Bonjour tristesse, Giuliano Ferrara

Bonjour tristesse, Giuliano Ferrara

Bonjour tristesse. Per restare in Francia, ci viene in mente Françoise Sagan al termine dell’oretta trascorsa in piazza Farnese, a Roma, davanti all’ambasciata francese. Qui è arrivato Giuliano Ferrara, a bordo di un camion trasformato in un palco, come avviene per il teatro dei pupi. Ha organizzato una manifestazione per “vendicarsi” di Sarkozy e della Merkel, ridendo di loro, con tanto di casse con risate registrate. A ora di pranzo, in piazza, c’erano un po’ di blindati. Poi, qualche agente è andato via. Non c’era di che preoccuparsi. Erano in trecento, poco giovani a dire il vero, e quindi nemmeno forti. Ma non sono morti. Si sono solo un po’ intristiti nel vedere Ferrara invitare sul palco una Daniela Santanchè quasi irriconoscibile per overdose da botox. I due hanno finanche ballato sulle note di Que reste-t-il de nos amours, il pezzo preferito da Berlusconi. Poi, lo stesso Ferrara ha chiuso l’evento senza nemmeno aspettare Antonio Martino giunto fuori tempo massimo. Il suo l’ha fatto, come sempre, il direttore del Foglio. E ci ha messo la faccia, rispondendo per le rime a quel sorrisino di Merkozy, difendendo ancora una volta il Capo. A lui l’onore delle armi, a noi un pomeriggio triste.

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