Una giornata nazionale non si nega a nessuno

Una vecchia passione dei nostri politici: istituire ricorrenze ufficiali

Lavorare la terra dà la sue soddisfazioni. Basta chiedere ai contadini italiani, che a breve potrebbero vedere solennemente riconosciuta la propria professione. Il merito, indubbio, va alla deputata Pd Susanna Cenni, che il giorno dopo l’inaugurazione della nuova legislatura è corsa a Montecitorio per depositare la proposta di legge «Istituzione della Giornata nazionale dedicata alla cultura del mondo contadino». Finalmente! Nelle campagne italiane si attende con ansia l’approvazione. Trattori imbandierati in attesa del prossimo 11 novembre, San Martino, giorno indicato dalla deputata per la ricorrenza. «Data particolarmente rilevante per la vita economica e sociale delle campagne italiane», come spiega con solerzia il testo che accompagna l’atto parlamentare.

Passione antica e mai tramontata, quella dei nostri politici per l’istituzione di nuove giornate nazionali. A sfogliare l’elenco dei disegni di legge presentati in un mese e mezzo di legislatura se ne trovano parecchie. Almeno una ventina. Ce n’è per tutti i gusti: giornate in memoria di personaggi storici, ricorrenze e categorie sociali. Così tante che spesso il dubbio viene: e se fosse un modo un po’ furbo di conquistare a costo zero la simpatia di una fetta dell’elettorato?

Alcuni progetti sono curiosi. Il deputato del Centro democratico Pino Pisicchio prova da tempo a istituire la «giornata del rifiuto della povertà». Il 17 ottobre, si legge, «la bandiera nazionale e quella dell’Unione europea sono esposte all’esterno degli edifici sedi di uffici pubblici». Segno tangibile dell’interesse delle istituzioni verso i più deboli. Non solo: governo ed enti locali sono persino autorizzati ad «assumere ogni utile iniziativa» per sensibilizzare la popolazione «sui temi della povertà». C’è da scommettere che chi non arriva a fine mese sarà grato dell’iniziativa.

Il filone delle piaghe sociali è singolarmente fecondo. Il consumo di sostanze stupefacenti è un problema, lo sanno tutti. Per tenere bene a mente il concetto, il deputato berlusconiano Paolo Russo propone di istituire una giornata nazionale per la lotta alla droga. «Da celebrare annualmente il giorno 26 del mese di giugno». Particolarmente impegnata all’istituzione di giornate nazionali sembra essere la deputata Pdl Elena Centemero. Firmataria di addirittura due proposte di legge. Entrambe ugualmente fondamentali. L’«Istituzione della Giornata nazionale della Letteratura» e l’«Istituzione della Giornata nazionale della partecipazione nella scuola». Che poi il dubbio viene: se la proposta di legge non sarà approvata i più giovani possono evitare di andare in classe?

Il senatore di Scelta Civica Antonio De Poli preme per istituire una generica «Giornata nazionale della famiglia», il deputato Pd Guglielmo Vaccaro vorrebbe festeggiare la «Giornata nazionale della protezione civile». Alcune iniziative sono senza dubbio condivisibili: dalla giornata nazionale contro l’omofobia proposta dal senatore democrat Sergio Lo Giudice a diversi appuntamenti per sensibilizzare l’opinione pubblica su specifiche malattie. Nel Partito democratico ben quattro parlamentari hanno proposto altrettanti progetti di legge per istituire giornate nazionali in memoria delle vittime delle mafie (Walter Verini, Corradino Mineo, Roberto Speranza e Giuseppe Lumia). Forse l’iniziativa più nobile di tutte. Resta un pensiero: se l’obiettivo è arrivare all’approvazione del progetto, perché non unire le forze e presentare un solo disegno di legge, magari a nome del partito?

Tre settimane fa il senatore Pdl Giuseppe Marinello ha chiesto di istituire la «Giornata della memoria delle vittime del comunismo». Ma c’è anche chi, come la senatrice Pd Roberta Pinotti, ha pensato di inaugurare la «Giornata nazionale dell’Inno d’Italia» (ovviamente da affiancare alle già esistenti feste della Repubblica, della Liberazione, dell’Unità nazionale e del Tricolore).

Più curiosa l’iniziativa del Pd Nicodemo Nazzareno Oliverio, che chiede dalla scorsa legislatura di istituire la «giornata nazionale del Calendario gregoriano». Il motivo è presto detto: originario di Cirò in provincia di Crotone, il parlamentare vuole assolutamente sensibilizzare la memoria del Paese all’illustre concittadino Aloysius Liliu (Luigi Lilio) «medico, astronomo e matematico» che ormai cinque secoli fa ideò la riforma del calendario gregoriano. «Adottato in tutto il mondo moderno – si leggeva nella proposta di legge – e che ancora oggi, nonostante i ritmi vertiginosi raggiunti dalla scienza, non è stato superato». Per ricordare meglio, la proposta di legge stanziava 500mila euro l’anno per celebrare degnamente la giornata. 

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