Totonomine
13 Giugno Giu 2019 0601 13 giugno 2019

Padroni a casa nostra, ultimi in Europa: così il sovranismo ci ha reso irrilevanti a Bruxelles

Con il governo giallo-verde l’Italia, per la prima volta, è all’opposizione in Europa e la coalizione tra popolari, liberali, socialisti e verdi ci terrà fuori il più possibile dal giro che conta. In più, lo spettro della procedura di infrazione si abbatte sul paese. Insomma, ci aspettano bastonate

Macron Merkel_Linkiesta
John MACDOUGALL / AFP

L’impressione sempre più marcata è che la prossima sarà l’Europa degli altri, dove l’Italia nell’Unione non sarà protagonista se non forse in senso negativo. Un’impressione che potrebbe diventare una certezza il 9 luglio prossimo se dovesse andare avanti la procedura d’infrazione sul debito italiano. Fiutando l’aria che tira il consigliere diplomatico del premier Conte, Piero Benassi, ex ambasciatore in Germania ha favorito qualche giorno fa l’incontro con Manfred Weber, candidato tedesco a presiedere la Commissione. Un colloquio in cui Conte ha chiesto una soluzione equilibrata per le nomine europee tenendo conto della collocazione geografica dell’Italia e del suo peso demografico. In poche parole: con il governo giallo-verde l’Italia, per la prima volta, in Europa è all’opposizione e la coalizione tra popolari, liberali, socialisti e verdi ci terrà fuori il più possibile dal giro che conta.

Lo si capisce bene anche dall’ultima uscita del presidente francese Macron che in un’intervista alla tv di stato svizzera s'è detto pronto a sostenere Angela Merkel se questa decidesse di presentare la sua candidatura come capo dell'Unione europea. “Penso che per quel ruolo serva una persona forte. L'Europa ha bisogno di volti nuovi e di persona che sappiano incarnarne i valori”, ha detto Macron senza indicare altre preferenze per quella carica, pur specificando che non avrebbe insistito con la sua “amica” Angela Merkel che continua ad appoggiare Manfred Weber. Forse Macron ha voluto in questo modo rafforzare l’asse franco-tedesco, magari intende consolidare le richieste della Francia per ottenere qualche commissario di peso come quello all’Economia e guarda pure al rinnovo della Banca centrale europea in vista dell’addio di Mario Draghi. L’Italia alla Bce, nel 2020 rischia di restare senza neppure un rappresentante nel comitato direttivo.

Noi non abbiamo nessun nome da fare anche perché di alleati, a Bruxelles, questo governo ne ha davvero pochini. Per la prima volta in tanti anni siamo all’opposizione, e si vede

E forse non è neppure un caso che Macron abbia auspicato che i quattro ruoli più importanti della massima istituzione europea (presidente della Commissione, presidente del Parlamento, ministro degli Esteri e presidente del Consiglio europeo) siano ricoperti da due donne e due uomini. Quasi sicuramente ha in mente dei nomi francesi o che possano piacere a Parigi.

Noi non abbiamo nessun nome da fare anche perché di alleati, a Bruxelles, questo governo ne ha davvero pochini. Per la prima volta in tanti anni siamo all’opposizione, e si vede. Basti pensare all’isolamento nell’Europarlamento. Gli eurodeputati dei Cinquestelle vagano alla ricerca di un gruppo in cui entrare: tra le opzioni c’è quella di fare sodalizio con Nigel Farage, con il paradosso che dopo il 31 ottobre, con la Brexit, questi non sarà più nel Parlamento. E anche la Lega entrerà in un gruppo di sovranisti che sarà soltanto il quinto per dimensioni. Ma anche i partiti italiani che fanno parte sono della maggioranza non se la passano bene. Tra capi e sottocapi del Partito Popolare europeo, una ventina di persone, non è candidato neppure un italiano perché Forza Italia alle ultime elezioni è precipitata a soli otto deputati. E anche il Pd, associato ai socialisti, si è visto sopravanzare dal Psoe spagnolo che vorrà sicuramente portare avanti i suoi candidati.

In questo clima non aiutano neppure le dichiarazioni del vicepremier Salvini che ritiene la vecchia commissione Ue delegittimata “a imporre sanzioni”. Il capo della Lega insiste di non volere negoziare con l’Unione europea sullo “zero virgola” non sapendo o non volendo capire di che cosa parla. Per la prima volta nella storia dell’Unione Europea uno Stato membro, l’Italia, potrebbe essere vittima di una procedura di infrazione per debito eccessivo. Una prospettiva che già era stata ventilata l’anno scorso ma che si è concretizzata quando il 29 maggio la Commissione europea ha fatto il primo passo previsto dal provvedimento: inviare una lettera di ammonimento indirizzata al Governo. E chi ha scritto quella lettera, avverte la presidenza del Consiglio, è un esponente tedesco della commissione che con noi ha il dente avvelenato. Senza contare che nel negoziato Ue-Italia arriverà presto un terzo incomodo, i mercati, con i quali in genere non si tratta.

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