Un Berlusconi disperato studia l’accordo con Casini

Un Berlusconi disperato studia l’accordo con Casini

«Se persino Silvio Berlusconi ha ipotizzato di correre alle amministrative con le liste civiche, vuol dire che stavolta i sondaggi sono davvero disastrosi». Parla così un fedelissimo del Cavaliere. Ma il timore che accompagna l’attesa delle prossime elezioni è lo stesso di tanti colleghi di partito. A maggio milioni di italiani torneranno alle urne e il Pdl rischia di andare incontro a una delle peggiori sconfitte di sempre. E così, metabolizzata la rottura con la Lega Nord, a via dell’Umiltà si comincia a guardare con ansia all’Udc di Per Ferdinando Casini. «È l’unica strada» ammettono in molti. L’ultima spiaggia per evitare il tracollo. «Perché in alcune realtà – racconta un altro pidiellino – con un nostro candidato non siamo in grado di arrivare neppure al ballottaggio». Uno smacco. Peggio, un’umiliazione. 

E allora ben venga Casini. Accantonate le polemiche degli ultimi anni, in alcune delle principali città al voto il Pdl è pronto ad accodarsi ai candidati terzopolisti. È il caso di Palermo, dove i berlusconiani – dopo aver invano tentato un accordo con l’Udc e Grande Sud – potrebbero convergere sul giovane avvocato Massimo Costa, espressione del Terzo polo (l’altra possibilità è l’investitura del presidente dell’Assemblea regionale Francesco Cascio). Stessa storia a L’Aquila, dove il partito di Angelino Alfano sembra vicino all’esponente dell’Udc Giorgio De Matteis. Più difficile un accordo a Genova. Eppure anche in Liguria si sta valutando l’ipotesi di appoggiare l’indipendente Enrico Musso, già sostenuto da Udc e Fli. Simbolica la vicenda di Agrigento, città natale del segretario Alfano: anche qui il Pdl promuoverà un uomo di Casini, il sindaco uscente Marco Zambuto.

Il tema delle alleanze in vista delle prossime amministrative sarà discusso questa sera a Villa Gernetto, la residenza del Cavaliere a Lesmo, dove i dirigenti del partito incontreranno i rappresentanti Pdl degli enti locali. La strategia filo-Udc, intanto, ha già spaccato il partito. Tanti pidiellini condividono l’apertura al Terzo polo. «Non c’è nulla di male – raccontano – sul territorio già governiamo con l’Udc (succede ad esempio in Campania, Lazio e Calabria, ndr). I “nemici” della Lega, poi, tifano apertamente per la svolta centrista. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno – oggi alle prese con l’ennesimo rimpasto di Giunta – è da tempo convinto della necessità di aprire a Casini. «Un obiettivo strategico che deve essere perseguito anche a livello nazionale». Della schiera fanno parte anche gli ex forzisti che puntano a una ricomposizione del centrodestra per tornare a vincere alle politiche del prossimo anno «Un’ipotesi – ragiona a uno di loro – che non può non passare da un’intesa con l’Udc». Intesa, va da sé, che deve partire proprio dalle amministrative di maggio.

Eppure c’è chi non vuole nemmeno sentire parlare di accordi con l’Udc. Una parte dei pidiellini ha accolto l’idea di seguire Casini con insofferenza. Per qualcuno è un segnale di debolezza. Per altri la dimostrazione della pochezza della proposta politica del partito. Nonostante il crollo dei consensi, c’è chi considera l’intesa con il Terzo polo una manovra inutile. Senza Lega e Udc – spiegano – il Pdl finirà inevitabilmente per perdere le elezioni. Tre anni all’opposizione sarebbero il tempo giusto per ricostruire il partito. E puntare di nuovo a Palazzo Chigi, stavolta senza scomodi alleati.

Intanto l’Udc sorride. La scelta (obbligata) del Pdl di convergere su alcuni candidati centristi non ha colto di sorpresa il partito di Casini. «Quasi ovunque – raccontano dal partito – abbiamo appositamente presentato nomi su cui potessero confluire i voti del centrodestra. Esponenti della società civile, senza chiare connotazioni politiche». La strategia dell’ex presidente della Camera è chiara. In primavera Casini organizzerà un congresso nazionale. In quell’occasione presenterà la sua proposta politica: una grande area moderata in grado di attrarre l’interesse – e non solo quello – di parti rilevanti di Pd e Pdl. Un contenitore aperto non solo al mondo politico. «Esattamente come alle amministrative – raccontano ancora dal Terzo polo – il nostro obiettivo è quello di coinvolgere alcuni nomi della società civile».

La data del congresso non è stata ancora decisa. «Casini non ha ancora scelto» rivelano dall’Udc. «Ma con ogni probabilità l’appuntamento sarà organizzato per la prima metà di giugno». Subito dopo i ballottaggi. Un modo come un altro per celebrare la nascita della nuova stagione. E ribadire a pochi giorni dalle amministrative che «la politica deve reinventarsi», come ha scritto qualche ora fa su twitter il leader centrista, poco prima di un lungo incontro con Fini e Rutelli per discutere di amministrative. «Dopo Monti, addio alle vecchie alleanze incapaci di governare il Paese». E spazio al nuovo Polo di Casini.

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