Ai lettori Sostieni Linkiesta e la battaglia culturale contro il bipopulismo

Queste pagine sono le uniche antipopuliste sempre e comunque, senza concessioni ai demagoghi di sinistra e di destra, senza cedimenti al potere. Con una donazione al giornale, leggerai gli articoli senza pubblicità e avrai la certezza di aver compiuto una buona azione a favore di un giornalismo indipendente. Come dice Mario Draghi: «Do something»

Viviamo tempi impazziti, pervasi di odio e disinformazione, di disonestà intellettuale e guerre ibride, di fake news e algoritmi ingegnerizzati per sbriciolare il discorso pubblico, smantellare la democrazia liberale e il mondo come lo conosciamo.

L’America non è più l’America, l’Europa non è ancora l’Europa federale, indipendente e sovrana che ci serve. L’Italia è il solito luna park del bipopulismo, privo strutturalmente di un’alternativa liberal democratica, socialista liberale, credibile e degna di questo nome. I giornali si adattano ai potenti di turno, i talk show meglio lasciarli perdere. Resiste il presidente Sergio Mattarella, e stiamo sprecando il contributo che ci ha messo a disposizione quel gigante di Mario Draghi.

Ci sono, per fortuna, anche numerose iniziative politiche e culturali meritevoli di sostegno, animate da personalità che in questi anni avete incontrato ai nostri Festival e sulle nostre pagine web e cartacee.
Insomma esiste un transpartito liberal progressista, europeo e atlantico, garantista e anti imperialista, che va da Ventotene a Kyjiv, ma che continua a non trovare una casa comune per mille ragioni che ci siamo anche annoiati di ripetere.

Quella casa comune però c’è, ed è l’home page de Linkiesta, l’unico giornale antibipopulista sempre e comunque, che non ha mai ceduto alle tentazioni del potere, che commenta con distacco fisico e intellettuale la scena politica, che non ha mai fatto concessioni ai demagoghi di sinistra e di destra, che non ha mai cessato nemmeno per un istante di indicare la gravità del pericolo populista.

Siamo l’unico giornale che da Giuseppe Conte a Giorgia Meloni ha sempre tenuto la barra dritta in difesa dello stato di diritto e del mondo libero, senza cambiare atteggiamento a seconda se al governo c’era la sinistra o la destra, un amico o un avversario.

Ogni giorno critichiamo sia il governo sia l’opposizione, sia questo governo sia questa opposizione, non parteggiando per nessuno dei due, perché ci interessano solo le cose ragionevoli, a prescindere da chi le proponga o le faccia. Linkiesta è il giornale digital, print e live di un movimento che non c’è, ma che in realtà tutte le mattine trova ristoro nelle sue pagine, con i commenti, le analisi, le notizie, le iniziative dal vivo e le riviste di approfondimento, con un catalogo di saggistica che offre ai lettori gli strumenti necessari a comprendere la società contemporanea, a comprendere noi.

Ho il privilegio di dirigere Linkiesta dalla fine del 2019, e dopo tutto questo tempo penso di essermi guadagnato il diritto di chiedere ai lettori che lo hanno già fatto, e a quelli che non l’hanno ancora fatto, di darci davvero una mano, una, due, tre, quattro mani, e di sostenere un giornale libero e indipendente proprio nei giorni impazziti che raccontiamo nel prossimo numero del Magazine che uscirà a luglio, affinché una redazione formidabile, un parco di commentatori straordinario e una favolosa comunità di lettori uniti da un’idea comune, che non è quella della destra nazionalista né quella della sinistra populista, possano costruire tutti insieme una casa più accogliente per chi non si rassegna al bipopulismo perfetto italiano.

Linkiesta ci crede, si impegna quotidianamente per far circolare idee e per difendere lo Stato di diritto, fa di tutto per riportare il discorso pubblico su livelli decorosi, e si prodiga per tornare a far valere i dati di fatto sulle fregnacce della propaganda.

Sappiamo che il nostro fervore non è isolato, che tanti condividono la stessa speranza e lo stesso entusiasmo di abbracciare un’alternativa giornalistica e intellettuale, prima ancora che politica, capace di riunire quelli che non si rassegnano a vivere nell’Italia populista.

Linkiesta c’è, ma come ha detto Mario Draghi ai parlamentari europei qualche mese fa è arrivato il momento di «Do something», di fare qualcosa.

Abbiamo accolto in pieno l’invito di Draghi, tanto da averlo messo sotto la nostra testata: «Do something», facciamo qualcosa, a cominciare da qualcosa per Linkiesta, per il rifugio di chi non si inchina agli agenti del caos e non si piega davanti ai tempi impazziti.

È possibile «fare qualcosa» per Linkiesta in tanti modi: si può entrare nel Club e leggere tutti gli articoli online senza pubblicità, ricevendo anche a casa Linkiesta Magazine di carta per un anno; oppure si può fare una vecchia, classica e benemerita donazione per sostenere i commenti, le analisi e gli approfondimenti sull’attualità politica, civile e culturale italiana e internazionale. Su Linkiesta.it troverete il modo migliore per farlo. Oppure clicca qui.

«Do something» per Linkiesta! E molte grazie per quel «qualcosa» che potrete fare per il vostro, per il nostro, giornale.

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