E(li's)booksSpezzate di Jude Ellison Sady Doyle

Perché ci piace quando le donne sbagliano.

Il libro

Perché ci piace guardare una donna crollare? Cosa ci attrae della sua vulnerabilità? È uno spettacolo a cui siamo abituati e da cui con difficoltà distogliamo lo sguardo. Questo saggio potente e appassionato ci apre le porte di una galleria degli orrori in cui celebrità di ogni epoca hanno scontato la colpa di non aver rispettato i limiti che la cultura patriarcale aveva imposto alle loro vite. Attingendo dalla letteratura e dalla stampa scandalistica, Doyle ricostruisce l’ascesa e la caduta di queste donne, esplorando il fenomeno sociale della trainwreck: il deragliamento dai binari del proprio ruolo che porta a perdere tutto ciò che si aveva ottenuto. Un libro che è un invito a cambiare il proprio sguardo, a riconoscere nella trainwreck un nuovo modello di emancipazione in grado di sovvertire le regole della società.

La mia lettura

«Sul piano culturale l’aggettivo “pazzo” fa il suo sporco lavoro. […] Lo si usa se si vuole ridurre qualcuno al silenzio, o se si vuole privarlo della sua soggettività».

Nel 2016, recensendo Spezzate, Jia Tolentino scrisse: «Non so se il paradigma della celebrità femminile sia per noi tanto rilevante quanto ci è stato fatto credere». Nel 2021, però, la stessa Tolentino scriveva con tono scandalizzato, al pari di tutti, della custodia a cui era stata sottoposta Britney (Spears). Mi sembra che questo fatto basti da solo a confutare la sua critica.

Perché si dovrebbe scrivere un saggio sull’atteggiamento sessista della stampa scandalistica, quando invece si potrebbe parlare per esempio di leggi sul divorzio o delle violenze sessuali nei campus? Cosa c’è di così femminista nell’essere indulgente con Paris Hilton, quando lei stessa ha spesso offeso il genere femminile?

Il fatto è che le celebrità rispondono alla domanda che noi, come esseri umani, ci poniamo: come dovrebbe essere una persona? E le celebrità femminili, in particolare, rispondono alla domanda: come dovrebbe essere una donna? Se siamo più duri con quelle donne di quanto lo siamo con gli uomini (e lo siamo), e se godiamo nel distruggerle pubblicamente (e lo facciamo), allora è evidente che abbiamo ancora un’idea ristretta, limitata e limitante di quale sia il comportamento femminile “appropriato”, e che non riusciremo tanto facilmente ad abbandonare la nostra sete di sangue che vuole punire qualunque donna trasgredisca quelle leggi.

Questi stralci di Spezzate sono proprio all’inizio del libro e contribuiscono, secondo la mia lettura, a far comprendere immediatamente di cosa si va a discutere proseguendo.

Io avevo già apprezzato Jude Ellison Sady Doyle ne Il mostruoso femminile, ho letto diversi suoi articoli su The Guardian e trovo che la scelta di “indagare” il concetto di trainwreck sia molto azzeccata perché di fatto, la “disfatta”, il “deragliamento” di una vita vissuta sotto gli occhi di tutti genera una voyerismo macabro che non manca di trascinarsi dietro paure recondite, pregiudizi ancestrali.

Per citare un celebre meme di Cara Cunningham, un’altra donna che ha scorto il problema ben prima di me e per questo è stata derisa, se si vuole lasciare Britney in pace, non si può semplicemente lasciare in pace Britney. Tutte le donne devono essere al sicuro, o chiunque potrebbe essere la prossima.

Chi sono le trainwreck ? Donne che hanno perso l’autorità sulle proprie decisioni, sono persone a cui viene letteralmente rubata la narrazione e sfidare gli stereotipi della nostra società patriarcale è una sicura chiave di accesso per l’emarginazione.

La donna famosa, la diva, come si chiamava un tempo, è un simbolo iconografico, voglio citare Deuxième Sexe della Beauvoir, che scriveva: “ le attrici, le ballerine e le cantanti sono le uniche donne al mondo che possono raggiungere l’indipendenza in una società maschile”.

Ma quanti svantaggi ci sono a vivere una vita da star? La cosa più comune probabilmente è che si finisce per “make a name for themselves”, inoltre si può cadere in un’altra trappola tesa dai maschi adoranti che incoraggiano le debolezze e i difetti delle donne fino a trasformarle in ciò che vogliono, in ciò che anche il pubblico vuole.

