Infografica

Il cemento avanza, quanto suolo abbiamo consumato in dieci anni

A cura di Carlo Manzo e Paolo Stefanini Ha collaborato Christiana Antoniou

Nell’ultimo decennio le aree urbane in Italia si sono espanse a un tasso molto superiore alla crescita della popolazione, con conseguente consumo di suolo. Quali sono le città che sono cresciute di più? Aumentano maggiormente i comuni capoluogo o quelli dell’hinterland? Com’è la situazione negli altri Paesi d’Europa? I dati Paese per Paese e provincia per provincia nella nostra infografica.

Estratto dalla Audizione del Presidente dell’Istat Enrico Giovannini alla Commissione Territorio, Ambiente e Beni ambientali del Senato 

Il «consumo di suolo» è un concetto multidimensionale, di cui allo stato non esiste una definizione univoca. I suoi elementi più evidenti sono l’espansione delle aree urbane e l’impermeabilizzazione delle superfici naturali (soil sealing), solo in parte associata all’urbanizzazione. Entrambi questi fenomeni negli ultimi decenni sono aumentati assai più rapidamente della popolazione, in Italia come in altri Paesi europei. In generale, altre trasformazioni permanenti o difficilmente reversibili delle caratteristiche dei terreni sono associate all’insieme delle attività antropiche e agli stessi agenti naturali. L’agricoltura, ad esempio, può determinare la perdita di sostanze organiche o la salinizzazione con l’uso intensivo delle falde acquifere sotterranee per l’irrigazione. Inoltre, alcune parti del nostro territorio sono esposte in misura crescente ad erosione e al rischio di desertificazione, in relazione agli effetti del cambiamento climatico.
L’insieme di queste forme di consumo del suolo, oltre a determinare la perdita, nella maggior parte dei casi permanente e irreversibile, di suolo fertile, si riflette in frammentazione del territorio, riduzione della biodiversità, alterazioni del ciclo idrogeologico e modificazioni microclimatiche.

Per approfondire:

Infografica – L’Italia di cemento, quante nuove case sono state costruite in dieci anni?

: consumo suolo / edilizia / immobili / istat

Comments

mdiego's picture
Inviato da: mdiego
6 May 2013 - 23:43

Ottima inchiesta.
Ecco, guardando le mappe d'uso della superficie ho una certa ammirazione e rispetto per quelle che sono rimaste in verdino.

mariagrazia de marco's picture
Inviato da: mariagrazia de marco
4 April 2013 - 00:11

Non bisogna ragionare esclusivamente in termini politici; giorno dopo giorno accresce la sete che l'essere umano avverte nei confronti delle strutture; più esse sono maestose e lussuose, più ci si sente orgogliosi di esserne i padroni...penso che quello di cui ci sia bisogno è un ritorno alle origini, o almeno un ridimensionamento di eccessi e stravaganze futili che stanno distruggendo la natura; il mondo ci è stato concesso affinchè lo custodissimo con cura...ma continuando a costruire anche dove non si dovrebbe ( la frequenza dell'abusivismo edilizio in Calabria ?) non facciamo che contribuire alla lenta agonia della nostra esistenza.

Anonimo Lombardo's picture
Inviato da: Anonimo Lombardo
29 October 2012 - 17:12

Il tema della tutela del suolo deve essere un argomento fondamentale per chiunque intenda fare politica seriamente in Italia. Per verificare i danni dell'inutile cementificazione del territorio non è necessario ricorrere alle tradizionali immagini dell'abusivismo edilizio, delle cattedrali nel deserto e delle autostrade non finite che affliggono il Sud. Basta prendere un treno che da Milano vi porti a Venezia, attraverso la civilissima pianura Padana. Autosaloni, capannoni (spesso sfitti e con tetto in Eternit), svincoli autostradali, centri logistico-intermodali (?) e brutte palazzine e villette senz'anima hanno completamente invaso e snaturato i paesaggi che un tempo fecero da sfondo ai quadri di Giorgione e Cima. Inutile dilungarsi troppo quando esiste un'ampia e documentata letteratura sul tema che va da Settis a Gian Antonio Stella, però la difesa del territorio dovrebbe essere un "a priori" di qualunque formazione politica. Non si capisce quindi come possa un Governo il cui Capo è già stato membro del Consiglio del Fondo Ambiente Italiano, promuovere nel recente DDL sulle semplificazioni, l'introduzione del silenzio-assenso in luogo del silenzio-rifiuto per l'avvio di cantieri anche in zone protette o soggette a vincoli ambientali o paesaggistici. Come ci ricorda Gian Antonio Stella sul Corriere (http://www.corriere.it/cronache/12_ottobre_18/licenze-edilizie-Stella_3b...), le carenze di organico e la lentezza delle nostre sovrintendenze (per non pensare male) non consentiranno mai una risposta entro le nuove scadenze previste, con conseguente caduta di uno degli ultimi baluardi a difesa del nostro Belpaese. Tutti i lettori de Linkiesta dovrebbero opporsi al provvedimento in discussione che nel silenzio generale rischia di diventare legge, e Linkiesta potrebbe farsi promotrice di una raccolta di firme per tentare di bloccarlo

Giuseppe Milano's picture
Inviato da: Giuseppe Milano
29 January 2012 - 03:11

Complimenti per la sensibilità dimostrata verso il tema e per la qualità espressa in questa interessante inchiesta.

Davide75's picture
Inviato da: Davide75
25 January 2012 - 12:38

Giù il cappello. Queste sì che sono inchieste.

efano's picture
Inviato da: efano
25 January 2012 - 11:08

Un approfondimento sul consumo di suolo è anche qui: http://www.issuu.com/ecoscienza/docs/ecoscienza4_2011

Post new comment

The content of this field is kept private and will not be shown publicly.