Se i giornali si accorgono solo ora dei Ligresti

Il silenzio dei media

Repubblica cinque pagine, Corriere della Sera tre pagine, Sole 24 Ore quattro pagine, La Stampa tre pagine. All’indomani dell’arresto di Salvatore Ligresti e famiglia, i giornali dedicano ampio spazio a vita e miracoli di Mr. 5%, che piaccia o meno (a noi de Linkiesta piace poco) incarna quel capitalismo di relazione impiastricciato con politica e industria che ha guidato l’Italia dal dopoguerra fino a ieri. Distruggendo capitale, facendosi beffe del libero mercato, gestendo le società con logiche, come scrive Luigi Zingales, ben lontane dall’efficienza. Tutto già noto, arcinoto. Le vacanze alla grande, le consulenze allegre con parti correlate, i capricci ippici. Un comportamento inaccettabile per i proprietari di uno dei principali poli assicurativi italiani. Eppure tutti hanno dormito: sindaci e consiglieri d’amministrazione, la Consob, l’Isvap, e anche i media. Che ora vanno al traino della Procura di Torino, nonostante le avvisaglie che qualcosa non funzionava c‘erano ben prima della calda estate 2012.

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