Apre il nuovo Gottardo, Zurigo fa concorrenza a Roma

Domenica 11 dicembre i treni inizieranno a viaggiare nel tunnel più lungo del mondo e risparmieranno già mezzora. Per Milano un'intrigante frontiera nella città degli expat. E il ruolo di nuova cerniera fra Nord e Sud Europa.

Svizzera Confine
3 Dicembre Dic 2016 0830 03 dicembre 2016 3 Dicembre 2016 - 08:30

Ci sono poche cose capaci di imporre silenziosamente le proprie regole alla vita di una comunità. Fra queste, le grandi reti di trasporto. Che aggiungono, tagliano, si insinuano nella terra influenzando il tempo con cui abitanti e lavoratori organizzano le loro esistenze. Non c'è tradizione che tenga, davanti a una nuova autostrada o a un ferrovia che si rinnova. Meglio o peggio che sia, come si vede in tanti anni di battaglie no-Tav che scuotono la convivenza fra chi viaggia e chi resta. Bene, c'è una grande opera che dalla prossima settimana inizierà a levigare i rapporto di Milano, e quindi del vecchio triangolo industriale italiano, con l'Europa Centrale. Domenica 11 dicembre aprirà al servizio commerciale, con l'entrata in vigore dell'orario ferroviario invernale, la galleria di base del San Gottardo. Da Milano a Zurigo ci vorranno circa trentacinque minuti in meno di viaggio, sulle quattro ore complessive attuali. Entro il 2020, quando il progetto svizzero dell'AlpTransit sarà completato dalla nuova galleria del Monte Ceneri, le due piazze finanziarie saranno raggiungibili in tre ore. Minuto più, minuto meno.

Da Milano a Zurigo, passando per Lugano, ci si metterà dunque lo stesso tempo della tratta ad alta velocità fra Milano e Roma. Il Nord e il Sud. Nuove spinte centrifughe. La galleria di base del San Gottardo è qualcosa di più di una faraonica impresa, un aspetto che certo è il primo da tenere in considerazione. Da domenica in Svizzera i treni più veloci sfrecceranno infatti attraverso il tunnel più lungo del mondo, lasciando ai convogli regionali l'attuale linea panoramica, che arranca più in alto sul massiccio alpino. Sono 57 chilometri di tunnel, diviso in due canne parallele. I treni (passeggeri e merci) resteranno all'incirca venti minuti sotto la montagna. Ne transiteranno circa cinquanta al giorno. Ma è appunto quel di più che andrà oltre gli aspetti tecnici di questo grande cantiere a rappresentare la novità potenzialmente più rivoluzionaria.

L'area di Zurigo è da tempo fra quelle che, appena fuori dai confini italiani, che attraggono un numero elevato di connazionali in cerca di lavoro all'estero. Nelle classifiche annuali che certificano, quest'anno in maniera più clamorosa, il flusso costante di expat italiani, in cima insieme a Londra e alla Gran Bretagna ci sono Zurigo e la Svizzera. Una meta più selettiva. Perché più piccola della metropoli globale oltre la Manica. Ma anche perché per lavorare a certi livelli occorre conoscere più che l'inglese il tedesco. E poi vivere oltre il Gottardo può avere costi proibitivi. In un altro tipo di classifiche, diffuse ogni anno in Svizzera, si scopre che la differenza di status fra la Svizzera del sud (italofona) e quella del nord (tedesca, appunto) si trova già nel caffè: un espresso a Zurigo arriva a costare il doppio, quasi 4,5 franchi. Pressappoco 5 euro. Ma superate tutte queste particolarità, se si trova un lavoro a Zurigo è di solito un buon lavoro. E ben remunerato, soprattuto nei tanti lavori che richiedono un elevato livello di qualificazione. La comunità italiana della zona, che conta circa duecentomila persone, è organizzata e mantiene sempre un occhio (e un orecchio) su quello che accade nella madrepatria.

Ecco che cosa c'è alle porte di Milano, in un tempo di percorrenza che si farà, in treno, sempre più breve. Chi non vuole guardare a Roma, potrà guardare con maggiore facilità a Zurigo. Per un colloquio. Per andare a trovare chi già ci vive a ha un lavoro. O anche per farsi un giro. La città della riforma protestante di Zuinglio è un luogo ricco di eventi culturali e di musei. E poi c'è il business: l'AlpTransit è anche il progetto che vuole spostare sempre più merci dalla gomma al ferro, intensificando gli scambi fra Nord e Sud Europa. L'Italia è nel mezzo - il porto di riferimento è Genova - e sarà costretta ad adeguarsi.

@ilbrontolo

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