Francesco Lanza
Fight Web
6 Novembre Nov 2015 2139 06 novembre 2015

La storia della regola 34 di Internet.

Rule34
Rule #34. There is porn of it. No exceptions

Il fatto che Internet non abbia regole, è dimostrato anche da una particolarità: la prima "regola" che sia stata scritta e universalmente accettata, è la numero 34.
Dopodiché, in quelle fogne creative che sono le board anonime, si è partiti con il gioco di rincorrere e rincorrersi con regole sempre più assurde e aderenti a questo o quello specifico aspetto della "internet life", con l'aggiunta di corollari ed eccezioni per far sì che il gioco non finisse mai, neanche di fronte al "No exceptions", niente eccezioni, che qualcuno avesse voluto apporre al proprio contributo.
L'origine di queste regole, che prendono in giro quell'elenco tra il sensato e il bacchettone che girava spesso intorno alla fine degli anni 90 e che qualcuno ancora oggi invoca inutilmente, la "Netiquette", in realtà è una semplice vignetta, pubblicata nel 2003 da un web magazine e disegnata da Peter Morley-Souter.

Rule #34: There is porn of it. No exceptions.

Peter Morley-Souter

La vignetta riporta questa regola oramai diventata famosa, e disegna un ragazzo che, davanti a un computer, con l'espressione sconvolta dice: "Calvin e Hobbes?", per chiudersi poi con un'altra stoccata: "Internet. Violenta la tua innocenza sin dal 1996".
Come tutte le intuizioni con la scintilla, in poche frasi e un disegno, dipinge in realtà un mondo che è letteralmente esploso e che in quegli anni viveva il suo Big Bang.
"Se esiste, allora c'è la sua versione porno. Senza eccezioni".
Naturale che il rumore di fondo di quella scintilla si sia ascoltato per molto tempo, perché siamo sull'Internet, ogni cosa non è mai finita, c'è sempre qualcosa da aggiungere, anche alle cose perfette, anche quando c'è scritto "no exceptions". Anzi, le regole senza eccezioni, sono quelle che generano il numero maggiore di corollari.
Ecco quindi che sono state create tutta una serie di altre regole, a partire proprio dai corollari di quella 34esima e prima regola. Creazioni anonime, che poi la rete più visibile e indicizzata rimastica in altre idee, in altri meme che rimbalzano all'infinito in copie sempre più colorate e con sempre meno mordente.
Alcune contengono in esse stesse sia il significante che il significato della peculiare refrattarietà alle regole di chi popola questo scippo alla Rete che si chiama Web sociale o "user content", fino a generare un gioco dove le eccezioni SONO regole e le regole diventano opzioni.
Qunidi, se è vero che a un certo punto, qualcuno ha voluto inserire una regola Zero "Negative numbers are a lie. No exceptions" ("I numeri negativi sono una bugia, senza eccezioni"), ecco che subito qualcuno ha aggiunto una regola MENO Zero, "Positive numbers are a lie. No Exceptions", dove logica matematica e paradosso filosofico si sposano e vanno a riprendere, senza neanche saperlo, quell'Epimenide di Creta che inventava il paradosso del mentitore, scrivendo "I Cretesi sono tutti bugiardi".
Accanto poi a specifiche citazioni degli ambienti nei quali queste regole sono cresciute, ci sono verità che in questo Media Evo che sono i social, sperimentiamo tutti i giorni, come le regole numero 12 ("Tutto quello che dici può essere usato contro di te"), la 13 ("Tutto quello che dici può essere cambiato in qualcos'altro - corretto"), la 15 ("Più duramente ci provi, più miseramente fallirai") e quella regola 16 ("Se il tuo fail è di proporzioni epiche, può diventare un fallimento vincente") nel solco della quale i SMM italiani spesso si muovono per giustificare le proprie epiche cazzate comunicative, o almeno ci provano.
Nella loro confusionaria bellezza, niente viene lasciato al caso, neanche il mondo delle idee, perché se è vero che "Tutto quello che può essere etichettato, può essere odiato" (regola #18), è anche vero che "Più odi qualcosa, più forte diventa" (#19), se è vero che "I contenuti originali restano originali solo per pochi secondi, passati i quali diventano OLD" (#21), la regola successiva, la numero 22 ci dice che "Il copia-incolla è stato creato per rovinare ogni più piccola briciola di originalità", mentre la regola 23 afferma che "Il copia-incolla è stato creato per rovinare ogni più piccola briciola di originalità".

L'elenco è lungo, e ognuno può andare a spulciarlo, cercando un qualche riferimento a quello che abbia vissuto online oppure offline.
Concludo con la mia regola preferita, la 128, che recita:

Tutto quello che sai è una bugia, ma tutte queste menzogne non sono nulla. Quindi, utilizzando la proprietà transitiva possiamo concludere che tutto = niente e se si aggiunge un intero (x) nell'equazione possiamo individuare il tutto e trasformarlo in una certa quantità di nulla spiegato da questo grafico
e = tutto n = niente

  |          _ 
  |      ___/ \ 
e | ____/      \ 
  |/            \ 
  |______________\________________
            
               n

Come si può vedere, ad un certo punto di tutto, niente non può esistere. Quindi, in conclusione, non ho idea di cosa sto parlando. Vedi la regola 93.

spoiler: la regola 93 non esiste.
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