Via con azienda e dipendenti, lontano dall’Italia ferma

Due vicende simbolo

(Flickr – slo:motion)

Mercoledì 24 luglio, un imprenditore ha raccontato a Nove in Punto, la trasmissione condotta da Simone Spetia su Radio24, la decisione di spostare la propria azienda in Svizzera, con i suoi dipendenti che hanno deciso di seguirlo. Sulla pagina della trasmissione, le righe che seguono, che raccontano della puntata di giovedì 25, in onda alle 09:00 su Radio24: 

Bye bye, Italia. Ieri la testimonianza di un imprenditore che ha deciso di lasciare l’Italia e dei suoi dipendenti che hanno deciso di seguirlo. Oggi un imprenditore che racconterà come i suoi stessi dipendenti gli abbiano chiesto di spostare la sede.  C’è una stanchezza oggettiva, nel Paese, che non si traduce in volontà di ribellione o di rivolta, ma in voglia di abbandonare. Non tocca solo gli imprenditori, ma tutti noi, che ogni giorno dobbiamo scontrarci con la burocrazia, con i servizi che non funzionano, ma soprattutto con una sensazione di immobilismo e con una scarsa visione del futuro. 

Intanto il presidente del consiglio Letta va giù duro sulla lotta all’evasione, dice che se l’Italia è poco competitiva, dipende anche dalla quantità di economia sommersa. È vero. Il nero e l’evasione distorcono la concorrenza e riducono l’efficienza, ma ci sono anche:
– una burocrazia e una fiscalità punitive
– un sistema di infrastrutture inadeguato e insufficiente
– un sistema normativo dominato dall’incertezza
– una giustizia lentissima
– una dipendenza mostruosa dell’economia dal sistema bancario
– un sistema contrattuale che ha raramente premiato la produttività – l’inazione o l’azione sbagliata sul mezzogiorno
– il costo dell’energia
– un federalismo che non funziona, con moltiplicazione dei livelli amministrativi
– una pubblica amministrazione da riformare alla base

Che sono proprio i motivi che fanno venir voglia di andarsene.

Twitter: @simonespetia

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