Letta fa il virtuoso, taglia voli di Stato e autoblu

Lo spot agostano per il governo

Enrico Letta il virtuoso. Come confermato pochi giorni fa, il presidente del Consiglio non andrà in vacanza. Intanto nella settimana di Ferragosto convoca una conferenza stampa per annunciare la riduzione di autoblu e voli di Stato. Decisioni popolari, funzionali a tagliare gli sprechi e «ridurre i privilegi» della politica. Ma anche un riuscito spot per il governo, sempre più in difficoltà per le polemiche sull’Imu.

Nell’ormai consueto look informale, senza giacca e con le maniche di camicia sobriamente arrotolate, il premier incontra la stampa per annunciare le nuove decisioni. Segno che a Palazzo Chigi la comunicazione e l’immagine non sono lasciate all’improvvisazione. Una conferenza di pochi minuti per illustrare tre direttive, pensate e volute direttamente da Letta. «Questa è una scelta autonoma della Presidenza del Consiglio» chiarisce il premier. Lasciando intendere che non sarà neppure l’ultima decisione virtuosa del governo. «In futuro penso che si potrà fare sicuramente di più».

Le sforbiciate del primo ministro colpiscono dove la gente si aspetta. Le autoblu, tanto per iniziare. «Al fine di assicurare il pieno e più razionale utilizzo delle autovetture – si legge nel documento firmato dal segretario generale di Palazzo Chigi – le stesse saranno assegnate in uso non esclusivo». Una novità. Per poter usare il servizio prima delle 10 di mattina e dopo le 18 i dirigenti dovranno presentare apposita richiesta. La direttiva comporterà un’immediata riduzione del parco auto. «Non saranno rinnovati o prorogati 16 contratti di noleggio di prossima scadenza» si legge nel documento. Un taglio del 25 per cento, conferma Enrico Letta in conferenza stampa. 

Un Airbus A319 della Repubblica Italiana: sono 10 gli aerei della Presidenza

La sforbiciata agostana di Letta non risparmia neppure la flotta aerea di Palazzo Chigi. Oggi gli aeromobili assegnati al 31°Stormo dell’Aeronautica Militare sono dieci. «Otto velivoli ad ala fissa e due elicotteri appositamente acquistati ad allestiti a cura delle Presidenza del Consiglio dei ministri». Presto saranno sette. Il premier annuncia in diretta tv la vendita di tre aerei (due Falcon 900 e un Airbus A319) per un risparmio complessivo di 50 milioni di euro. Una riduzione possibile grazie al minor utilizzo della flotta di Stato. Dalle oltre 10mila ore di volo del 2010, si passerà alle 5mila che il segretario generale della Presidenza del Consiglio ipotizza per quest’anno. Non è tutto. Il denaro risparmiato sarà assegnato alla Protezione Civile per «rimettere in funzione» la flotta antincendio, spiega Letta. «Già ridotta ai minimi termini dalle ultime Finanziarie». Una decisione di buonsenso, un annuncio mediaticamente efficace. 

E poi, meno trasferte per tutti. La terza sforbiciata riguarda le spese di missione della Presidenza. «L’attuale contesto impone di assicurare una politica di massimo rigore volta a contenere e ridurre, laddove possibile, le spese, con maggiore attenzione a quelle di funzionamento e, tra queste, a quelle per missioni del personale». Basta viaggi non indispensabili. «Le missioni» si legge nella direttiva «devono essere limitate ad esigenze di servizio assolutamente inderogabili. È quindi necessario che la richiesta di autorizzazione rechi una puntuale e documentata motivazione vota a specificare la natura dell’attività da svolgere». 

Ministri e sottosegretari dovranno presto dire addio alla business class. «Nel caso di utilizzo del mezzo aereo si dovrà preferibilmente fare ricorso alla classe economica anche per i voli transcontinentali superiori a cinque ore». E se non è ancora il momento dell’autobus, ci manca poco. «L’uso del taxi deve essere limitato, anche per il personale dirigenziale, ai soli casi in cui non vi sia un modo più economico per raggiungere il luogo della missione». Non solo. «La ricevuta del taxi dovrà contenere in modo chiaro data, orari e percorso». La crisi bussa, il Palazzo risponde. «Le delegazioni al seguito di Autorità governative devono essere estremamente ridotte nella composizione». 

Giornata di annunci, non di polemiche. A chi gli chiede un commento sul braccio di ferro per l’Imu in corso nella maggioranza, Letta non risponde. «Ne abbiamo già parlato a Baku…». La questione sarà risolta, forse. Ma non oggi. «Entro il 31 agosto».

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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