Scherzi a parte: vi sembra un governo che deve cadere?

Letta: «Ora l’esecutivo non ha scadenza»

A Palazzo Chigi si trattiene a stento la soddisfazione. Il governo ha appena varato il decreto che cancella l’Imu. L’impegno più importante – e rischioso per la tenuta della maggioranza – assunto dal premier Enrico Letta. Quando arriva l’annuncio sono da poco passate le 19. In conferenza stampa il presidente del Consiglio insiste sulla «coesione» e sul «gioco di squadra». Il vice Angelino Alfano gli siede vicino, sorridente. «Mi riesce difficile nascondere la soddisfazione, e infatti non lo faccio». L’atmosfera è quasi festosa. «Adesso possiamo guardare al futuro» ripete convinto Letta. Un governo che ormai «non ha più scadenza».

Di fronte a tanto entusiasmo l’elettore medio rischia di sentirsi smarrito. Il governo che celebra con enfasi l’intesa sull’Imu è lo stesso che rischia di implodere da oltre un mese? Improvvisamente le minacce delle ultime settimane sono un lontano ricordo. Gli ultimatum di Silvio Berlusconi e Guglielmo Epifani sono scomparsi. Anzi, in serata i due si uniscono ai festeggiamenti. Il Cavaliere celebra con una nota la cancellazione della tassa, «un impegno mantenuto». E con lui il segretario Pd: «Le decisioni prese oggi dal Consiglio dei ministri costituiscono una soluzione equilibrata dal punto di vista sociale e delle emergenze».

Certo, il Pdl ha ottenuto quello che chiedeva. E anche il Pd può ritenersi soddisfatto per i fondi stanziati a favore di cassaintegrati ed esodati. «Questa è una vittoria di tutto il governo» annuncia trionfante Letta. Ma il dubbio resta. Allora di cosa si è parlato per tutto il mese di agosto? Le manifestazioni di piazza, i videomessaggi, le tensioni. È bastata l’intesa di oggi per scoprire che sotto sotto il governo era così unito? Intanto i ministri interessati raccontano i dettagli del provvedimento. La prima rata dell’Imu sarà cancellata con il decreto di oggi. Le coperture sono state trovate riducendo la spesa pubblica, aumentando la tassazione su giochi e scommesse e dall’Iva che deriverà dall’immissione nel sistema di 10 miliardi di crediti vantati dalle imprese nei confronti della Pubblica amministrazione. 

Il 15 ottobre, assieme alla legge di stabilità, un decreto presenterà le coperture della cancellazione dell’Imu di dicembre. In ogni caso, spiega Letta, «non ci sarà alcuna modifica del saldo dei conti pubblici. Il messaggio che diamo a Bruxelles è che facciamo questa operazione rimanendo sotto il 3 per cento del rapporto deficit/pil». Dal prossimo anno la tassa sulla casa scomparirà del tutto. Al suo posto nascerà la nuova Service Tax, esoticamente ribattezzata Taser. «Nessuna Imu mascherata» assicura il premier. Un balzello affidato all’autonomia dei comuni da corrispondere per i servizi ricevuti, «come in un condominio». E non in virtù della proprietà di una casa. Resta da quantificare l’effettiva differenza per i contribuenti.

Intanto i dirigenti di Pd e Pdl si affrettano a diramare soddisfatte note ufficiali. Chi si fosse assentato dal Paese per pochi giorni avrebbe difficoltà a seguire il dibattito. Il governo che ieri aveva pubblicato in rete le sorridenti fotografie dell’ultimo Consiglio dei ministri è lo stesso che fino a domenica scorsa rischiava di naufragare? Gli infuocati vertici di Arcore sembrano appartenere a un’altra stagione. Sì, certo. Non c’è solo l’Imu. Scalata la montagna della tassa sulla prima casa l’esecutivo non è ancora al sicuro. Nelle stesse ore tengono ancora banco le polemiche sulla decadenza di Silvio Berlusconi dal Senato. Solo oggi il Cavaliere ha depositato in Giunta una memoria difensiva, corredata dal parere di sei esperti. L’obiettivo è quello di prendere tempo e approfondire la questione. Il centrodestra chiede di trasferire gli atti alla Corte Costituzionale per verificare la legittimità della norma Severino. In vista della riunione della Giunta in programma per il 9 settembre, la tensione aumenta. Altro muro contro muro. E se alla fine si risolvesse tutto anche stavolta?

Difficile non notare come nelle ultime ore si sia allargato il fronte di chi lavora per trovare una soluzione alla vicenda. Due giorni fa Luciano Violante – esponente del Pd, ma soprattutto “saggio” selezionato dal Colle – ha ipotizzato il ricorso alla Corte Costituzionale. Una posizione che oggi ha trovato il parere favorevole anche del democrat Beppe Fioroni. Il Partito democratico non può essere “prevenuto”, il suo pensiero. «Se il Pdl ha motivi seri e fondati, si approfondisca pure la questione Berlusconi». Solo ieri l’ex alleato del Cavaliere Pier Ferdinando Casini si era detto d’accordo. Mentre il leader di Scelta Civica Mario Monti (oggi critico con il governo) aveva persino immaginato un atto di clemenza del Colle per Berlusconi. «Non lo troverei affatto scandaloso». Certo, il tema resta sul tavolo. La linea ufficiale del Partito democratico per ora non sembra aprire a ulteriori dilazioni di tempo. Ma a questo punto fare previsioni diventa davvero complicato. 

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