Il comune mette in vendita le Tremiti, ma per ora nessuno se le compra

Il comune mette in vendita le Tremiti, ma per ora nessuno se le compra

Gli abitanti delle Isole Tremiti possono ringraziare la crisi economica. L’asta organizzata dal comune per vendere al miglior offerente una parte dell’arcipelago sembra essere andata deserta. Il termine per la presentazione delle proposte d’acquisto è scaduto un paio di ore fa. Stando alle ultime notizie, negli uffici cittadini non sarebbe arrivata neppure un’offerta.

Evidentemente le richieste dell’amministrazione isolana erano troppo alte. Costretto a far quadrare i conti del bilancio, il 10 marzo scorso il comune di Isole Tremiti aveva pubblicato un bando per mettere all’asta alcuni terreni edificabili di proprietà – undici lotti, per un importo stimato di poco più di 350mila euro ciascuno – sulle due isole di San Domino e San Nicola. Sette ettari in tutto, sufficienti per rimpinguare con circa 4 milioni di euro le casse pubbliche.

Niente da fare. Se non saranno arrivate clamorose offerte all’ultimo minuto, quando tra tre giorni la commissione esaminatrice si riunirà per aprire le buste scoprirà che l’asta è andata deserta. Una brutta notizia per il commissario prefettizio Carmela Palombo che amministra l’arcipelago da circa un anno (il suo mandato scade tra pochi giorni, al termine delle comunali del 6 maggio).

Festeggiano gli abitanti dell’arcipelago. Sei isole in tutto – ma solo San Nicola e San Domino sono abitate – per un totale di poco meno di cinquecento persone. Felici non tanto per lo scampato pericolo della cementificazione, quanto perché su quei terreni avevano invano chiesto di poter esercitare un diritto di prelazione. Per costruire le abitazioni necessarie per ospitare tutti i nuclei familiari che vivono alle Tremiti. “Ci sono numerosi giovani – raccontava il Corriere di Bari – che hanno messo su famiglia costretti a vivere ancora a casa con i genitori. Alcuni utilizzeranno camper e roulotte”.

Ma festeggiano anche i dirigenti regionali che in questi giorni hanno provato a fermare l’asta. Prima tra tutti l’assessore all’Urbanistica Angela Barbanente. L’esponente della Giunta Vendola avrebbe prima cercato, invano, di contattare direttamente il commissario prefettizio. Per poi chiedere addirittura l’intervento dell’avvocatura regionale. Senza risultato. Un intervento – stando alla denuncia dell’assessore – reso necessario dal rischio ecologico dell’operazione. Già, perché il comune di Isole Tremiti, il più piccolo della Puglia, da più di vent’anni fa parte del Parco Nazionale del Gargano.

Può tirare un sospiro di sollievo anche il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, che in caso di proposte di acquisto da domani si sarebbe dovuto occupare della spinosa questione. A chiamare in causa l’esponente di governo due movimenti – Italia Nostra Gargano e l’associazione di protezione ambientale – che nei giorni scorsi hanno presentato un esposto al ministero. Una richiesta ufficiale per sospendere l’asta e garantire “l’osservanza delle leggi dello Stato e della Costituzione a tutela del paesaggio”.

Scampato il pericolo, adesso c’è chi chiede di intervenire per modificare le leggi regionali e il Piano d’Assetto del Parco delle Isole Tremiti. E’ il presidente dei Verdi Angelo Bonelli, che appena scaduti i termini per le offerte di acquisto ha chiesto al presidente regionale Nichi Vendola e al ministro Clini che si dichiari con la massima urgenza “l’inedificabilità di quelle aree delle Isole Tremiti che, inspiegabilmente fino a oggi sono state edificabili”.