Luciano Trincia
Il tornio
24 Novembre Nov 2019 0750 24 novembre 2019

Lessico semiserio dell’impolitica italiana

Parole2

Dalla A alla Z, uno zibaldone della pratica di governo e altre amenità che emergono dalla narrazione contemporanea, fra ardite capriole, truci abilità e sfacciate furbizie

Apolitica: Termine di origine greca introdotto nella penisola da coloni achei e poi felicemente acclimatatosi in età classica e postclassica. A differenza di quanto accadeva nella madrepatria, culla della democrazia che giovava ampiamente della politica senza servirsi dell’alfa privativo, gli Italioti di Cuma, Sibari, Crotone e Metaponto svilupparono presto un senso di estraneità e indifferenza verso ogni forma di organizzazione e direzione della vita pubblica, finendo per delegare, in età post-romana, l’azione dei pubblici poteri a potentati stranieri. Da qui nasce probabilmente l’espressione “o Franza o Spagna, purché se magna”, incautamente attribuita nel Quattrocento al fiorentino Francesco Guicciardini, che ha contraddistinto larga parte del popolo italiano dal Rinascimento in poi. Per la restante parte non restano storicamente che tre opzioni: l’azione, il carcere o l’asilo politico.

Brexit: Neologismo di derivazione anglosassone, che manca totalmente di coerenza e linearità, in quanto, nonostante le apparenze degli ultimi 44 anni, mai si è data una vera e propria Brexin. In senso lato definisce dunque un’unione nata male, all'ombra dello scetticismo. Alcuni ambienti estremisti e radicali londinesi, concentrati nell’area di Whitehall, Mayfair e Belgravia, hanno tentato di esportare dubbi, incertezze, esitazioni anche nel resto del continente, con esiti per ora ancora incerti.

Cazzaro verde: sottospecie nostrana del più noto e pericoloso Cazzaro biondo, cresciuto lungo l’Hudson River e stanziatosi successivamente nel bacino del Potomac. L’esemplare peninsulare, originario della Bassa, ha iniziato recentemente a spingersi anche in aree più meridionali, prima categoricamente disdegnate, come il Salento, l’Aspromonte e la Barbagia. Questo organismo con caratteristiche morfo-anatomiche peculiari, così classificato dagli etologi Scanzi e Travaglio, irretisce le sue prede con fantasmagoriche fobìe artificiali e angosciose rappresentazioni mentali da lui stesso prodotte, che tendono ad avvelenare psicologicamente l’esistenza della vittima, dando modo alla belva di esibire liberamente la sua aggressività di maschio competitivo e orientato all’ascesa sociale. Semplici sardine sembrano ora in grado di sintetizzare l’antidoto al suo potenziale venefico.

Draghi: voce che non ha alcuna attinenza con leggendarie creature della mitologia germano-scandinava, ma che designa una fantasmagorica crisalide, designata dalla rivista Forbes fra le più potenti al mondo. Ancora allo stadio ninfale dopo l’esperienza alla Großmarkthalle di Francoforte, durante la quale ha costruito diversi involucri di protezione, utilizzando secreti di varia natura rilasciati essenzialmente dall’originaria sostanza del QE, si presenterà a metamorfosi completata come una possibile via d’uscita all’impasse che si profila per la seconda parte della legislatura. Il sistema mediatico comincia già a indicarlo come il potenziale Salvatore della Patria, in grado di tenere a bada le tribù germaniche dei Teutoni e dei Cimbri. Ipotetico scenario che sa tanto di déja-vu.

Emendamento: Strumento parlamentare un tempo usato dall’opposizione per mettere in difficoltà la maggioranza di governo, in sede di approvazione di un disegno o progetto di legge. Oggi usato dalla maggioranza di governo per mettere in difficoltà se stessa.

Farnesina: Dal 1959 sede del Ministero degli Affari Esteri e luogo deputato a elaborare gli indirizzi prioritari della politica estera italiana. In assenza totale di quest’ultima, si va verso un inevitabile cambio della destinazione d’uso o, in subordine, verso un ripristino integrale dell’area appartenuta un tempo a Paolo III Farnese.

Government to government: Norma inserita nel decreto fiscale dall’attuale governo M5s-PD che consente al Ministero della Difesa di stipulare contratti per la fornitura di armi e tecnologia militare direttamente con paesi terzi. Nessun intermediario fra venditore e compratore, a tutto vantaggio dell’industria bellica nazionale. ‘Na pacchia!

