Elisabetta Favale
E(li's)books
22 Gennaio Gen 2020 0954 22 gennaio 2020

Ora di Aurélien Barrau e il World Economic Forum

World Economic Forum

Si è aperto ieri in Svizzera, a Davos il Wef (World Economic Forum) che ha, al centro degli incontri, temi come il cambiamento climatico e il rallentamento economico globale, il libro di Aurelién Barrau, ORA, esce in Italia oggi grazie a add editore.

Il libro

Servono a qualcosa gli appelli? Forse no, ma quello dell’astrofisico francese Aurelién Barrau ha il dono di essere chiarissimo nella visione apocalittica del nostro futuro. Chi lo legge non lo dimenticherà facilmente: viviamo un cataclisma planetario. Riscaldamento climatico, diminuzione drastica degli spazi vitali, crollo della biodiversità, inquinamento di suolo, acqua e aria, rapida deforestazione.

È troppo tardi per salvare il pianeta? No, ma il tempo a disposizione è poco, e le parole non basteranno, dobbiamo impegnarci a pungolare il potere politico per obbligarlo ad agire.

«Di fronte alla più grande sfida dell’umanità, la politica deve agire con fermezza e tempestività. Ogni azione politica che non farà di questa lotta la sua priorità assoluta e inderogabile, non sarà credibile. Molte altre lotte sono importanti, ma questa è fondamentale.»

Se perdiamo questa battaglia, nessun’altra potrà essere portata avanti.

Il libro nasce dall’appello lanciato dall’autore su «Le Monde», firmato tra gli altri da:

Pedro Almodovar, Juliette Binoche, Emmanuel Carrère, Bradley Cooper, Anish Kapoor, Isabella Rossellini, Carlo Rovelli, Patti Smith, Wim Wenders, Marion Cotillard, Philippe Descola, Ralph Fiennes, Ethan Hawke, Jude Law, Marjane Satrapi, John Turturro, Kristin Scott Tomas.

La mia lettura

Aurélien Barrau è molte cose insieme, brillante astrofisico francese (soprattutto) con capelli alla Manuel Agnelli (per capirci), outfit da rockstar e youtuber con un incredibile seguito nonostante parli di argomenti decisamente impegnativi!

Come dice lui stesso nella premessa di Ora, di certo non è un esperto climatologo per cui le sue sono considerazioni dettate dal buon senso, dalle letture approfondite di dati scentifici che lo hanno spinto a non tacere perchè nessun animale mai si è comportato come ha fatto e sta facendo l’uomo.

L’appello dello scienziato è un appello duro, chiama a raccolta i governanti, è necessario, dice, limitare alcune libertà per potersene assicurare altre nel futuro.

«Siamo di fronte a una situazione senza precedenti. Il futuro è in pericolo. Nella storia della Terra nessuna specie vivente si è mai comportata come gli umani. [é…] Il nostro pianeta è vecchio. Ha avuto una storia tormentata e avventurosa.»

Si riferisce a nuove regole per i trasporti, per l’alimentazione e con questo non vuole risultare integralista, eco-fascista, semplicemente prende atto di fatti incontrovertibili può piacere o meno ma purtroppo non possiamo continuare a pensare di essere liberi di distruggere la Terra.

Uno dei capitoli è intitolato «Appunti per evoluzioni semplici e urgenti» e le osservazioni che fa sono legate alla crescita esponenziale dell’utilizzo delle risorse e alla necessità di porre in atto forme di decrescita perchè uno degli ostacoli più grandi è insito nelle controversie che riguardano le cause della situazione disastrosa in cui oggi ci troviamo.

Propone "venti domande e venti argomenti " Aurélien Barrau, alcune mi hanno colpita di più per quella sincerità di intenti a cui accennavo prima:

Paura e ottimismo «Ho paura. E’ difficile oggi camminare in una foresta senza avere le lacrime agli occhi pensando a quel che sta succedendo […] Non sono molto ottimista […] Non so se saremo capaci di misura e di temperanza».

Politicamente corretto « Siamo seri: qui non è un problema di morale. E’ un problema di scelta. […]Vogliamo essere quelli che hanno deciso di non avere una discendenza?»

Scienza, filosofia, poesia e impegno "Come si combina il mio impegno con la scienza la filosofia ela poesia ? Non si combina. Perchè tutto deve essere sempre assoggettato a una immaginaria coerenza globale? "

Evitare i giudizi dunque, chi ha gli strumenti per cercare di sensibilizzare, per puntare i riflettori su un problema è giusto che li adoperi a beneficio della collettività.

