E(li's)booksCombatteremo fino alla fine di Volodymyr Zelensky

I giorni della Resistenza.

Da oggi in libreria un libro che raccoglie i discorsi del presidente Zelensky

Il libro

“Non ho bisogno di un passaggio, ma di munizioni.” Il 26 febbraio, due giorni dopo l’inizio dell’invasione dell’Ucraina ordinata da Putin, il presidente Zelensky rispondeva così a Joe Biden che gli offriva un ponte aereo per fuggire. È lui il bersaglio numero uno. Le squadre agli ordini di Ramzan Kadyrov, leader della Cecenia, fedele a Putin, erano già a Kyiv giorni prima dell’attacco russo per eliminarlo. Doveva essere una guerra lampo, è diventato un conflitto drammatico che sta minacciando l’Europa e il mondo.
Questo libro è il racconto della Resistenza ucraina attraverso i discorsi di Volodymyr Zelensky. Giorno dopo giorno, il presidente sfida Putin senza paura, incalza i paesi occidentali, si rivolge ai parlamenti e alle sedi istituzionali delle nazioni di tutto il mondo raccontando i crimini dell’invasore, chiede alle imprese occidentali di smettere di fare affari in Russia. Solo qualche mese prima della guerra i sondaggi davano il suo consenso in caduta libera. Oggi è il simbolo della volontà di un popolo che mai accetterebbe una resa. Più che il leader alla testa della sua gente ne è in realtà lo specchio. La posta in gioco è la democrazia. “È qui che si decide chi vincerà questa guerra: libertà o tirannia?”

La mia lettura

Non starò qui ad analizzare ciò che sta accadendo in Ucraina, di sicuro non voglio improvvisarmi in discorsi che coinvolgono aspetti geopolitici di grande complessità, voglio invece, nel mio piccolo, dirvi cosa ho carpito io dal punto di vista della comunicazione nei discorsi del Presidente Zelensky raccolti in questo volume.

Leggete insieme a me alcuni brani che ho scelto come esempio:

Io rimango con la mia gente 25 febbraio 2022

Uomini e donne, nostri difensori, state difendendo brillantemente il paese da uno degli stati più potenti

del mondo. […] Secondo i primi dati, purtroppo oggi abbiamo perso centotrentasette nostri eroi, nostri cittadini, tra cui dieci ufficiali. I feriti sono stati trecentosedici. Difendendo fino all’ultimo la nostra isola di Zmiiny

[…]

Durante la giornata di oggi ho tenuto decine di colloqui internazionali, ho gestito in prima persona il paese. E rimarrò nella capitale. Anche la mia famiglia è in Ucraina. Anche i miei figli sono in Ucraina. I membri della mia famiglia non sono traditori, sono cittadini ucraini, ma non mi è concesso dire dove si trovano. Secondo nostre informazioni, il nemico mi ha designato come obiettivo numero uno. La mia famiglia è l’obiettivo numero due.

La prima cosa che salta facilmente all’occhio è la capacità del Presidente Zelensky di creare una empatia fondata sull’analisi positiva di uno scenario che positivo non è, il Presidente ucraino analizza l’accaduto di quella giornata e ringrazia i connazionali che si stanno sacrificando per il Paese rassicurandoli sul fatto che lui e la sua famiglia faranno altrettanto, nonostante i rischi rimarranno in Ucraina perché quello è il loro posto, accanto alla loro gente. Fa il resoconto della sua attività internazionale, non è un comunicato il suo, è una conversazione tra lui e le persone che con lui stanno lottando, fa il punto della situazione e questo riferire gli esiti dei colloqui internazionali è un aspetto molto importante dal momento che è di sicuro oggetto di apprezzamento il fatto che un leader conti qualcosa non solo sul piano nazionale, ma anche e soprattutto in quello internazionale e Zelensky ha indiscutibilmente grandi capacità di front-man.

