Perché i fondi stanno scommettendo (ancora) contro l’Italia

Il valore delle “posizioni corte” sui titoli quotati italiani oggi è di circa 10 miliardi di euro, il doppio di un anno fa. Bridgewater è il fondo che sta scommettendo di più su una situazione di crisi dopo le elezioni. Ma in passato chi ha avuto posizioni ribassiste non ci ha sempre preso

Piazza Affari Contestazione

Una manifestazione a Piazza Affari, Milano

MARCO BERTORELLO / AFP

8 Febbraio Feb 2018 1155 08 febbraio 2018 8 Febbraio 2018 - 11:55
WebSim News

Rispetto a un anno fa le posizioni ribassiste sui titoli quotati italiane sono raddoppiate: oggi valgono 10 miliardi di euro, pari all’1,5% della capitalizzazione di mercato di Borsa Italiana. L’hedge fund più impegnato in “posizioni corte” è Bridgewater Associates, con tre miliardi di euro. Ma cosa sono le posizioni corte? Sono le operazioni con cui un investitore vende oggi uno strumento che non possiede ancora, impegnandosi a comprarlo a una certa data futura. Se oggi vendo a 100 e alla data X il titolo varrà 80 euro, avrò guadagnato 20 euro. La scommessa è quindi che uno strumento finanziario scenda. Nel caso dei titoli italiani le scommesse si stanno concentrando contro il settore bancario e finanziario, ma anche a quello contro energetico e del lusso. La motivazione è l’attesa di una paralisi politica dopo il voto del 4 marzo. Ma attenzione: scommesse simili ci sono state anche in passato, soprattutto nel 2011 e 2016, ma non sempre gli hedge fund ci hanno azzeccato.

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Non è la prima volta che ci sono scommesse contro l’Italia. Era successo nel 2011, durante la “crisi dello spread” e poi nell’estate del 2016, a causa della crisi delle banche italiane. In entrambi i casi, tuttavia, la mossa vincente sarebbe stata quella di andare in controtendenza. Lo spiega Risparmiamocelo.it

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