Barrau è vegano e rivolgendosi ai lettori domanda per quale ragione chi sceglie di non mangiare carne è costretto a giustificarsi, dovrebbe essere il contrario visto che il non esserlo provoca danni.

Non voglio entrare in questioni politiche ma evidente è che lo scienziato abbia voluto «scuotere» il suo Paese soprattutto e le scelte di Emmanuel Macron, a questo punto i danni sono tali che un Governo che non se ne preoccupa non può essere quello giusto!

Ai detrattori di Greta Thunberg vorrei dire che la voce di Aurélien Barrau è ben più autorevole, a lui non possono rimproverare la giovae età, l’irruenza o posizioni integraliste, le riflessioni che propone sono misurate, parla prima a se stesso e poi agli altri perchè ben consapevole che a parlare bene si fa presto come anche a razzolare male ed essere coerenti è molto difficile.

Su cosa accadrà in futuro Barrau evidentemente non può saperlo, nessuno può saperlo, ricorda i passi avanti fatti dalle tante inziative tra cui quella del gruppo Extinction Rebellio, (XR) attivo anche in Italia (è un movimento internazionale, “dal basso”, nonviolento, fondato in Inghilterra in risposta alla devastazione ecologica causata dalle attività umane, basato sui risultati scientifici. Il movimento chiama alla disobbedienza civile nonviolenta per chiedere ai governi di invertire la rotta che ci sta portando verso il disastro climatico e ecologico), in Francia è stata creata la Convention citoyenne pour le climat, quel che più importa è evitare a tutti i costi l’immobilismo che sarebbe letale e stringere nuove allenaze basate sulla solidarietà non sui movimenti identitari che tengono lontani gli altri, non è più tempo, per restare soli.

ORA. La più grande sfida della storia dell’umanità - Aurélien Barrau – Add editore (traduzione di Mauro Capocci) – Pp 144 € 12,00

