Facebook, come rischiare il posto per un post

Reputazione 2.0

Mettere un post su Facebook e pentirsene un secondo dopo averlo fatto. A quanti di noi sarà successo almeno una volta? Quello che sul momento può sembrare un’ ottima idea – spinti dall’onda dell’ emotività – alla lunga può rivelarsi un’arma a doppio taglio. Soprattutto considerando il fatto che qualsiasi contenuto pubblicato in rete non può essere cancellato. Una foto procace, un tweet provocatorio e il gioco è fatto. A quanto riporta Mashable, un giovane su quattro teme di essere licenziato o scartato ad una selezione da parte dei datori di lavoro a causa di qualcosa scritto sui social network.

Il sito di informazione legale FindLaw.com ha realizzato un sondaggio definito “demograficamente equilibrato” tra 1.000 adulti americani, ponendo domande riguardo i loro comportamenti su Twitter, Facebook, Instagram, Pinterest, Tumblr e altre piattaforme social. Tra i giovani adulti di età compresa tra i 18 e i 34, il 29% ha detto di aver inviato una foto, un commento o altre informazioni personali che temono possa compromettere le loro prospettive di lavoro attuali o futuri.

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Quanto è importante la presenza delle aziende sui social network? Un’accurata strategia di web marketing può risultare vincente se si rispettano dei semplici accorgimenti. Ecco alcuni degli errori più frequenti, e quindi da evitare, che vengono commessi.

Questa preoccupazione ha portato parecchi utenti a rimuovere foto o post: circa il 74% degli intervistati tra i 18 e i  34 anni ha eliminato almeno un contenuto pur di evitare una “reazione negativa” da parte un datore di lavoro presente o futuro. C’è meno apprensione tra gli adulti più anziani di età compresa tra 35-64 anni tra cui solo il 36% ha eliminato un contenuto.

FindLaw ha anche dato alcuni consigli utili per gli utenti dei socialnetwork. Innanzitutto è sempre consigliabile pensare a ciò che si sta per postare; controllare le impostazioni della privacy; limitare le informazioni personali e chiedere aiuto legale se si pensa di essere stato ingiustamente licenziato. L’indagine ha trovato che un consistente 82% dei giovani utenti “presta una discreta attenzione alle loro impostazioni di privacy”, mentre solo il 6% lascia le impostazioni predefinite così come sono.

«La rimozione di un post o di una foto può non essere sufficiente, in quanto le informazioni molto spesso continuano a vivere in altre parti di Internet», dice Stephanie Rahlfs, un avvocato di FindLaw.com. «È meglio pensare che tutto ciò che si posta potrebbe vivere su Internet per sempre, e di conseguenza pensarci due volte prima di premere il tasto Invia». L’indagine di FindLaw ha un margine di errore più o meno del 3%

Twitter: @FabrizioMarino_