Hate speech: Argomento utilizzato per istigare all’odio e alla violenza su basi etniche o religiose. Parole scelte deliberatamente per rappresentare le minoranze come una minaccia all’equilibrio sociale, che hanno come bersaglio ricorrente migranti, musulmani, rom. E tutti coloro che si dichiarano con essi solidali. Questa violenza verbale nasce da concezioni politiche aggressive e deviate e si alimenta su piattaforme online, sui blog, sui forum. Troppo brutale, urge rimedio.

Impolitica: Fase suprema dell’antipolitica, secondo la nota definizione espressa da Gustavo Zagrebelsky su “La Stampa” il 6 novembre 2017. Mentre l’antipolitica è un’energia attiva che può essere mobilitata contro i partiti, contro l’establishment, contro la democrazia parlamentare, l’impolitica è caratterizzata da un atteggiamento passivo, di ritrazione, di stanchezza, in una fase in cui – come l’attuale - non si crede neppure più al populismo. Eccezion fatta per alcune specie pelagiche che si muovono ora in mare aperto senza alcun contatto con il fondale.

Liberi e Uguali: Utopico binomio con implicazioni anarcoidi, che funge da rifugio e sanatorio per irriducibili agitatori dal glorioso passato. L’attuale combinazione lessicale ha antecedenti illustri nella storia del pensiero libertario, come Falce e Martello, Terra e Libertà, Alice e Ellen Kessler.

M5s: Populisti fin dalla nascita, ora in pieno travaglio esistenziale. Dopo aver a lungo prosperato sul caos, sembrano ora provati dall’esercizio della funzione esecutiva a cui si sono volontariamente votati nel giugno 2018. Elaborano di continuo suggestivi quesiti sulla loro piattaforma Rousseau all’unico scopo di spararsi sui piedi. Un’apoteosi da suicidio assistito, con la benedizione dei maître à penser del MoVimento.

Nazareno: Come altre figure retoriche, del tipo “bere un bicchiere” o “onorare la maglia”, questa metonimia (orrenda parolaccia) ha una relazione di contiguità logica con il famoso Patto siglato nel gennaio 2014 fra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi per la riforma del Titolo V della Costituzione e la trasformazione del Senato in Camera delle autonomie. Dopo quattro governi e due Presidenti della Repubblica, i due contraenti continuano a rincorrersi in cerca di una sponda reciproca.

Orientamento: Termine frequentemente associato all’aggettivo “politico” da istituti che noi paghiamo per consentire loro un costante monitoraggio sull’opinione pubblica e sulle dinamiche sociali. Dalle loro menti e dai loro studi risulta spesso un’evidente dicotomia fra amico e nemico, strutturata attraverso modelli di misurazione del consenso e analisi dei flussi elettorali, che consente ai più di sapere a quale tribù appartiene, attraverso griglie conoscitive quali “se l’ha proposto il mio partito sono d’accordo” oppure “”se l’ha proposto il candidato con cui non mi identifico sono contrario”. Alcuni dirigenti di questi istituti acquisiscono anche una specializzazione in politologia o in psicologia politica, ma si tratta di marginali frange minoritarie.

Postrenziano: Essere completamente artificiale, ma con aspetto antropomorfo, dalle prestazioni limitate dal cataclisma del 4 dicembre 2016. Conosciuto anche nell’immaginario corrente con l’appellativo di “replicante” o “cyborg”, ha vissuto durante la scorsa estate un’inattesa resurrezione, che gli ha consentito temporaneamente di rifarsi l’immagine e prendere parte alla spartizione delle nomine nell’attuale esecutivo. Tenta ora di sfruttare al massimo la postazione guadagnata nello scontro fra PD e M5s, in attesa di ingaggi futuri.

Quirinale: Sontuosa residenza edificata dai papi su una delle più suggestive alture di Roma, è divenuta, dai tempi di Enrico De Nicola e di Luigi Einaudi in poi, ambìta destinazione di ogni politico o esponente delle istituzioni. È concessa in locazione transitoria, per una durata massima di sette anni, unica eccezione nell’aprile 2013, quando Re Giorgio Napolitano ottenne una proroga di 21 mesi. A parte la vista e la vicinanza a un paio di osterie tipiche del rione Monti, la dimora non offre alcunché di fantasioso o di avvincente. Ai dodici inquilini del Quirinale in età repubblicana, garanti e custodi della Costituzione, spetta l’arduo compito di mettere continuamente in sicurezza un sistema istituzionale largamente delegittimato dai partiti e assicurare la difesa dei valori fondanti della nazione, minacciati da qualunquismo e antipolitica. La tenuta dell’attuale maggioranza PD-M5s – ammesso che superi il cenone di Capodanno - sarà messa a dura prova dalle grandi manovre in vista dell’elezione del prossimo Presidente della Repubblica, in programma nel 2022.

