La Polverini si è dimessa, ma la Giunta continua a spendere

La Polverini si è dimessa, ma la Giunta continua a spendere

La segreteria fissa la convocazione alle ore 15 di mercoledì 17 ottobre. Una riunione pomeridiana per gli assessori di Renata Polverini, chiamati a svolgere l’ordinaria amministrazione della Regione dopo le dimissioni della governatrice (formalizzate ormai da tre settimane). E invece, spulciando l’ordine del giorno della seduta, si scopre che la Giunta continua a lavorare come se nulla fosse. Oltre 53 delibere approvate. Quasi 85 milioni di euro di spese. A valere sul bilancio 2012, ma anche 2013.

Tra le misure in discussione c’è un po’ di tutto. 300mila euro «per la realizzazione di un Day Hospital di Geriatria con quattro posti letto» presso l’Azienda Usl Roma C. Ma anche 37 milioni di euro (7.744.248 a valere sull’annualità 2012 e 29.490.552 sull’annualità 2013 del bilancio regionale) per «l’ammodernamento tecnologico delle attrezzature e strumentazioni sanitarie ed informatiche della aziende sanitarie, ospedaliere e degli Istituti di Ricovero e Cura». Gli interventi in tema di Salute proseguono. C’è il commissariamento di tre Asl (due a Roma e una Viterbo). E ci sono 5 milioni di euro per realizzare “il nuovo polo di San Paolo fuori le Mura» dell’ospedale Bambin Gesù. Il tutto, è bene sottolineare, un giorno dopo la nomina governativa di Enrico Bondi come commissario per la Sanità del Lazio.

L’elenco delle delibere occupa dodici pagine. Spetta all’assessorato Politiche del Territorio e dell’Urbanistica la variante al P.R.T. che cambia la destinazione d’uso da «industriale/artigianale» a «commerciale» a Castel Romano, nella periferia sud della Capitale. Per tutelare la sicurezza dei cittadini vengono stanziati 450mila euro. Serviranno «all’acquisto ed all’installazione di apparecchiature di videosorveglianza nei parchi e nelle ville storiche attrezzate a verde pubblico». Un po’ di più – 550mila euro – aiuteranno la Regione a promuovere «sviluppo e qualificazione delle attività cinematografiche e audiovisive». Senza dimenticare i 27milioni di euro destinati alla ricapitalizzazione di Cotral (l’azienda di trasporto pubblico regionale).

E non si dica che le dimissioni della Giunta limiteranno il diritto alla preghiera dei cittadini laziali. Ordinaria amministrazione o meno, un’altra variante approvata ieri permetterà la costruzione di una chiesa al posto di «insediamenti turistici» presto Sutri. Nel viterbese. «Un fiume di fondi pubblici destinato da una Giunta fantasma a iniziative che in più di qualche caso appaiono molto sospette» denuncia il capogruppo Pd alla Pisana Esterino Montino. Per gli uomini della Polverini, non c’è alcuna forzatura. «I nostri sono atti ordinari» replica il vicepresidente Luciano Ciocchetti. Dopotutto la Giunta ancora esiste. «Nel rispetto della legge, fino all’ultimo giorno in cui rimarrà in carica faremo tutto il necessario per le imprese, i lavoratori e la salute dei cittadini del Lazio» spiega l’assessore al Bilancio Stefano Cetica. «L’unico atto che i cittadini aspettano, invece, tarda ad arrivare – risponde l’esponente di Sel Luigi Nieri – L’indizione di nuove elezioni».

Come se non bastasse, sul pomeriggio di lavoro della Giunta laziale si infittiscono le polemiche. Appena uscita dalla sede della Regione, la governatrice Polverini si sarebbe recata con la sua autoblù a fare shopping in un noto negozio di scarpe di Testaccio. La storia è tutta da verificare, ma da qualche ora circola con insistenza. Sui social network impazza il racconto di una giovane scooterista che avrebbe seguito l’auto di servizio della presidente, prima mentre percorreva contromano la centrale via del Corso, poi al momento di attraversare diversi incroci mentre i vigili bloccavano il traffico per agevolare il passaggio. Chi ha contattato le commesse del negozio interessato, assicura che ieri la governatrice è effettivamente passata da quelle parti. Una leggenda metropolitana? 

Poco fa è arrivata anche la risposta della presidente. L’ufficio stampa della Regione Lazio spiega che «l’auto su cui viaggia la governatrice non è un’autoblù, ma un mezzo adibito al servizio di tutela con a bordo due agenti di polizia incaricati di garantire la sicurezza della sua persona. Tutela che comporta obbligatoriamente la presenza e la vigilanza degli agenti di scorta durante l’arco dell’intera giornata e in ogni spostamento, come previsto per tutte le persone cui è assegnato un servizio di tutela». Peraltro la governatrice ha già scritto al prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro per chiedere la sospensione del servizio di tutela.

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