Se i concetti convenzionali di uomo e donna vi stanno stretti, allora dovete proprio dare un’occhiata alle foto scattate da Lindsay Morris nel campeggio dedicato a genitori, e ragazzini, che non rientrano nelle tradizionali definizioni di genere. La serie di foto si chiama “You are you” e ritrae scene della quattro giorni in mezzo alla natura tra maschietti con tanto di gonna che giocano a truccarsi da donne e bambine che non sognano per niente i tacchi. È un posto «dedicato a chi ha figli di tre anni che non si riconoscono in un genere, che vogliono indossare tacchi alti e che negli store per bambini preferiscono frugare nella parete rosa delle bambine anziché in quella dark dei maschietti», dice la fotografa a Slate. Ma anche un ambiente protetto per dare libero sfogo alla creatività dei piccoli, in compagnia di mamma e papà.
«I bambini non devono guardarsi le spalle, devono poter abbassare la guardia. Quelli del campeggio sono quattro giorni in cui gli atteggiamenti solitamente visti come “diversi” non rappresentano un problema e i bambini sono circondati dai genitori che li supportano», racconta. Uno dei modi per rappresentare al meglio il modo d’essere di questi campeggiatori anticonformisti è la sfilata di moda organizzata da loro stessi. Alcuni creano i vestiti con le loro mani, con l’aiuto dei genitori. E tutti sfilano come se fossero delle star.
Non si sa se questi bambini sono o saranno gay, lesbiche o transgender. «La cosa certa è che in un mondo in cui i ragazzini omosessuali tendono a reprimere le proprie attitudini o addirittura sono vittime di bullismo o depressione, nel campeggio trovano un posto per poter essere se stessi senza nessuno che li giudichi».
Lindasy Morris ora spera di pubblicare un libro con le sue immagini e anche di lanciare un progetto multimediale in giro per il mondo per mostrare la faccia allegra e serena dell’omosessualità infantile. I bambini, ovviamente, sono stati fotografati con il permesso dei propri genitori. Il prossimo passo sarà quello di fare una raccolta fondi per permettere a tutti, anche a chi non se lo può permettere, di frequentare il campeggio.
«Mi piacerebbe seguire i bambini anche nell’età adulta e vedere che tipo di relazioni sviluppano», dice Morris. «Voglio essere testimone della loro evoluzione, capire da dove sono partiti e in che direzione si muova la loro vita. Spero che abbiano una transizione nella vita adulta più felice di quella della generazione precedente».
Lindsay Morris
Lindsay Morris
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