Caos di cittadinanza
13 Giugno Giu 2019 0600 13 giugno 2019

Precari Anpal, la beffa finale: Mimmo Parisi se ne lava le mani e passa la palla alle Regioni

Il ministero del Lavoro propone un piano di stabilizzazione per circa 400 dei 654, ma vincolandolo alla stipula delle convenzioni con le regioni per l’assistenza tecnica. Dalle Regioni fanno già sapere che non firmeranno accordi con il ricatto dei precari senza lavoro. La mobilitazione continua

Precari Anpal Linkiesta
(Foto: Linkiesta)

Il comunicato stampa del ministero del Lavoro parla di un «piano industriale che prevederà nel triennio un piano di inserimento in azienda di circa 400 assunzioni a tempo indeterminato». Ma i precari di Anpal Servizi, la controllata dell’agenzia Anpal guidata dall’italoamericano Mimmo Parisi, sono tutt’altro che soddisfatti. Il 12 giugno, dopo un anno di scioperi e mobilitazioni, sono riusciti a strappare il primo tavolo di negoziato al ministero. «Un incontro vago e insoddisfacente, con un percorso ancora nebuloso», commenta all’uscita Cristian Sica, portavoce del Coordinamento dei 654 precari. E non solo perché la stabilizzazione riguarda solo 350-400 di loro. Ma anche perché il piano è vincolato alla «stipula delle convenzioni con le Regioni per l’avvio dell’assistenza tecnica». Tradotto: se prima le Regioni non stipuleranno le convenzioni, i contratti a tempo determinato non partiranno. Il ministero del Lavoro se ne lava le mani. E passa la patata bollente agli assessori al Lavoro regionali, con i quali – si sa – il ministro Luigi Di Maio non ha un buon rapporto dai tempi dello scontro sulle competenze nelle politiche attive.

Il sottosegretario al Lavoro Claudio Cominardi, presente al tavolo con lo staff di Di Maio al completo, ha assicurato ai delegati dei precari di Anpal Servizi che entro dieci giorni le convenzioni ci saranno. Ma i rappresentanti delle Regioni hanno già bocciato la prima bozza di convenzione bilaterale sui navigator presentata da Parisi, con il rischio che i navigato assunti resteranno a braccia conserte. E hanno già fatto sapere al presidente del Mississippi e colleghi che non accetteranno accelerazioni sul negoziato con la “pistola” della pressione sociale puntata alla tempia e il “ricatto” dei precari che restano altrimenti senza lavoro. Anche perché, spiegano, nelle regioni si verrà assunti solo con un concorso. Quindi nessuna stabilizzazione automatica.

In questo modo rimandano alle Regioni l’attuazione della stabilizzazione dei precari, deresponsabilizzando Anpal Servizi nella definizione e nell’attuazione di un piano industriale

Il percorso, insomma, sarà tutt’altro che lineare. Il piano del ministero è quello di estendere la convenzione necessaria per assumere i 3mila navigator – pronti per il concorsone che partirà il prossimo 18 giugno – anche ai precari di Anpal servizi, sulla base del fabbisogno di assistenza tecnica nei centri per l’impiego che ciascuna regione ora dovrà indicare. Quando già nove regioni – Campania, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Umbria, Marche, Sardegna, Lazio e ora anche il Veneto – hanno chiesto a Di Maio e Parisi di stabilizzare gli operatori precari prima di assumere i nuovi navigator.

«In questo modo rimandano alle Regioni l’attuazione della stabilizzazione dei precari, deresponsabilizzando Anpal Servizi nella definizione e nell’attuazione di un piano industriale», dice Sica. «Tra l’altro sugli operatori di Anpal Servizi ci sono già delle convenzioni in corso, per cui non c’è alcuna necessità di vincolare il piano di stabilizzazione a nuove convenzioni». In più, denunciano, «sui venti contratti a tempo determinato già scaduti a fine maggio e sui cinque in scadenza a giugno non ci hanno dato nessuna risposta». E il piano di stabilizzazioni prevederà diverse tranche tra la fine del 2019 e il 2020. Quando tutti, mano mano, vedranno scadere i propri contratti. «Una cosa è certa», dice Cristian Sica, «si avvicina la fase due del reddito di cittadinanza, i percettori del reddito dal 24 giugno dovranno sottoscrivere i patti per il lavoro, ma i navigator ancora non ci saranno e noi non saremo stabilizzati. Di certo questo avrà un impatto sulle procedure per cercare lavoro a coloro che percepiscono il reddito».

I rappresentanti delle Regioni hanno già fatto sapere a Parisi e colleghi che non accetteranno accelerazioni sul negoziato con la “pistola” della pressione sociale puntata alla tempia e il “ricatto” dei precari che restano altrimenti senza lavoro

Il ministero e Anpal Servizi si sono impegnati ora a fissare un nuovo incontro entro 15 giorni. «Ma la nostra mobilitazione continuerà», dicono dal Coordinamento. Che ha già preannunciato proteste alla Fiera di Roma in occasione del concorso per i navigator. Annunci, a quanto pare, non proprio graditi al presidente Parisi. Che, a sorpresa, poco dopo il tavolo di negoziato, ha revocato senza motivazioni al Coordinamento dei precari l’utilizzo della “Sala Biagi” della sede centrale di Anpal Servizi, già concessa ad aprile per svolgere un seminario di approfondimento su reddito di cittadinanza e politiche attive del lavoro previsto per il 20 giugno. Tra gli ospiti già confermati c’erano la sociologa Chiara Saraceno e Rachele Serino, rappresentante del Basic Income Network Italia. Le email di disdetta sono già partite.

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