Da Prodi a Fo, identikit dei candidati a Cinque Stelle

I grillini si preparano al secondo turno

Emma Bonino, Gian Carlo Caselli, Dario Fo, Milena Gabanelli, Beppe Grillo, Ferdinando Imposimato, Romano Prodi, Stefano Rodotà. Gino Strada e Gustavo Zagrebelsky. Sono i dieci nomi più votati alle Quirinarie online del Movimento 5 Stelle. Alcuni ampiamente previsti, altri, come quello di Prodi, un po’ meno. Pubblicata sul blog di Beppe Grillo, la lista dei papabili è stesa in rigoroso ordine alfabetico, senza alcun cenno a chi abbia intercettato maggior consenso. Eppure le prime indiscrezioni accreditano Beppe Grillo il più votato in assoluto, a cui seguirebbero il medico di Emergency Gino Strada e il costituzionalista Gustavo Zagrebelsky.

Dopo una due giorni complicata dal presunto attacco hacker, la Casaleggio Associati è stata in grado di diffondere la top ten dei candidati, sui quali gli iscritti dovranno pronunciarsi lunedì per individuare il nome che i parlamentari grillini porteranno in Aula. Dal primo turno delle Quirinarie emerge comunque un dato interessante: come riportato dal blog di Grillo, «avevano diritto al voto 48.282 persone». Un numero ristretto, determinato dai requisiti di partecipazione che prevedono l’iscrizione al M5s entro il 31 dicembre 2012 e la digitalizzazione dei documenti d’identità.

I curricula dei candidati

Emma Bonino: Ex vicepresidente del Senato, già ministro e commissario europeo, la Bonino è figura di riferimento dei Radicali italiani. Sul suo nome, in ottica Quirinale, convergono esponenti politici di entrambi gli schieramenti e il mondo degli artisti con un videoappello. A fiaccarne la corsa in zona M5s era stato Marco Travaglio, con un editoriale sul Fatto Quotidiano dal titolo “Si fa presto a dire Emma Bonino”.

Gian Carlo Caselli: Magistrato piemontese, già componente del Csm, dal 1993 al 1999 è stato Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palermo, dove ha lavorato in prima linea nella lotta antimafia. Nel 2005 era ad un passo dalla nomina a procuratore nazionale antimafia, salvo essere estromesso con un emendamento che fece discutere e che oggi è tornato a destare polemiche alla luce dell’elezione del presidente del Senato Piero Grasso.

Dario Fo: Attore, drammaturgo, intellettuale, decano della commedia teatrale. Nel 1997 ha vinto il premio Nobel per la letteratura. Non ha mai fatto mistero di sostenere la seconda vita politica di Beppe Grillo. Da mesi il comico genovese e un’ampia parte del Movimento 5 Stelle caldeggiano una sua salita al Colle, ma Fo ha già declinato: «Sono troppo vecchio, ci vogliono forze inaudite, non ho le possibilità fisiche e psichiche».

Milena Gabanelli: Giornalista e conduttrice di Report, trasmissione d’inchiesta in onda su Rai Tre, nonché lodassimo format di giornalismo investigativo. Da inviata di guerra la Gabanelli ha calcato gli scenari di Vietnam, Cambogia, Somalia, Cecenia ed Ex Jugoslavia. Con oltre venti premi giornalistici all’attivo, è in prima linea per iniziative e battaglie a difesa della libertà di stampa.

Beppe Grillo: Comico genovese notato, a fine anni 70, da Pippo Baudo. Da lì in poi avrebbe partecipato a numerosi programmi Rai, emergendo tra i personaggi più amati del piccolo schermo. Dagli anni novanta trasferisce la sua attività nei teatri. In prima linea nella battaglia sul Crac Parmalat, porta avanti progetti di natura politica ed economica che sfociano nella nascita del Movimento 5 Stelle, di cui oggi è leader e titolare del simbolo.

Ferdinando Imposimato: Magistrato tra i più attivi sul fronte dell’antiterrorismo, ex senatore ed ex deputato eletto come indipendente di sinistra. Per tre legislature è membro della Commissione Antimafia. Nel 1999 riceve l’onorificenza di “Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana” e oggi risulta in cima alle preferenze della base grillina, in piena corsa per il Colle.

Romano Prodi: Ex presidente della Commissione Europea, due volte presidente del Consiglio. Nasce accademico, prima all’Università di Bologna e poi a Trento, cresce in politica dove si afferma leader della coalizione di centrosinistra, prima con L’Ulivo e poi con L’Unione. Il suo nome è il meno atteso nella lista dei papabili a Cinque Stelle, anche se alcune settimane fa Grillo gli aveva riservato una cauta apertura. Con il Professore al Colle, sostiene Grillo, «Berlusconi sparirebbe dalle cartine geografiche».

Stefano Rodotà: Giurista calabrese classe 1933. Tra i più stimati esperti di diritto, ha scritto saggi e insegnato nelle università di Stati Uniti, Canada, Australia e India. È professore emerito di diritto civile alla Sapienza di Roma. Per lui anche una lunga esperienza in Parlamento: eletto deputato nel 1979 come indipendente nel Pci, torna a Montecitorio anche nel 1983, 1987 e 1992. Dal 1997 al 2005 è stato il primo presidente dell’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali, mentre oggi il suo nome riscuote consensi trasversali in ottica Quirinale.

Gino Strada: Medico chirurgo originario di Sesto San Giovanni e fondatore di Emergency, Ong italiana operativa in Africa e Asia per offrire cure mediche gratuite alle vittime della guerra e della povertà. Nel corso degli anni Strada si è speso in prima linea per dichiarare la sua contrarietà, tra gli altri, all’intervento italiano in Afghanistan. Oggi ammette che, in caso di una sua chiamata al Colle, dovrebbe discuterne «con il direttivo di Emergency».

Gustavo Zagrebelsky: Il cognome lo deve all’origine russa, anche se sulla carta d’identità il luogo di nascita risulta San Germano Chisone (Torino). Zagrebelsky è considerato tra i più autorevoli costituzionalisti italiani e nel 2004 è stato eletto presidente della Corte Costituzionale. Già socio dell’Accademia dei Lincei, è presidente onorario dell’associazione Libertà e Giustizia. Oggi il suo nome raccoglie il favore di molti parlamentari a cinque stelle e di una larga parte della base. Secondo i rumors, Zagrebelsky è infatti sul podio dei papabili per il Colle. 

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