Da sempre, entrare a far parte della sfera pubblica per una donna è qualcosa di temerario, che espone a pericoli concreti, mi vengono in mente gli attacchi violenti e ripetuti contro Laura Boldrini qui da noi in Italia o in America a Hillary Clinton e nessuna delle due è una trainwreck intesa nel senso letterale del termine.

In Spezzate Jude Ellison Sady Doyle analizza vite come quella di Paris Hilton, Miley Cyrus, ma anche donne impegnate come Nicki Minaj:

Nicki Minaj ha fatto tutto ciò che poteva per presentarsi come una voce del femminismo nero, incluso tenere letture pubbliche di Maya Angelou. Eppure, al di fuori della bolla femminista, circa l’89% degli articoli che la riguardano si concentra perlopiù su un unico argomento: il suo culo.”

Ci spiega tutta la parabola della vita di Mary Wollstonecraft che oggi conosciamo come femminista impegnata a lottare per i diritti delle donne ma per l’opinione pubblica del suo tempo era una prostituta, una concubina, una pazza.

L’ostentazione della pazzia femminile getta le fondamenta per una società in cui qualsiasi donna, se dice qualcosa di scomodo, qualcosa che non vogliamo ascoltare, può essere definita “pazza” e per questo allontanata.

Non conoscevo la storia di Tara Reid che ha aspetti di una tale crudeltà da non riuscire a comprenderne la natura,

Al culmine della sua parabola sembrava che la gente non avrebbe mai smesso di parlare di lei: da sex symbol aveva monopolizzato l’immaginario dei giovani; poi, come paradigma di ogni bruttezza, aveva dominato la stampa scandalistica. Esauriti i motivi per odiarla, l’abbiamo dimenticata. Dopo aver sovraesposto la sua immagine, dopo averla presa d’assalto, sezionata e fatta a pezzi in ogni modo possibile, alla ne abbiamo semplicemente lasciato che scomparisse. Per le trainwreck famose, silenzio e invisibilità sono un approdo familiare. Tara Reid non è l’unica a essere scomparsa. Lo stesso è accaduto, forse più rapidamente, anche a Vanessa Hudgens, insieme a Miley Cyrus uno dei volti più noti di Disney Channel e fulcro della popolarissima serie High School Musical. O almeno così è stato finché non sono state pubblicate alcune sue foto intime. Le aveva scattate per il suo ragazzo, ma qualcun altro se ne impadronì (è sempre “qualcun altro” a farlo) e così venne esclusa dal progetto.”

Da Charlotte Brontë a Rihanna, Courtney Love, Amy Winehouse, tante sono le trainwreck che conosciamo, c’è anche la mia amatissima Sylvia Plath, c’è Monica Lewinsky, drammi di donne del passato e del presente, ognuna ha vissuto il suo deragliamento a modo suo, qualcuna ha pagato con la vita ma

Come ogni altra grande trainwreck, Hillary Clinton ci ricorderà che, comportandoci come se fossimo già libere, possiamo infrangere le regole che limitano le nostre vite.

Un libro che l’autrice ha scritto nel 2016 e da quel momento in poi di cose ne sono successe tante, lei stessa riconosce che oggi probabilmente avrebbe avuto altri toni, altre conclusioni, noi lo troviamo ora nelle librerie italiane e il contenuto rimane comunque attualissimo e illuminante perché ognuno di noi nella sua vita ordinaria di donna qualunque si trova a combattere piccole o grandi battaglie che possono portarsi dietro un peso tale da provocare un deragliamento e il giudizio oltre che il pregiudizio della comunità oggi ha una risonanza tale da arrivare a produrre danni inenarrabili.

Scritto in modo chiaro, argomentato con esempi concreti, l’autrice espone dei fatti senza cercare di influenzare chi legge, semplicemente riferendo.

Efficace, colpisce nel segno perché alla fine si arriva a guardare alcuni fatti di cronaca che di sicuro tante e tanti di noi ricordano bene con occhi diversi.

Spezzate.

Perché ci piace quando le donne sbagliano

di Jude Ellison Sady Doyle

Laura Fantoni (Traduzione)

Andrea Salomone (Traduzione)

Tlon edizioni, 2022

Pp 297 Brossura € 19,00

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