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20 Dicembre Dic 2018 0559 20 dicembre 2018

Per vivere a Milano bisogna essere ricchi? Falso, basta non seguire le mode

La città è ben collegata, per spendere meno si può vivere in periferia, gli stipendi sono i più alti d'Italia. E del sushi, diciamolo, si può pure fare a meno

Milano_Duomo_Linkiesta
Photo by Benjamin Voros on Unsplash

Mi ha colpito l’articolo del collega Francesco Mazza, che ritiene che Milano non possa essere definita la miglior città dove vivere in Italia, a meno che non si abbia un reddito da 6000€ al mese, e si possa risiedere nel centro della città. Il collega ha pubblicato il suo pezzo su Facebook accompagnandolo da un: “voglio vedere se abiti in Piazza Prealpi”.

Chi scrive, vive a 500 metri dalla piazza menzionata. Mi trovo in Piazza Pompeo Castelli, quartiere di Villapizzone, periferia nord - ovest di Milano.
Può anche essere che viviamo in due città diverse, ma trovo che vivere in periferia non crei assolutamente i disagi che descrive il collega. Milano ha avuto la capacità di creare una rete di collegamenti in grado di connettere qualunque area della città al centro, in meno di mezz’ora. Passanti ferroviari, tram, metropolitane, autobus. È difficile trovare un sistema, in Italia, migliore di questo. Chi abita a Villapizzone, a Quarto Oggiaro o a Certosa può raggiungere i quartieri centrali di Porta Venezia o Garibaldi in 10 minuti di treno intra-urbano. Chi vive nell’estremo nord o nell’estremo sud della città può prendere la metropolitana o il tram, e trovarsi al Duomo in meno di 35 minuti. L’abbonamento per adulti costa meno di un euro al giorno, il 17% in meno di Genova, in linea con città come Torino o Palermo che presentano una rete molto meno estesa, e gli abbonamenti per studenti sono tra i più bassi in Italia.

Non è difficile vivere a Milano, con uno stipendio non alto, a patto che ci sia la capacità di rendersi indipendenti dalle mode.

Non solo, per compensare la mancanza di mezzi notturni, esistono tantissime alternative, dal Bike Sharing ai servizi di mobilità alternativa, fino ai nuovissimi monopattini. Questo permette a chi lavora in centro, di vivere in periferia, risparmiando su affitti e costi fissi, senza troppi disagi. Parliamo dell’ambito immobiliare. Un bilocale arredato e nuovo, adatto per due persone, nelle zone che ho descritto viene affittato per circa 800€ a mese. Non è poco, è vero, ma se è pur vero che gli stipendi di Milano sono più bassi di quelli delle altre città europee (e neanche tutte), è pur vero che sono tra i più alti in Italia. È vero che acquistare non è facile, ma per meno della metà del prezzo al metro quadro richiesto in centro, si può vivere in zone magari decentrate, ma sicure e in via di riqualificazione, dove esistono biblioteche, parchi, servizi e negozi.

Si parla, infine, del lifestyle. Non è difficile vivere a Milano, con uno stipendio non alto, a patto che ci sia la capacità di rendersi indipendenti dalle mode. Ci sono palestre straordinarie a 20€/mese, e anche meno, ristoranti che offrono menù scontati al 50%, grazie ad app come The Fork, e così via.
Diciamolo chiaramente: il Sushi “cool” è una moda, e non certo una necessità. Comprare casa sui Navigli, alla Fondazione Prada, sui bastioni, è una moda. Andare nella palestra “giusta”, a 140€ al mese, è una moda. Ebbene per chi segue queste mode, per chi rinuncia alle alternative, allora essere “rapinati” è più che comprensibile. Si chiama mercato, si chiama consumo. Ma per tutti gli altri, c’è l’uso consapevole del denaro, e la libertà di scegliere.
Infine, ricordiamoci di questo: chi sceglie di vivere a Milano lo fa, spesso, per la cultura che contraddistingue la città. Aperta, inclusiva, democratica, meritocratica. E a questo, è difficile mettere un prezzo.

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