La lista di tutti i personaggi famosi che hanno aderito all’appello di Barrau

Isabelle Adjani, attrice; Laure Adler, giornalista; Pedro Almodovar, regista; Laurie Anderson, artista; Charles Aznavour, cantante; Santiago Amigorena, scrittore; Pierre Arditi, attore; Niels Arestrup, attore; Ariane Ascaride, attrice; Olivier Assayas, regista; Yvan Attal, attore, regista; Josiane Balasko, attrice; Aurélien Barrau, astrofisico (Institut universitaire de France); Nathalie Baye, attrice; Emmanuelle Béart, attrice;Xavier Beauvois, regista; Alain Benoit, fisico (Académie des sciences); Jane Birkin, cantante, attrice; Juliette Binoche, attrice; Benjamin Biolay, cantante; Dominique Blanc, attrice; Gilles Boeuf, biologo; Mathieu Boogaerts,cantante; John Boorman, regista; Romane Bohringer, attrice;Carole Bouquet, attrice; Stéphane Braunschweig, direttore; Zabou Breitman, attrice, regista; Nicolas Briançon, attore, regista; Irina Brook,direttore di scena; Valeria Bruni Tedeschi, attrice, regista; Florence Burgat, filosofo; Gabriel Byrne, attore; Cali, cantante; Sophie Calle, artista; Jane Campion, regista; Isabelle Carré, attrice; Emmanuel Carrère, scrittore; Anne Carson, autore e professore; Michel Cassé, astrofisico; Laetitia Casta, attrice; Bernard Castaing, fisico (Académie des sciences); Antoine de Caunes, giornalista, regista; Alain Chamfort,cantante;Boris Charmatz, coreografo; Christiane Chauviré,filosofa; Jeanne Cherhal, cantante; François Civil, attore;Hélène Cixous, scrittrice; Isabel Coixet, regista; Françoise Combes, astrofisico (Collège de France); François Cluzet, attore; Gregory Colbert, fotografo, regista; Bradley Cooper, attore; Brady Corbet, attore; Beatrice Copper-Royer, psicologa; Marion Cotillard, attrice; Denis Couvet, ecologo; Camille Cottin, attrice; Clotilde Courau, attrice; Franck Courchamp,Ecologo (European Academy of Sciences); Nicole Croisille,cantante; David Cronenberg, regista; Alfonso Cuaro, regista;Willem Dafoe, attore; Philippe Decouflé, coreografo; Sébastien Delage, musicista; Vincent Delerm, cantante; Alain Delon, attore; Catherine Deneuve, attrice; Claire Denis, regista; Philippe Descola, antropologo (Collège de France); Alexandre Desplat, compositore; Manu Dibango,musicista; Hervé Dole, astrofisico (Institut universitaire de France); Valérie Dréville,attrice; Diane Dufresne, cantante; Sandrine Dumas, attrice, regista; Roman Duris, attore; Lars Eidinger, attore; Marianne Faithfull, cantante; Pierre Fayet, fisico (Académie des sciences); Ralph Fiennes, attore; Frah (Shaka Ponk), cantante; Cécile de France, attrice; Stéphane Freiss, attore; Thierry Frémaux, direttore di festival; Jean-Michel Frodon,critico, insegnante; Marie-Agnès Gillot, ballerina étoile; Pierre-Henri Gouyon,biologo; Julien Grain, astrofisico; Anouk Grinberg,attrice; Mikhail Gromov, matematico (Académie des sciences); Sylvie Guillem, ballerina étoile; Arthur H, cantante; Ethan Hawke, attore; Christopher Hampton, sceneggiatore; Nora Hamzawi, attrice; Ivo Van Hove, direttore; Isabelle Huppert,attrice; Agnès Jaoui, attrice, regista; Michel Jonasz,cantante; Camelia Jordana, cantante; Jean Jouzel, (Académie des sciences); Juliette, cantante; Anish Kapoor,scultore, pittore; Mathieu Kassovitz, attore; Angélique Kidjo,cantante; Cédric Klapisch, regista; Thierry Klifa, regista; Panos H. Koutras, regista; Lou de Laage, attrice; Ludovic Lagarde,direttore; Laurent Lafitte, attore; Laurent Lamarca, cantante; Maxence Laperouse, attore; Camille Laurens,scrittrice; Bernard Lavilliers, cantante; Sandra Lavorel, ecologa (Académie des sciences); Jude Law, attore; Patrice Leconte, regista; Roland Lehoucq, astrofisico; Gérard Lefort, giornalista; Nolwenn Leroy, cantante; Peter Lindbergh, fotografo; Louane, cantante; Luce, cantante; Ibrahim Maalouf, musicista; Vincent Macaigne, regista, attore; Benoît Magimel, attore; Yvon Le Maho, ecologa (Académie des sciences); Andreï Makine, scrittore dell’ Académie dE France; Abd al Malik, rapper; Sophie Marceau, attrice; Virginie Maris, filosofo; André Markowicz, traduttore; Nicolas Martin, giornalista; Vincent Message, scrittore; Wajdi Mouawad, direttore; Nana Mouskouri, cantante; Jean-Luc Nancy, filosofo; Arthur Nauzyciel, direttore; Safy Nebbou, regista; Pierre Niney, attore; Helena Noguerra, cantante; Claude Nuridsany, regista; Michael Ondaatje, scrittore; Thomas Ostermeier, direttore; Clive Owen, attore; Corine Pelluchon, filosofa; Laurent Pelly, regista; Raphaël Personnaz, attore; Dominique Pitoiset, regista; Denis Podalydès, attore; Apple, cantante; Martin Provost, regista; Olivier Py, regista; Susheela Raman, cantante; Charlotte Rampling, attrice; Raphaël, cantante; Regine, cantante; Cécile Renault, astrofisica; Robin Renucci, attore;Jean-Michel Ribes, direttore; Tim Robbins, attore; Muriel Robin, attrice; Isabella Rossellini, attrice; Brigitte Roüan,attrice, regista; Carlo Rovelli, fisico (Institut Universitaire de France); Eric Ruf, direttore della Comédie-Française; Céline Sallette, attrice; Rodrigo Santoro, attore; Marjane Satrapi,regista; Kristin Scott Thomas, attrice; Albin de la Simone,musicista; Abderrahmane Sissako, regista; Marianne Slot, produttore; Patti Smith, cantante, scrittrice; Sabrina Speich, geoscienziata; Marion Stalens, direttore; Kristen Stewart, attrice; Tom Stoppard, drammaturgo; Peter Suschitzky, capo operatore; Malgorzata Szumowska, regista; Béla Tarr, regista; Gilles Taurand, sceneggiatore; Alexandre Tharaud, musicista; James Thierrée, ballerino, coreografo; Mélanie Thierry, attrice; Danièle Thompson, regista; Melita Toscan du Plantier, capo ufficio stampa; Jean-Louis Trintignant, attore; John Turturro, attore; Hélène Tysman, pianista; Pierre Vanhove, fisico; Karin Viard, attrice; Polydoros Vogiatzis, attore; Rufus Wainwright, cantante; Régis Wargnier, regista; Jacques Weber, attore; Wim Wenders, regista; Sonia Wieder-Atherton, musicista; Bob Wilson, regista; Lambert Wilson, attore; Jia Zhang-ke, regista; Elsa Zylberstein, attrice

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