Fini e Casini, ossessionati da Silvio, si sfogano sui social network

Fini e Casini, ossessionati da Silvio, si sfogano sui social network

Più che un avversario, un’ossessione. Silvio Berlusconi turba ancora il sonno di Pier Ferdinando Casini e Gianfranco Fini. Il leader Udc ha rotto l’alleanza con l’ex premier da quasi cinque anni. Il presidente della Camera se ne è andato poco più di due anni fa. Destino crudele: dopo tutto questo tempo sembra che i due non siano ancora riusciti a dimenticare il Cavaliere 

A stupire non sono tanto le reazioni ufficiali, quanto quelle private. Sui social network Fini e Casini non fanno che parlare del vecchio capo. Commenti, ironie, persino qualche insulto. Il Cavaliere è una presenza fissa. Probabilmente uno psicologo riporterebbe tutto al trauma politico. La fine dell’intesa con il Pdl? Un lutto che i due leader non hanno ancora elaborato. Il Cav., bisogna ammetterlo, non fa nulla per farsi amare. Ospite di Bruno Vespa, non più tardi di ieri sera ha definito i suoi ex alleati «due persone orride». 

«Sono così persuaso che Berlusconi sia un leader populista che nulla ha a che fare con i moderati europei, che se non facessi il tifo per Monti, riterrei moralmente doveroso presentare la mia candidatura per evitare all’Italia nuove disavventure» scriveva ieri Casini su Facebook. Solo tre giorni prima si chiedeva sarcastico: «Vogliamo ancora parlare delle giravolte di Berlusconi?». A giudicare dai suoi social network sembrerebbe di sì. La settimana scorsa un post al giorno era sul Cavaliere. «Le giravolte di Berlusconi sono ormai note in Italia e in Europa», «Il Presidente Berlusconi è in evidente stato confusionale», «State tranquilli, questa volta Berlusconi non riuscirà ad abbindolare i moderati». Un lungo elenco di messaggi. Iniziato il 6 dicembre, giorno in cui l’ex premier ha annunciato la sua discesa in campo. «Siamo alla irresponsabilità, follia allo stato puro. Berlusconi vuole far fare all’Italia la fine della Grecia. Altro che unità dei moderati!».

Più discreto Gianfranco Fini. Almeno su Facebook. Nell’ultima settimana si contano solo un paio di post dedicati al Cavaliere. Abbastanza, comunque, per ricordare «la disperata inaffidabilità» dell’ex premier. E quel «cappio al collo» del pareggio di bilancio nel 2013 imposto al Paese proprio da Berlusconi.

D’altronde «se la gente sta pagando l’Imu, la colpa è di chi 4 anni fa per prendere un voto in più tolse l’Ici» cinguettava ieri Casini su twitter. Poco dopo aver spiegato che «Berlusconi specula sui malumori della gente, ha iniettato paura per prendere voti. Ma non ha governato». E via un’altra sequela di pensieri dedicati all’ex alleato. «La ricetta del presidente Monti è incompatibile con quella di Berlusconi». «Berlusconi è in evidente stato confusionale. Su una cosa però è pienamente lucido. Monti gli ha detto no. Questo a noi basta». Alcuni giorni il fastidio è così forte che Casini cinguetta più volte.

«Berlusconi? siamo a livello di Vanna Marchi…» twittava ieri sera Fini, mentre andava in onda la puntata di Porta a porta. Mercoledì scorso giornata online dedicata al Cav. Su twitter il presidente della Camera ha dedicato a Berlusconi ben tre pensieri. Ma perché tanta attenzione? Dopotutto, spiegava Fini pochi giorni prima, «Il Pdl non è il Milan e B sa perfettamente di aver già perso!». Anche l’anagrafe non è dalla parte del Cavaliere. «Berlusconi si è simpaticamente definito un dinosauro, se lo dice lui perché non credergli?» scriveva Fini un paio di weekend fa. Per poi rispondersi: «E i dinosauri appartengono a un’altra era geologica, come tutti sanno». Difficile dar torto al presidente della Camera. Ma allora perché riservare a Silvio tutta questa attenzione?