I grillini siciliani restituiscono i rimborsi elettorali. Ma la stampa non lo dice

I grillini siciliani restituiscono i rimborsi elettorali. Ma la stampa non lo dice

L’avevano promesso, stamattina hanno mantenuto la parola. Gli eletti del Movimento Cinque Stelle in Sicilia hanno restituito 1.426.000 euro di rimborsi elettorali hanno ricevuto per le recenti Regionali. Un’ora fa i 15 deputati grillini si sono dati appuntamento all’Assemblea Regionale siciliana per consegnare simbolicamente un assegno gigante. Parallelamente gli esponenti del Movimento hanno già inviato una lettera ufficiale alla Camera dei Deputati e all’ufficio di Presidenza dell’Ars per rinunciare formalmente ai rimborsi.

«Un gesto che pone ancora una volta l’accento – dice il candidato presidente Giancarlo Cancelleri – su come si possa e si debba fare politica senza gravare sui cittadini. La nostra campagna elettorale è costata 25 mila euro, non abbiamo fatto convention nei grandi alberghi, non abbiamo imbrattato i muri delle città, ci siamo presentati agli elettori come comuni cittadini che vogliono rimanere tali, con la responsabilità però di rappresentare al meglio anche le istanze di chi non ha la voce grossa».

Un evento annunciato ieri dalle agenzie di stampa. Che sui giornali di oggi non trova posto. Salvo poche eccezioni, i quotidiani italiani hanno preferito sorvolare. La Repubblica dedica alla vicenda una fotonotizia. Libero la relega in un piccolo box, dal titolo: “La farsa grillina”. Spiegando come il Movimento Cinque Stelle abbia in realtà calcolato male l’entità del rimborso.

Forse non è il caso di gridare al complotto. Eppure qualche perplessità viene. Perché si può essere a favore o meno del Movimento Cinque Stelle, ma il fatto che un partito italiano – il primo in Sicilia – restituisca allo Stato i rimborsi elettorali rappresenta sicuramente una notizia. E diventa difficile giustificarne la mancata pubblicazione (fossero anche poche righe). Non c’entra solo la deontologia. Sarebbe anche il modo migliore di smentire Beppe Grillo quando accusa i giornalisti italiani di scarsa libertà.

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