29 Settembre Set 2018 0650 29 settembre 2018

Usanze di una volta: quando gli eventi luttuosi venivano raccontati alle api

Un’abitudine dell’America rurale del XIX secolo, ormai scomparsa da decenni, rivela il profondo legame che intercorreva tra l’uomo e le api, considerate componenti di fatto della famiglia

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Notizie dolorose, eventi tristi, passaggi neri della vita. Era in queste occasioni che nelle campagne del New England, negli Stati Uniti del XIX secolo, i contadini avevano l’abitudine di condividere il loro lutto con le api. Proprio così: il rituale prevedeva di coprire (in parte) gli alveari con pezzi di tessuto nero mentre si comunicava ai loro abitanti, dopo aver bussato e con voce bassa e rispettosa, la brutta notizia.

Questa strana usanza, già in declino verso la fine del 1800, aveva comunque regole diverse a seconda delle regioni: come spiega nella sua opera sulle api del 1886 l’allevatore vittoriano Charles Fitzgerald Gambier Jenyns, il messaggio luttuoso non poteva essere consegnato a mezzanotte. In altre zone doveva essere cantato (a basse voce), in altre ancora sussurrato e basta. Esisteva una variante con formula fissa, che era “Little brownies, little brownies, your master/mistress is dead”, o un’altra in rima, cioè “Bees, bees, awake. Your master is dead, and another you must take” (se ronzavano in risposta, era un buon segno). Alcuni spostavano tutti gli alveari (segno del cambiamento) e altri, se la veglia funebre era in casa, li disponevano davani all’ingresso.

Le ragioni di questo legame tra uomini e api nel lutto sono ignote. Secondo alcuni studiosi, risalirebbero a tradizioni di tipo celtico, poi trasportate nel Nuovo Mondo: qui avrebbero ritrovato, per qualche decennio, nuovo vigore. A conferma di un’origine europea vengono documentati casi in cui le api vengono coinvolte per festeggiare eventi positivi, come i matrimoni. In alcuni casi venivano date alle api anche alcune fette di torta. In altri, soprattutto in Germania usavano gli alveari per drappeggiare il corteo – ma forse, in questo caso, si trattava di una sorta di compensazione per tutto il miele sottratto nei festeggiamenti.

In ogni caso, l’ape era considerata un animale di famiglia, una parte della casa, un essere da coinvolgere nelle situazioni più importanti, sia positive che negative. Può sembrare buffo, oggi. Ma è il segno di una consapevolezza diversa, forse espressa in modo strambo, del profondo legame esistente tra uomo e natura. Quello che oggi, in un’epoca in cui le api rischiano di scomparire, ignoriamo in modo colpevole.

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