Messina affoga nei debiti, un mese per evitare il crac

Messina affoga nei debiti, un mese per evitare il crac

Il Comune di Messina è a un passo dal fallimento. La notizia era nell’aria da tempo, ma ora che è intervenuta la Corte dei Conti, le sorti di Palazzo Zanca sembrano segnate. I magistrati contabili hanno intimato la predisposizione di misure correttive contro il deficit entro trenta giorni, per far fronte al buco da 240 milioni di euro nel bilancio, e Luigi Croce commissario straordinario – insediatosi lo scorso 17 settembre al posto del sindaco Buzzanca che aveva rimesso il suo mandato per ricandidarsi alle elezioni regionali – avrà solo un mese di tempo per evitare il default.

Tuttavia emerge grande incertezza sui numeri: la cifra esatta del totale ammontare del debito infatti non è stata interamente certificata.Come si evince da una nota inviata dal dirigente dell’Avvocatura Carmelo Giardina al commissario Croce, risultano censiti i debiti maturati in seguito a sentenze passate in giudicato per l’ammontare di poco più di 17 milioni di euro. A questa cifra si aggiungono 155 milioni di pretese creditorie di terzi e altri 73 milioni a fronte di giudizi pendenti.       

La situazione finanzaria del Comune è estremamente grave come ha spiegato lo stesso Croce in conferenza stampa:  «Appena insediato ho scoperto che la disponibilità di cassa si aggirava intorno a pochissime centinaia di migliaia di euro e che il conto corrente di tesoreria, che è quello che il Comune attinge, presentava un saldo negativo di 42 milioni di euro e fino ai due mesi precedenti il mio insediamento, questo saldo ammontava a 19 milioni di euro, segno che, nel periodo luglio-agosto 2012, s’è fatto ricorso ad anticipazioni di tesoreria per 23 milioni». E ancora: «le criticità riguardano l’incapacità a riscuotere i crediti, come oneri concessori e fitti attivi, incapacità di riscuotere tributi, il costante ricorso ad anticipazioni di tesoreria, e l’incapacità di esercitare un’attività di vigilanza sulle società controllate i cui bilanci vengono approvati senza controllo»

Una condizione di nuova tensione quindi si profila per i dirigenti dell’ente dopo che settimana scorsa sembrava essersi aperto uno varco di speranza quando il Tar di Catania aveva sospeso, su richiesta del Comune stesso, gli effetti delle sanzioni per le violazioni del Patto di stabilità, restituendo così 7 milioni di euro alle casse comunali. E nuovo ossigeno finanziario è arrivato dalla modifica – da parte della Camera dei deputati – del decreto “Salva enti” che permette al Comune di Messina di accedere al fondo di rotazione. 

Nel frattempo pochi giorni fa la Procura di Messina ha recapitato l’avviso di conclusione delle indagini nei confronti dell’ex assessore alla viabilità (della giunta dell’ex sindaco Buzzanca) Melino Capone, con l’accusa di truffa aggravata nel caso Ancol Sicilia. In qualità di commissario regionale siciliano dell’ente di formazione nazionale, Capone avrebbe acquisito erogazioni pubbliche per un ammontare di 13 milioni e mezzo di euro, dal 2006 al 2011, nonostante fosse stato sollevato dall’incarico dalla direzione nazionale dell’Ancol già nel corso del 2005.  Inoltre Capone avrebbe assunto all’interno della società il padre con uno stipendio di 3.500 euro al mese, la madre (5.000 euro al mese), il fratello e la cognata. Oltre a diversi parenti di colleghi di partito tra cui la sorella e la moglie dell’ex sindaco Buzzanca.

Le note negative per gli enti messinesi non si fermano quiperché è di ieri la notizia di una possibile cancellazione della programmazione del Teatro Vittorio Emanuele in seguito ad un taglio del 26% del contributo regionale per il 2013.  La cifra di 3 milioni e 844mila euro non basta infatti a sopperire alle spese del mantenimento della struttura e dei 68 dipendenti, senza stipendio ormai da tre mesi. 

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, così come i giornali di carta e la nuova rivista letteraria K, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta