adolescente cattolico e la “trasformazione” si realizza con la scoperta dell’amore che necessita, sembra, di un “candore” che mal si adatta a certe fantasie audaci. Due facce di una stessa medaglia dove il desiderio sessuale vissuto come trasgressione invece che come naturale fase della vita è in qualche modo simbolo della reazione alla noia, alla staticità del contesto sociale mentre l’amore non può che richiedere una “benedizione” divina e diventa anche una sorta di strumento per trovare più accettabile quello stesso contesto sociale.

Le fantasie di Adrian sono sempre irreali, sia quando si immagina sedurre star del cinema americano sia quando si vede accanto alla sua amata. Il mutamento di Adrian a cui assistiamo è carico di quella tenerezza che suscita il primo amore, tuttavia, anche l’Adrian “maniaco sessuale” come si definisce lui stesso nella prima parte del libro non ha nulla di pruriginoso. C’è un passo in cui Murnane fa descrivere al suo protagonista tutti i modi in cui ognuno dei suoi compagni si masturba, non ho potuto fare a meno di ripensare alle numerose pagine che Albinati dedica allo stesso argomento nel suo La scuola cattolica. Non farò parallelismi impossibili tra i due autori, men che meno paragoni, tuttavia devo sicuramente ammettere che la narrazione di Murnane riesce incredibilmente ad attribuire “significati” alle esperienze, “fa memoria” e diventa pratica sociale ed educativa nel momento in cui condivide esperienze collettive che perdono il semplice significato di intrattenimento e diventano apprendimento.

Una vita tra le nuvole ci restituisce una realtà che l’educazione voleva filtrata attraverso giornali come il Tribune e l’Advocate che interpretavano “cattolicamente” le notizie, c’è l’Australia che guarda da lontano l’incoronazione della regina d’Inghilterra:

“Nelle settimane precedenti all’incoronazione della nuova regina d’Inghilterra Adrian e la madre avevano raccolto a mo’ di album in un quaderno una serie di ritagli presi dall’Argus e dall’Australian Women’s Weekly. […] Quando il commentatore descrisse la scena nell’abbazia di Westminster cercarono di trovare tutti i luoghi citati su una piantina, anche se certi termini protestanti come “transetto” e “navata” li confondevano un po’. “

C’è il mito dell’America vissuto attraverso la musica

“Quasi ogni sera, alla 3kz, ascoltava canzoni che gli sembravano descrivere il paesaggio americano. Le note di apertura di una ballata romantica avevano magari la giusta miscela di solitudine e vaghezza da fargli pensare agli Stati delle grandi praterie. Oppure il frenetico ritornello conclusivo di un brano di Mitch Miller gli faceva venire in mente il profondo Sud, quella terra sensuale dove era sempre estate. “

Ci sono le differenze sociali

“Nei due anni da quando si erano trasferiti ad Accrington gli Sherd non erano quasi mai usciti la sera. Adrian non ricordava che avessero mai avuto ospiti. I ragazzi che avevano altro da fare al posto dei compiti venivano da sobborghi vicini a Swindon, posti con le strade asfaltate e i marciapiedi e giardini pieni di cespugli. Sobborghi con nomi signorili come Luton, Glen Iris e Woodstock. Adrian immaginava le case di quei sobborghi come luoghi colmi di risate e di allegria ogni sera della settimana.”

Immaginazione e narrazione due strumenti per interpretare la realtà, Una vita tra le nuvole è una vera e propria esperienza esplorativa dove ciò che è canonico viene affiancato da ciò che rappresenta l’altra “possibilità”, in un viaggio di decostruzione e ricostruzione assistiamo all’avventura formativa di Adrian.

Una vita tra le nuvole è il mio terzo Murnane e voglio azzardare a definirlo forse il mio preferito ma devo farlo decantare un po’ prima di esprimere un giudizio definitivo, di sicuro c’è che mi è piaciuto molto.

Una vita tra le nuvole di Gerald Murnane

Traduzione: Roberto Serrai
Safarà editore
Pagine: 248
Prezzo: 18 €

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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