Economia circolare
31 Gennaio Gen 2019 0600 31 gennaio 2019

Borsino Rifiuti, così il Comune vende la spazzatura e i cittadini risparmiano sulla Tari

La piattaforma online di economia circolare permette ai comuni di vendere i rifiuti alle società che li riutilizzano, e il ricavato serve a far scendere la Tari. Il Comune di Aprilia così ha risparmiato 20mila euro

Garbage Linkiesta
(Pixabay)

Ci sono Comuni che vendono i rifiuti, anziché pagare per il loro smaltimento. E i cittadini risparmiano sulla Tari. Tutto grazie al progetto di una startup, Borsino Rifiuti, piattaforma online che facilita recupero e smaltimento dei materiali, vendendo la spazzatura alle società che la riciclano. E il ricavato è destinato ad abbassare la Tassa sui rifiuti. Succede già ad Aprilia (Latina), Lanuvio (Roma) e Cerignola (Foggia), per un totale di 130mila cittadini coinvolti. E altre nove convenzioni verranno attivate a breve tra Lazio e Calabria. Il risparmio è notevole: solo l’anno scorso, fino a ottobre 2018, il Comune di Aprilia ha guadagnato 20mila euro.

Il ciclo dei rifiuti viene rivoluzionato. Bisogna sapere che fin quando non arriva in un deposito, il rifiuto rimane di proprietà del Comune. Quasi tutti i comuni oggi scelgono di destinare i rifiuti ai consorzi. Viene indetta una gara d’appalto per il gestore ambientale, che si occuperà della raccolta e del conferimento dei rifiuti al consorzio. I soldi che il comune dovrebbe ricevere dai consorzi dovrebbero essere destinati ad abbassare il costo per il servizio del ritiro, o abbassare almeno in parte la Tari. Ma notizie di una riduzione della Tari non se ne hanno, anzi. La tassa sui rifiuti non fa che aumentare. Questo perché la maggior parte delle volte la raccolta differenziata viene contestata e nessuno paga il comune.

Borsino Rifiuti guadagna una percentuale del ricavato come commissione per il servizio. E il comune ci guadagna con la vendita, facendo risparmiare i cittadini

Ad Aprilia (LT), Lanuvio (RM) e Cerignola (FG) le amministrazioni comunali hanno realizzato invece con Borsino Rifiuti una convenzione alternativa al consorzio. Questi Comuni possono scegliere di far conferire la raccolta differenziata o a una piattaforma del Consorzio o a una piattaforma di Borsino Rifiuti. Borsino Rifiuti quindi vende per conto del Comune (mentre i consorzi non hanno alcun incentivo a farlo) i rifiuti a lui conferiti tramite la propria piattaforma, oppure direttamente a delle filiere specifiche. E il ricavato è destinato ad abbassare la Tassa sui Rifiuti, così come sancito nel contratto. Borsino Rifiuti guadagna una percentuale del ricavato come commissione per il servizio. E il comune ci guadagna con la vendita, facendo risparmiare i cittadini.

Alla piattaforma di Borsino Rifiuti, che ora ha lanciato su Crowdfundme una campagna di equity crowdfunding per il secondo aumento di capitale, si possono rivolgere privati, aziende, intermediari e impianti di smaltimento. È quella che viene definita economia circolare. E il rifiuto, a cui di solito non diamo importanza, diventa invece una merce di scambio preziosa, riutilizzabile, e che aiuta pure a risparmiare.

Nell’Unione europea ogni anno si usano quasi 15 tonnellate di materiali a persona, mentre ogni cittadino Ue genera una media di oltre 4,5 tonnellate di rifiuti l’anno, di cui quasi la metà è smaltita nelle discariche. Quel che normalmente si considerava come “rifiuto” oggi può essere trasformato in una risorsa.

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