Nigel Farage è famoso al Parlamento Europeo per le sue sparate anti-euro, e nel giro di poco tempo è diventato una specie di guru degli euroscettici italiani. Non entra nelle questioni economiche più profonde, ma come un vero arrufapopoli si presenta e viene considerato una specie di “salvatore dei popoli”.
In patria è leader del partito nazionalista britannico del partito UKIP (UK Independent Party), una sorta di Lega Nord. Tanto che più di una volta le invettive di Farage non hanno disdegnato toni anche razzisti. Eppure, da quando su YouTube qualcuno ha tradotto una sua famosa invettiva contro il mostro dell’Europarlamento, e contro la nomina di Mario Monti da parte di Giorgio Napolitano per guidare il governo, non sono infrequenti commenti della serie “massima stima per Nigel Farage” oppure “Farage è un grande politico”. Il personaggio affascina e parla alla gente, questo è innegabile. E anche il buon Beppe Grillo non poteva farsi scappare l’occasione di macinare click e consensi facendolo intervistare tramite il blog, anche perché uno dei principali sponsor del successo mediatico di Farage su Internet è stato quello stesso Claudio Messora, responsabile comunicazione del gruppo Movimento 5 Stelle del Senato.
Eppure quel partito che Farage rappresenta in Europa è una Lega Nord in salsa inglese, e poco importa se Farage ha l’aplomb dell’inglese: intervistare Farage dall’Italia sarebbe come avere una lettura dell’Euro e dell’Europa by Borghezio.