Il mite Martinazzoli e quel suo no a Berlusconi

Il mite Martinazzoli e quel suo no a Berlusconi

Nel tour esplorativo del 1993 che (in teoria) avrebbe dovuto placare la sua inquietudine e tenerlo lontano dalla politica, Silvio Berlusconi chiese l’aiuto di quell’uomo mite e saggio di Mino Martinazzoli e poi anche di Mario Segni. Gl’ispiravano, i due, una buona e sana lotta contro i comunisti e dunque li riunì ad Arcore per convincerli a “scendere in campo” con una nuova forza di centro. Potete immaginare le diversità di quel bresciano pensoso, distante dal Cavaliere qualche centinaio d’anni luce, eppure in grado di affascinarlo con la sua buona politica, quella che aveva tenuto insieme il Paese per il mezzo secolo democristiano. Ora che Martinazzoli ci ha lasciato – e che la terra gli sia lieve – cerchiamo di ripensare a quell’incontro di Arcore, dedicandogi il pensiero che ognuno di noi preferisce: avrebbe dovuto accettare e oggi il nostro Silvio non ci sarebbe, o dobbiamo ringraziarlo per avercelo dato?

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