Dossier
Reddito di cittadinanza, il mistero Mimmo Parisi
Il mistero Mimmo Parisi
5 Febbraio Feb 2019 0600 05 febbraio 2019

Dal Mississippi alla Puglia: ecco il filo rosso che unisce Mimmo Parisi all’internazionale sovranista

Il governatore del Mississippi Phil Bryant, quello con cui ha lavorato Parisi, ha presentato Farage a Trump, ed è amico di Arron Banks, accusato di aver manipolato i dati dei cittadini Uk. E poi quell’invito all’università (sovranista) Lum di Bari quando ancora Parisi non era nessuno

Phil Bryant Linkiesta
(MANDEL NGAN / AFP)

Si chiama “Excellence in Local and District Government Award” il premio che il professore Domenico Parisi, papà dei futuri navigator del reddito di cittadinanza e prossimo presidente di Anpal, riceveva lo scorso 28 agosto dalle mani del governatore repubblicano del Mississippi Phil Bryant. Un riconoscimento per il suo lavoro d’“eccellenza” con i Big Data al servizio dell’ufficio del governatore dello Stato americano (con il quale Parisi collabora dal 2010), che ha reso il “Mississippi leader nell’uso di progetti data driven per migliorare il governo e le vite dei cittadini”. Insomma, quello che Parisi – che è pure direttore dello State Data Clearinghouse del Mississippi – dovrebbe venire a fare in Italia, incrociando domanda e offerta di lavoro per i beneficiari del reddito di cittadinanza.

Ma è proprio sull’utilizzo dei dati che Phil Bryant è finito nei mesi scorsi nell’occhio del ciclone, dopo una causa intentata in Mississippi dal gruppo britannico Fair Vote Project per presunta manipolazione di informazioni per influenzare il voto del referendum sulla Brexit. A esser accusate sono due società britanniche, Eldon Insurance e Big Data Dolphins, controllate da Arron Banks, fondatore della campagna Leave.EU oltre che uno dei principali finanziatori dello Ukip di Nigel Farage. Entrambi, Banks e Farage, sono due vecchie conoscenze del governatore Bryant. Fu proprio Bryant che nel 2016 presentò Farage a Donald Trump. Nella stessa occasione, la sera del 24 agosto 2016, Farage prese la parola nella convention per la campagna elettorale in Mississippi di quello che sarebbe stato il futuro presidente americano.

L’accusa di Fair Vote è di aver creato un traffico di dati tra Gran Bretagna e Mississippi. Il modello seguito sarebbe stato quello di Cambridge Analytica di Steve Bannon. Le due società di Banks avrebbero usato i dati dei cittadini britannici, combinati con quelli della Eldon Insurance, che vende assicurazioni per auto nel Regno Unito, per poi trasferirli nei database della University of Mississippi, meglio nota come “Ole Miss” – che, attenzione, non è però lo stesso ateneo in cui insegna il professor Mimmo Parisi, docente alla Mississippi State University di Starkville.

A parlare dell’intreccio di dati da una sponda all’altra dell’Atlantico davanti a una commissione parlamentare Uk è stata Brittany Kaiser, ex capo dello sviluppo aziendale di Cambridge Analytica, con cui Banks avrebbe avuto un lungo scambio di email. Prima di chiudere i rapporti con la società e fondare con l’imprenditore pro-Brexit Andy Wigmore la Big Data Dolphins con l’obiettivo di creare la propria versione di Cambridge Analytica.

Le due società di Banks avrebbero usato i dati dei cittadini britannici, combinati con quelli della Eldon Insurance, che vende assicurazioni per auto nel Regno Unito, per poi trasferirli nei database della University of Mississippi

Banks ha smentito le accuse, dicendo di aver avuto contatti con la University of Mississippi dopo il voto per la Brexit. Ma dopo il referendum del divorzio dall’Ue, è lo stesso governatore Phil Bryant, nell’aprile 2018, a farsi promotore di una partnership tra la University of Mississippi e la Eldon Insurance per creare un team specializzato nell’intelligenza artificiale. Bryant sponsorizzò anche l’ingresso della Eldon nell’incubatore universitario Insight Park. Mentre la Dolphins, all’inizio del 2018, aveva già firmata un contratto con la University of Mississippi Research Foundation per la costituzione di un nuovo ufficio, anche grazie a un finanziamento di 100mila dollari da parte della Mississippi Development Authority.

Ora, dopo le accuse arrivate dal Regno Unito, l’università ha dichiarato di aver chiuso ogni rapporto con le due società, negando ogni trasferimento di dati dalla Gran Bretagna, ma rifiutandosi di collaborare nell’indagine aperta sul caso dall’Information Commissioner’s Office (Ico) britannico, che ha appena convocato i rappresentanti di Eldon per capire come mai una società di assicurazioni auto fosse coinvolta nella campagna pro-Brexit.

Al di là della vicenda giudiziaria, ancora tutta da chiarire, il caso rivela anche come il governatore repubblicano Phil Bryant, di cui il professore Mimmo Parisi è stretto collaboratore come esperto di data science (senza essere coinvolto nella vicenda), sia assiduo frequentatore di quel mondo di populisti transatlantici che vanno da Niegel Farage a Donald Trump.

È lo stesso governatore Phil Bryant, nell’aprile 2018, a farsi promotore di una partnership tra la University of Mississippi e la Eldon Insurance per creare un team specializzato nell’intelligenza artificiale

È lo stesso Arron Banks nel suo libro The Bad Boys of Brexit: Tales of Mischief, Mayhem and Guerrilla Warfare in the EU Referendum a raccontare che fu un braccio destro di Bryant, John Bartley Boykin, a oliare la possibilità di un incontro tra Trump e Farage ai tempi della Convention Repubblicana in Ohio del luglio 2016. Un mese dopo, Farage, Banks e Wigmore volano in Mississippi per incontrare The Donald. E il giorno del giuramento di Trump, il 20 gennaio 2017, i tre siedono a Capitol Hill insieme alla delegazione del Mississippi. La relazione tra le due sponde dell’Oceano continua. Nel febbraio 2017 Bryant pubblica su Twitter una foto con Farage e Micheal Ashcroft, miliardario finanziatore del partito conservatore britannico, definendoli “suoi amici”. E nel novembre 2017 Banks, Wigmore e Ashcroft sono di nuovo insieme per assistere a una partita di football della University of Mississippi.

È in questo mondo di nuovi populisti che ha preso avvio il rapporto tra il professor Domenico Parisi e i Cinque Stelle? Come sono entrati in contatto Parisi e Di Maio è una delle dieci domande che Linkiesta ha posto al governo. Una versione dei fatti vorrebbe che sia stato Rocco Casalino, pugliese come il professore del Mississippi, a presentare a Parisi l’altro pugliese di Palazzo Chigi, il premier Giuseppe Conte. Luigi Di Maio ha raccontato invece di averlo conosciuto «qualche mese fa alla Camera». Ma come? La prima volta che i due si vedono insieme è in una foto che lo stesso Di Maio pubblica il 28 settembre 2018 su Facebook, annunciando che il professore aiuterà il governo a far funzionare il reddito di cittadinanza. Il giorno prima Parisi aveva tenuto una relazione, “Smart City: la digitalizzazione del settore pubblico nell'era della Data Revolution”, in occasione dell’inaugurazione del corso di studi di Matematica alla Lum, la Libera Università Mediterranea Jean Monnet di Casa Massima, Bari. La stessa università in cui insegna l’economista Dominick Salvatore, molto vicino a Donald Trump, in passato anche in lizza per diventare suo consigliere economico. Lo stesso che nel 2017 annunciò che i Trump avrebbero trascorso le vacanze estive in Puglia.
Dal Mississippi a Roma, passando per la Puglia. Certe volte, il mondo è davvero piccolo.

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