Farnesina Associati
19 Novembre Nov 2019 0600 19 novembre 2019

Lo strano caso del ministro degli Esteri che annuncia che non andrà all’estero, ma in giro per l’Italia

Luigi Di Maio ha cancellato la presenza al G20 in Giappone perché «ha detto di avere da fare a Roma». Una svolta annunciata con un comunicato in politichese che svela il rischio di perdere le redini del movimento. Tutto legittimo, ma se non vuole rappresentare l’Italia, perché non cambia mestiere?

Luigi Di Maio_Linkiesta
JOHN THYS / AFP

Preoccupato dalla rivolta interna al Movimento 5 Stelle, diviso sull’Ilva, sullo ius soli, sulla candidatura alle regionali in Emilia Romagna, Luigi Di Maio cerca sempre più scuse per non allontanarsi da Roma. E infatti, come anticipato lunedì mattina dalla giornalista del Foglio Giulia Pompili, ha annullato la sua partecipazione alla riunione dei ministri degli Esteri del G20 in Giappone, prevista per venerdì 22 e sabato 23 novembre. Ufficialmente, per occuparsi di quanto sta accadendo a Venezia, anche se non è chiaro in che modo, visto che nelle sue competenze non ricade la messa in sicurezza del territorio e l’acqua si è già ritirata.

Di Maio, che dopo il primo mese alla Farnesina aveva già chiesto ai suoi collaboratori di sfoltire il più possibile l’agenda da incontri internazionali per rimanere in Italia, ritiene evidentemente che il suo ruolo da ministro degli Esteri porti più seccature che altro, in un momento in cui la sua leadership è continuamente messa in discussione: «Ha detto di avere da fare a Roma, lì manderemo qualcun altro», spiega una fonte della Farnesina, che ammette di non essere stata sorpresa dalla decisione del suo ministro. La scelta di rinunciare al vertice giapponese, dove al suo posto sarà inviata la viceministra Emanuela Del Re, è in effetti diretta conseguenza della nuova strategia di comunicazione del Movimento 5 Stelle, dettagliata in un annuncio affidato sabato scorso all’agenzia Agi.

«Il vero Movimento è la base, non quello che sta chiuso nei palazzi». Nemmeno quello che rappresenta l’Italia nel mondo, ci informa Agi, visto che le prossime settimane di Di Maio saranno dedicate a «riprendere le redini del Movimento»

Una «svolta», così dice il titolo, presentata in pompa magna e in politichese puro: «Tornare tra la gente, sul territorio, per ascoltare i militanti. Perchè il vero Movimento è la base, non quello che sta chiuso nei palazzi». Nemmeno quello che rappresenta l’Italia nel mondo, ci informa Agi, visto che le prossime settimane di Di Maio saranno dedicate a «riprendere le redini del Movimento», a far partire «una campagna di informazione e comunicazione a tamburo battente». Ecco perché il capo politico, assicurano “fonti qualificate” all’Agi, ogni weekend visiterà una regione italiana.

Va detto che le riunioni dei ministri degli Esteri al G20 non sono regolari, perché il meeting più importante è quello dedicato ai capi di Stato e di governo, e quello a cui partecipano i ministri dell’Economia. Tuttavia, dal 2017 è prassi che si incontrino anche i responsabili della politica estera, e infatti Angelino Alfano, all’epoca ministro degli Esteri, ha partecipato sia alla riunione di Bonn nel 2017 che a quella di Buenos Aires nel 2018.

Tuttavia la rinuncia all’incontro è irrituale, soprattutto per un ministro degli Esteri che ha così pochi contatti internazionali. Un difetto che viene riconosciuto dai suoi colleghi del Partito democratico, che dopo averne detto tutto il male possibile adesso elogiano il suo impegno. Magie dei governi di coalizione: «Studia molto i dossier», ci spiegava poche settimane fa un deputato del Pd che segue gli affari esteri, «certo, gli mancano i numeri di telefono che durante le crisi internazionali possono essere molto utili».

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