16 Aprile Apr 2019 1154 16 aprile 2019

Greta a Linkiesta: “Lottare contro il cambiamento climatico non è una scelta, è un obbligo”

L'intervista esclusiva a Linkiesta ed Europhonica della sedicenne attivista svedese ospite del Parlamento europeo: "L'Unione europea è molto importante per creare le opportunità necessarie per lavorare tra i diversi Paesi e le aziende responsabili del cambiamento climatico"

Greta Thunberg_Linkiesta
FREDERICK FLORIN / AFP

Non arriva al metro e quaranta. Greta Thunberg, la sedicenne svedese che da agosto sciopera ogni venerdì contro il cambiamento climatico è l’evento di oggi del Parlamento europeo di Strasburgo. Centinaia di telecamere venute da tutta Europa la riprendono per una dichiarazione non appena termina il colloquio con i rappresentanti della commissione per parlare di ambiente. Anche gli europarlamentari che dovrebbero votare le direttive in Aula escono dall’emiciclo per sbirciare. I microfoni e gli smartphone dei giornalisti delle più importanti tv le arrivano fino al mento ma lei non si scompone. Chi è arrivato per ultimo commenta dietro le schiene dei colleghi accusandola di essere un fenomeno mediatico. Le risposte sono secche, semplici, alcuni direbbero preparate, ma è inevitabile. «Cosa dirà domani quando incontrerà il Papa a Roma?», «Parleremo del Pianeta», laconico ma efficace, sembra un diplomatico, ha solo sedici anni e ne dimostra fisicamente tre di meno.

I giovani devono votare, da loro dipende il futuro dell’Unione europea. Un futuro in politica?, le chiede una maestra. «Sì l’ho immaginato come ho immaginato di fare tante carriere nella vita. Ho tante cose tra cui posso scegliere, vedremo.

Greta Thunberg

Lo sguardo è stanco, un po’ stressato ma per nulla intimorito dallo spiegamento dei media: è abituata. Dietro il circo mediatico c’è la sua addetta stampa che tiene in mano un foglio stampato: è il discorso. Inizia con "I’m Greta Thunberg” ma la ragazzina svedese non ha bisogno del foglio. Lo conosce a memoria. Lo ha detto oggi a Strasburgo e lo ripeterà a Roma: «Bisogna salvare il Pianeta dalle conseguenze del cambiamento climatico. E bisogna farlo subito». Dopo tre domande di rito viene scortata via, e i giornalisti si sparpagliano verso il prossimo evento di giornata: la conferenza stampa di Manfred Weber, il candidato del Ppe alla Commissione europea. Arriva una scolaresca, lei si ferma. sono suoi coetanei. «I giovani devono votare, da loro dipende il futuro dell’Unione europea». «Un futuro in politica?» le chiede una maestra. «Sì l’ho immaginato come ho immaginato di fare tante carriere nella vita. Ho tante cose tra cui posso scegliere, vedremo».

Penso che l’Unione europea sia molto importante per creare le opportunità necessarie per lavorare tra i diversi Paesi e le aziende responsabili del cambiamento climatico

Greta rimane sola, si fa per dire. La circondano i funzionari del Parlamento europeo e un piccolo entourage portato da Stoccolma. «Le facciamo fare un piccolo tour del palazzo, se l’è meritato». Noi de Linkiesta decidiamo di seguirla. Parte così il piccolo tour che diventa a mano a mano una processione. Chi le viene incontro per caso si sorprende, scatta una foto e si unisce al corteo. Greta non si scompone ma chiede con curiosità perché ci siano delle edere lunghissime che calano dal soffitto: «architettura moderna». le rispondono. «Ma sono vive le piante?», sempre concreta. In mano tiene una borraccia rossa e qualche volta si ferma a bere. Anche le persone del suo entourage hanno la stessa borraccia dello stesso colore.

Il ruolo dei media è essenziale: devono educare le persone e renderle consapevoli di quello che sta succedendo. I media hanno una grande responsabilità ma anche una grande opportunità

Greta Thunberg

Un po’ per intraprendenza, un po’ per fortuna riusciamo a ottenere un’intervista. Quando le diciamo che siamo un giornale italiano sorride, non vede l’ora di vedere Roma ci dicono, perché parteciperà allo sciopero del 19 aprile. Si mette in posizione davanti allo smartphone: sposta la treccina sinistra sulla spalla e quella destra dietro la schiena. Non le chiediamo se è un rito o semplice casualità. Partiamo da una domanda banale, ma necessaria: qual è il messaggio che vuole dare ai giovani? «Siamo in una crisi esistenziale, se non facciamo nulla ora, non avremo un futuro. Il nostro obbligo come giovani è lottare. Ci hanno portato via il nostro futuro, tutte le altre generazioni sono responsabili». Dopo una mattinata intera al Parlamento europeo ancora non si è stufata dell’Europa: «Penso che l’Unione europea sia molto importante per creare le opportunità necessarie per lavorare tra i diversi Paesi e le aziende responsabili del cambiamento climatico». Ci dice anche cosa dovrebbero fare i media: «Il loro ruolo è essenziale: devono educare le persone e renderle consapevoli di quello che sta succedendo. I media hanno una grande responsabilità ma anche una grande opportunità». Tutto vero, tutto giusto, ma proviamo a strapparle un sorriso. Le chiediamo qual è il suo albero preferito. Sorride:«Il mio albero preferito? In Svezia abbiamo tanti pini». Si ferma e ci pensa. «Ma no, no, amo tutti gli alberi».

In collaborazione con Dario Ronzoni

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