Ue, fallisce la mediazione di Monti: “non sapete fare lobbying”

Ue, fallisce la mediazione di Monti: “non sapete fare lobbying”

BRUXELLES – Tutto rimandato al 2013. La discussione sul bilancio dell’Unione europea, il Multiannual financial framework 2014-2020 (Mff), è finita prima del previsto. E si è conclusa all’improvviso, senza un accordo né un’intesa di massima. Troppe le spaccature, troppi gli interessi particolari dei singoli Paesi. Durissimo l’attacco del premier britannico David Cameron: «Sembra che Bruxelles sia un universo parallelo. Le istituzioni europee vivono in un altro mondo. Voglio solo spendere denaro e non risparmiarlo». Parole dure, ma che sono destinate a essere il simbolo di questo vertice, nonché dei prossimi.

Le divisioni all’interno dei 27 Paesi dell’Ue sono sembrate insanabili fin da subito. Da un lato l’austerity, dall’altra la spesa. Sul primo versante, Germania e Regno Unito hanno chiesto una riduzione più consistente del budget, sulla base che non si può pensare di spendere più di quanto si è spesa nel settennato 2007-2013. A oggi, il conto finale della seconda bozza del bilancio diramato dal presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy è di 971,8 miliardi di euro. E sono, secondo la posizione di più Paesi, fra cui l’Italia, mal distribuiti. Di contro, Germania e Regno Unito, insieme con Danimarca, Svezia, Paesi Bassi e Finlandia, vogliono che i tagli siano più sostanziosi. «Abbiamo bisogno di razionalizzare, tagliando dove ci si è resi conto che la spesa è improduttiva rispetto agli impegni», ha spiegato un diplomatico finlandese. Migliorare gli esborsi per fare fronte comune contro gli sprechi e rilanciare la crescita: questo è l’obiettivo di Berlino, Regno Unito e i nordici.

Stupisce, invece, la posizione italiana. All’inizio del vertice, come sottolineato dai diplomatici britannici, il ruolo assunto da Roma era quello di «peacemaker», mediatore. Ben presto però la posizione è cambiata. «Capire gli italiani è diventato sempre più complicato, dato che non hanno fornito cifre o idee», spiega, con particolare livore, un diplomatico polacco. E lo stesso è stato ripetuto dagli spagnoli, dai finlandesi e dai francesi. In altre parole, l’impressione generale è che l’Italia abbia, o meglio, continui ad avere scarse capacità di lobbying. Impressione confermata dai dialoghi fra gli sherpa degli altri Paesi presenti al Consiglio europeo. «Siamo un po’ delusi, perché pensavamo che riuscisse a mediare di più», dicono i britannici. Molto meglio, almeno a livello negoziale, la Francia. «Ha dimostrato apertura e capacità diplomatica notevole», afferma uno sherpa della Commissione Ue.

Quello che è certo è che Monti ha adottato una linea che però ha giovato poco, alla fine. Porsi come mediatore in vista di una sorta di premio finale in caso di accordo non ha funzionato, proprio perché un accordo finale non è arrivato. La partita è quindi rimandata. Intanto, la delusione più cocente arriva dai tagli all’innovazione e alla ricerca, che sono arrivati nel corso del vertice a 24,6 miliardi di euro. Una scelta, ha detto Monti, che «delude l’Italia». Poteva andare peggio, dato che il rischio era quello di sforbiciate ancora più pesanti. Quello che è sicuro è che l’Italia esce male da questo vertice ma, come sottolineato da Monti, ci sono nazioni che hanno perso di più. Per la serie, mal comune mezzo gaudio. Se avessimo chiuso oggi, ha detto il presidente del Consiglio, l’Italia avrebbe avuto più vantaggi rispetto al 2005, quando si è discusso il budget 2007-2013.

Insomma, le divisioni fra i 27 Paesi europei sono insanabili, almeno per ora. Se l’obiettivo era quello di arrivare a un accordo di massima entro questo weekend, il fallimento è sotto gli occhi di tutti. Il presidente del Consiglio Ue ha minimizzato, parlando di divisioni costruttive, non di rotture definitive. «La mia proposta è già molti tagli, ma si può ancora discutere su come modificare il livello», ha detto in conferenza stampa. Di contro, per il presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso, bisogna puntare di più sulla «qualità» del budget finale, invece che sulla velocità con cui trova un accordo. Un eufemismo per dire che il deragliamento dei lavori è avvenuto a causa di discordie difficilmente sanabili.

Poco dopo pranzo era circolata voce che ci sarebbe stata una terza bozza della proposta Van Rompuy, mai arrivata. Colpa, spiegano fonti diplomatiche, delle troppe differenze di visione dei Paesi. «Ci sono gli Stati dell’eurozona, che sono già spaccati fra di loro, e quelli dell’Europa, che invece sono quasi tutti compatti», dice il funzionario. Infatti, le nazioni come la Polonia, hanno chiesto più fondi per la coesione, in modo da sostenere la propria crescita fra il 2014 e il 2020. La diplomazia non è bastata per mettere tutti d’accordo. I prossimi summit sul budget europeo saranno comunicati nei prossimi giorni. Come fanno notare fonti diplomatiche, tuttavia, si tratterà di riunioni preliminari per stabilizzare la situazione in vista del 2013. O, per usare l’eufemismo di un funzionario della Commissione Ue, «questa è una maratona. E noi non siamo nemmeno al primo rifornimento».  

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