Il popolo ucraino si è guadagnato il diritto  di entrare nell’Ue 26 febbraio 2022

Noi abbiamo il coraggio di difendere la nostra patria, di difendere l’Europa. In ciascuna delle nostre città gli invasori vengono severamente respinti. A tutti gli ucraini voglio ricordare una cosa. Se avete la possibilità di fermare e distruggere gli invasori, fatelo. Se potete tornare in Ucraina, fatelo. Dopodiché avremo ancora molto lavoro da fare insieme per ricostruirla. A tutti coloro che possono difendere l’Ucraina dall’estero, dico di farlo fermamente, uniti, senza sosta. A tutti gli amici dell’Ucraina che vogliono contribuire alla nostra difesa dico: venite, vi daremo le armi. Gloria a tutti coloro che oggi difendono l’Ucraina! Siete degli eroi!

 Il pronome inclusivo “noi” è una costante di tutti i discorsi, in questo modo riesce a impostare una “communization”, una responsabilità condivisa.

Voglio citare Evan Cornog un professore di giornalismo americano della Columbia University che ha detto (riferendosi all’uso dello storytelling dei presidenti americani):  “L’avvenire della nazione e del mondo dipende dalla capacità dei cittadini di scegliere le buone storie” e credo che il Presidente Zelensky abbia fatto sue quelle modalità comunicative che in altri paesi (gli Stati Uniti in primis ma anche la Gran Bretagna) sono alla base delle campagne elettorali da anni.

Gli ucraini hanno sicuramente scelto la storia che il loro presidente gli ha raccontato e gli sta raccontando ogni giorno dall’inizio della guerra.

Nei discorsi di Zelensky la “grammatica del racconto” si è da subito sostituita ai discorsi dettati da un protocollo istituzionale.

Ognuno di noi è guerriero 28 febbraio 2022

Buongiorno, eroi ucraini! Siamo al quinto giorno della guerra ad ampio raggio della Russia contro il popolo ucraino.

[…]

Quando mi sono candidato alla presidenza ho detto che ognuno di noi è presidente. Perché siamo tutti responsabili del nostro stato, della nostra bella Ucraina. Ora scopriamo che ognuno di noi è guerriero. Guerriero o guerriera nella sua città. E sono convinto che ognuno di noi vincerà. Gloria all’Ucraina!

 Siamo diventati una cosa sola 2 marzo 2022

Buona salute a te, paese unito! Non ho detto a caso «unito». È iniziato il settimo giorno di questa terribile guerra che sentiamo tutti allo stesso modo. Durante questo periodo abbiamo avuto più unità di quanta ne abbiamo mai avuta in trent’anni.

Indispensabile in un momento come quello che sta vivendo l’Ucraina è la coerenza del proprio leader, il suo racconto deve coincidere perfettamente con le sue azioni.

Qui l’impatto emotivo è fortissimo, Zelensky e il suo popolo hanno intrapreso una battaglia combattuta su un piano che non è ideologico, si fa appello ad un valore più alto, si fa appello alla morale, si combatte per la libertà.

La guerra, con la forza delle sue immagini di devastazione e morte eclissa ogni cosa, ogni ragionamento diventando essa stessa una storia, perché i discorsi di Zelensky non perdano di efficacia devono sempre contenere argomentazioni etiche, devono proporre obiettivi che chi è sul campo a lottare possa capire.

Interessante è la lettera della First Lady che punta dritta al cuore della stampa internazionale, decide di dare un nome alle vittime, un volto, contestualizza ogni cosa e usa un linguaggio “figurativo”:

Lettera aperta della first lady Olena Zelenska  ai media 8 marzo 2022

Recentemente molti media di tutto il mondo mi hanno contattata con richieste di interviste. Questa lettera è la mia risposta a queste richieste e la mia testimonianza dall’Ucraina. Quanto è successo poco più di una settimana fa è stato qualcosa di incredibile. Il nostro paese era pacifico; le nostre città, i paesi e i villaggi erano pieni di vita. Il 24 febbraio ci siamo svegliati tutti con l’annuncio di un’invasione russa.

[…]

Forse l’aspetto più terrificante e devastante di questa invasione sono le vittime tra i bambini. Alisa, di otto anni, è morta per le strade di Okhtyrka mentre suo nonno cercava di proteggerla. Polina, di Kyiv, è morta durante un bombardamento insieme con i suoi genitori. Arseniy, quattordici anni, è stato colpito alla testa da  alcune schegge e non ha potuto essere salvato perché l’ambulanza non è riuscita a raggiungerlo in tempo a causa di vasti incendi. Alla Russia che sostiene di «non star facendo la guerra contro i civili», rispondo con i nomi dei bambini assassinati. Le nostre donne e i nostri bambini ora vivono in rifugi e scantinati.