Rosatellum: Legge elettorale attualmente in vigore, ormai prossima – a quanto si apprende dai camerieri della buvette di Montecitorio – ad andare in soffitta. Due i modelli sui quali i partiti di maggioranza in preda a onicofagia compulsiva concentrano i loro appetiti: o il doppio turno, su cui insistono soprattutto i dem ansiosi di perdere due volte, o un proporzionale con soglia di sbarramento, esplicito o implicito che sia. Un bel grattacapo che, associato alla riduzione del numero dei parlamentari, potrebbe scatenare una vera e propria corsa all’oro del Klondike.

Sardine: Rivoluzione “ittica” in pieno divenire, tutti stretti stretti come pesci in scatola per contrastare nelle piazze la “retorica populista”, con un contagio che diventa ogni giorno più emozionante. Come ogni forza civica che si rispetti, le sardine libere credono, paradisiacamente serafiche, nella politica con la P maiuscola e hanno voglia di avventurarsi in mare aperto, al di là delle prossime scadenze elettorali in Emilia-Romagna e in Calabria. Vera novità nel panorama politico delle ultime settimane, questa protesta partita dal basso, senza bandiere di partito, fronteggia ora la sfida di trasformare un semplice flash mob in un movimento in grado di dare uno scossone all’intera sinistra italiana.

Talk show: Tempio e fucina di chiacchiere del pensiero unico su argomenti disparati, dagli immigrati all’Europa, dalle unioni omosessuali al fine vita. Patogenesi alla base di molte alterazioni temporanee o permanenti dello stato fisiologico, fra cui insonnia, ipofertilità, barbonismo domestico. Giorno e notte gabellano fandonie per verità sacrosante, addolcite da seducenti starlette e conduttori falsi, che aizzano i peggio urlatori in interminabili diatribe, in cui la politica è ridotta a scambio di reciproche accuse attraversate da odio in nome dell’audience.

Unione Europea: Poderosa ideazione post-bellica che muove dalla constatata insufficienza del concetto nazionalistico e ad esso sostituisce i principi di interdipendenza e di integrazione fra Paesi che per secoli se le sono date di santa ragione. Dal 2007 in poi, in piena crisi economica mondiale, è additata dalla narrativa sovranista e populista come origine di tutti i mali e causa di ogni infelicità del popolo italiano. Ne ha viste tante, passerà anche questa.

Vocazione maggioritaria: Sembra una brutta parola, ma in realtà non lo è. Tutto comincia con un ambizioso discorso di 33 pagine pronunciato al Lingotto di Torino il 27 giugno 2007 da un tal Walter Veltroni che si candida a primo leader del Partito democratico. Segue un decennio di Harakiri e Seppuku, dimissioni e spaccature, rottamazioni e gelidi riti della campanella. Nonostante le recenti scissioni “in franchising” di Renzi e Calenda, l’attuale segretario Nicola Zingaretti [vedi sotto] continua imperterrito a proporre la “vocazione maggioritaria” come l’orizzonte naturale del popolo dem, chiedendo unità al suo partito e annunciando aperture a chi, dall’esterno, voglia confluirvi senza dover superare l’esame di genuinità marxista o socialdemocratica, come si faceva una volta.

Zingaretti: Arrivato alla segreteria dem nel marzo 2019, inizia un’estenuante maratona interna per riqualificare politicamente il suo partito con un progetto identitario. Quando la calura agostana gli impone un’inedita alleanza di governo, lui, imperturbabile, facilita la digestione a suon di citrosodina granulare per “mettere fine alla stagione dell’odio, del rancore e della paura”. Ora, con le sardine sul collo e uno zoppicante alleato al fianco, blinda il governo e lancia il partito aperto, in vista delle cruciali elezioni regionali in Emilia-Romagna. E intanto, con il nuovo statuto del PD in mano, prepara un futuro diverso.

@LucianoTrincia

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