Aldo Grasso, tu quoque. La consueta rubrica domenicale del critico televisivo del Corriere oggi è dedicata a Dudù, il barboncino della coppia Berlusconi-Pascale. Dopo quel geniaccio di Roncone, che aveva tirato fuori la storiellina di Dudù che abbaia solo a Daniele Capezzone, il quotidiano di via Solferino ritorna a occuparsi della bestiola. Addirittura Grasso si spinge a citare Calvino, che nel Barone Rampante scrive: «Lo sguardo dei cani quando non capiscono e non sanno che possono aver ragione a non capire». Per carità, si tratta di un cazzeggio. Eppure con tutto ciò di cui c’è da scrivere l’attenzione al quadrupede che scorrazza nel dehor di Palazzo Grazioli ci sembra un filo eccessiva. E va bene che siamo in piena estate, ma forse agli italiani interessa di più capire se e quando saranno mai condotte le riforme di cui ha disperatamente bisogno questo Paese che sorridere del buffo barboncino di un leader politico condannato oltre ogni ragionevole dubbio.