L’ideona dei giudici è intercettare Panorama

E intanto la giustizia langue

Nell’apatia agostana rischia di passar sotto silenzio una notizia che piccola piccola non è. Quattro giornalisti di Panorama, tra cui lo stesso direttore Mulè, sono stati intercettati dalla procura di Napoli per quindici giorni (dal 20 giugno al 5 luglio 2013) senza che avessero commesso reati. Il tutto scaturisce da un articolo del 2011 in cui Panorama forniva dettagli esclusivi su un’indagine in corso. Naturale per i giudici pensare a una fuga di notizie illecita, magari realizzata dietro pagamento (e allora lo stesso direttore Mulè viene indagato per concorso in corruzione, cioè per aver avvallato il pagamento ai funzionari per ottenere notizie riservate). Ebbene: servivano davvero quelle intercettazioni? Se lo chiede Mulè, ce lo chiediamo anche noi. Anche perché l’opinione del giudice per le indagini preliminari, riguardo l’ipotesi di reato p questa: «Non ricorrono allo stato seri elementi indiziari in ordine all’ipotesi di corruzione». E allora perché queste indagini? Si sa che capita solo in certi casi (e secondo Mulè con di mezzo certi imputati, cioè Berlusconi) ma anche senza spingersi così in là, sembrerebbe che davvero si perda tempo su reati che reati non sono. Forse è per questo che, per quelli veri, il tempo non si trova mai?

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, così come i giornali di carta e la nuova rivista letteraria K, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta