Deiulemar finisce in Procura, 13mila risparmiatori col fiato sospeso

Deiulemar finisce in Procura, 13mila risparmiatori col fiato sospeso

La notizia, anticipata stamattina dal quotidiano Metropolis, è stata confermata e dettagliata a Linkiesta direttamente dal procuratore capo di Torre Annunziata, Diego Marmo: “Confermo che sul caso Deiulemar è stato aperto un fascicolo, che, ad ora, raccoglie l’esposto presentato dalla società (con cui il nuovo amministratore delegato aveva reso nota l’emissione, nel passato, di titoli obbligazionari irregolari, nda) e quello di un obbligazionista. Per il momento non sono state definite ipotesi di reato né iscritti nomi di persone o società indagate; dagli elementi finora emersi si potrebbe pensare alla truffa, ma è un mare magnum che necessita maggiori approfondimenti, perché il caso interessa l’intera comunità torrese. Quindi agiremo con celerità, non posso e non voglio fermare chi intenda presentare querele, ma presteremo grande attenzione agli interessi dei piccoli risparmiatori utilizzando la massima cautela possibile”.

Considerato quanto era emerso negli ultimi 30 giorni intorno alla compagnia armatoriale di Torre del Greco, l’intervento della procura era atteso. Tuttavia le prudenti parole di Marmo sembrano avallare la diffusa tesi che la procura stia considerando prevalenti gli aspetti sociali su quelli penali (sebbene ad un primo sguardo gli spunti di indagine paiono non mancare, dalle emissione di titoli di debito non contabilizzati e quindi non fiscalizzati agli interrogativi sull’atteggiamento delle banche di fronte ai presunti ingenti e ingiustificati flussi di denaro su conti privati degli amministratori), nella consapevolezza che, se querele e decreti ingiuntivi cominciassero a moltiplicarsi, crescerebbe il rischio di una procedura fallimentare che vanificherebbe il tentativo avviato da Deiulemar di risolvere diversamente la crisi della società ed esponendo gli obbligazionisti al rischio di un processo lungo e dall’esito assai incerto, considerata anche l’architettura societaria del gruppo.
“Ecco perché è stato molto accorto il nuovo amministratore della società ad anticipare la problematica alla procura, ‘smarcandosi’ dalla precedente gestione e mostrandosi disposto a cercare una soluzione” è stato il commento dell’avvocato Alessandro Cacchione, rappresentante dell’associazione di consumatori Ascom.

Soluzione che, al di là dell’operato della procura, appare tuttavia ancora lontana alla luce di quanto emerso dopo il primo incontro, tenutosi lunedì, fra la nuova proprietà e i rappresentanti degli obbligazionisti. “Non ci sono state grandi novità” ha aggiunto il collega Pino Colapietro (Comitato degli Obbligazionisti della Deiulemar). “Ci è stato detto che Deiulemar non potrà avanzare proposte prima che sia finito il censimento del debito, che è giunto al 30% e che sembrerebbe ridimensionare il numero degli obbligazionisti coinvolti a circa 7.500 persone (è il numero di chi si è finora prenotato per il censimento, nda). La mia impressione, del tutto personale, è che Deiulemar finirà per individuare come unica strada percorribile la proposta di creare una newco ad azionariato diffuso, con conversione in azioni delle obbligazioni e conferimento di beni e attività delle varie realtà facenti capo ai soci della compagnia. Se così sarà occorrerà valutare adeguatamente i termini di conversione e i beni sul piatto. Per queste ragioni ho esortato Deiulemar a smettere di parlare di obbligazioni ‘regolari’ ed ‘irregolari’ – tutti i creditori vanno trattati alla stessa maniera, perché comune è stato l’affidamento alla società – e a fornirci un dettagliato elenco dei beni che i soci sono disposti a mettere a disposizione. Per i risparmiatori l’invito è di aderire ai comitati tecnici (e gratuiti), i soli in grado di gestire un’eventuale offerta concordataria, che passerebbe necessariamente per sedi giudiziarie”.

Come Colapietro anche l’avvocato dell’Unione Consumatori Antonio Cardella ha ritenuto “interlocutorio” l’ultimo incontro e “ancora in alto mare ogni progetto risolutivo”. Per questo, avanzando dubbi sul fatto che “l’ammontare dei debiti sia del tutto ignoto”, ha auspicato che la prossima riunione – fissata non prima di 15-20 giorni proprio per dare tempo a Deiulemar – “sia più significativa”.
“Assai deludente” ha definito il meeting Cacchione: “ Non ci è stato detto se, quali e quanti siano i debiti della compagnia diversi dalle obbligazioni, non è stato chiarito quali beni i soci siano pronti a sacrificare e si è rimasti assolutamente sul vago sulla tempistica, mentre definirei ‘alchimia’ la perdurante differenziazione fra obbligazioni regolari ed irregolari. Avviare azioni giudiziarie è allo stato dei fatti prematuro e non intendiamo farlo prima che sia stata fatta chiarezza. Però, di fronte ad atteggiamenti di chiusura o rinvii sine die, sarà inevitabile ricorrervi”.
Dal canto suo Roberto Maviglia, nuovo amministratore unico di Deiulemar, ha ribadito che “il denaro legato ai titoli irregolari non è mai passato nella disponibilità della società né nei suoi conti, che sono quindi regolari”, che “è intenzione dei soci formalizzare il proprio impegno a mettere a disposizione i rispettivi beni” e che “una soluzione sarà ipotizzabile solo una volta che il censimento abbia chiarito il valore dei debiti. In ogni caso ogni progetto dovrà rispondere a tre requisiti: salvare la continuità aziendale, evitare la cessione di beni prima di una loro rivalutazione, e garantire la liquidità dello strumento scelto (cioè gli obbligazionisti dovranno poter cedere facilmente e con soddisfazione titoli e beni di cui eventualmente entrassero in possesso con la ristrutturazione, nda)”.

Nel frattempo da Kpmg, società di certificazione dei bilanci delle varie declinazioni di Deiulemar, è arrivato un no comment sulla vicenda, mentre Corrado Giunti, membro del collegio sindacale della società nell’occhio del ciclone ha dichiarato che “non sapevamo nulla della cosa (Deiulemar, tuttavia, il 6 febbraio comunicava che anche il collegio aveva presentato un esposto in procura sulle emissioni anomale, nda), di cui abbiamo appreso dalla stampa e non abbiamo notato irregolarità nei bilanci. Siamo stati messi a parte dalla nuova amministrazione e seguiamo l’evolversi dei fatti”.