[…]

Questa guerra viene condotta contro la popolazione civile, e non solo attraverso i bombardamenti. Alcune persone hanno bisogno di cure intensive e continue, che ora non possono ricevere. Quanto è facile iniettarsi l’insulina in uno scantinato? O ricevere le medicine per l’asma sotto il fuoco pesante? Per non parlare delle migliaia di malati di cancro il cui accesso fondamentale alla chemioterapia e alla radioterapia è stato rimandato a tempo indefinito.

[…]

A tutte le persone in tutto il mondo che si stanno radunando per sostenere l’Ucraina dico: «Vi vediamo! Vi guardiamo e apprezziamo il vostro sostegno». L’Ucraina vuole la pace, ma difenderà i suoi confini, difenderà la sua identità, non cederà mai.

Olena Zelenska  sa di generare percezioni, di mirare all’emotività.

Lavoriamo per la pace 5 marzo 2022

Gente libera di un paese libero! Siamo già al decimo giorno di lotta nazionale, di fede sincera, di lavoro ventiquattr’ore su ventiquattro. Il decimo giorno è come un giorno infinitamente lungo. Una notte infinitamente lunga che non ci permette di riposarci. Oggi è sabato. Questa parola non significa nulla durante la guerra. È come il lunedì o il giovedì o qualsiasi altro giorno. Sono diventati tutti uguali. Continuiamo a proteggere lo stato. Continuiamo a salvare le persone. Il paese non conosce più i fine settimana. Non importa che ora sia. Non importa che giorno sia. E sarà così fino alla vittoria.

I valori della coesione nazionale e l’intervento contro il male, l’occupazione, la sopraffazione per riportare la libertà in Ucraina e tutelare l’occidente fanno breccia su chi combatte e su chi assiste al teatro della guerra.

Qualche settimana fa il presidente della Regione Campania De Luca si domandava come facesse Zelensky a registrare un messaggio al giorno, ad essere così efficace, a produrre video perfetti, non conosco la risposta ovviamente, non so come sia organizzato il presidente so per certo però che questa per lui e il suo popolo è questione di vita o di morte.

Zelensky deve creare una relazione con ogni singolo cittadino, deve rispondere alle domande, anche a quelle inespresse, deve superare i confini geografici per realizzare un’azione collettiva su larga scala altrimenti rischia la disfatta.

«I have a dream»  ha detto al Congresso americano durante il collegamento per chiedere l’imposizione di una “no-fly zone” sull’Ucraina e in molti si sono commossi.

La teatralità di cui è dotato è incentrata sulla performatività dei suoi discorsi politici, d’altro canto è innegabile che è così che si fa colpo, la percezione che la gente ha della realtà politica è che sia una sorta di spettacolo che viene recitato appositamente per loro, o no?

Con la prefazione di Walter Veltroni, Combatteremo fino alla fine di Volodymyr Zelensky è un libro che può aiutarci a riflettere sulle parole di un uomo che sta entrando suo malgrado ogni giorno nelle nostre case facendo sforzi enormi per farci comprendere il punto di vista di un popolo che ci siamo accorti di conoscere poco, quanta gente ho sentito dire: ma gli ucraini non sono russi? Facendo di tutta l’erba un fascio, no, sono ucraini! Ora tutti hanno idea di come sia composto quel territorio, sarebbe stato meglio non scoprirlo così.

Solo il tempo ci dirà se queste parole, cariche di forza e dolore, sono state in grado di raggiungere il loro obiettivo ultimo. La pace, la convivenza, la salvezza del popolo ucraino.”
Walter Veltroni

Vi lascio con un’ultima citazione:

Nessuno potrà costringere noi ucraini a rinunciare alla nostra libertà, indipendenza e sovranità.”
Volodymyr Zelensky, 24 febbraio 2022

(anche in formato ebook)

Combatteremo fino alla fine di Volodymyr Zelensky

Curatore Massimiliano Melley

Chiarelettere

PP 176 Brossura € 14,00