Urlate pure nei talkshow, tanto vince Montalbano

Zapping tv

Non c’erano ricorrenze particolari, una serata tra le altre in cui rincasi un po’ prima del solito e, dopocena, ti siedi sul divano e cominci a fare zapping tv. Ieri il menù politico offriva il confronto a distanza Nicola Porro–Gianluigi Paragone, ossia Virus (Raidue)–La Gabbia (La7), e un po’ più tardi il solito Bruno Vespa con Matteo Renzi ospite a Porta a Porta. Una serata tipica di metà settimana zeppa di talk politici che hanno la pretesa di spiegarti la realtà senza fare sconti. Un’abbuffata da far cadere le braccia. Saltabeccando col telecomando potevi alternativamente goderti (a Virus) un’intervista ad Ennio Doris in cui il banchiere di Mediolanum parlava dell’amico Silvio Berlusconi come fosse la Madonna Pellegrina, ricordando l’incontro del destino un pomeriggio di trent’anni fa a Portofino; una arena livida, sguaiata e rancorosa (La Gabbia) in cui la gente sugli spalti vomita addosso ai politici di turno che volentieri si prestano alla rissa, tutto fa brodo e audience; infine una pregevole intervista alla nonna di Renzi (a Porta a Porta), evoluzione generazionale del risotto cucinato in diretta tv, sempre da Vespa, da un Massimo D’Alema allora presidente del Consiglio. E con questo, ha scritto Marco Castelnuovo (@chedisagio) della Stampa, la normalizzazione del rottamatore è compiuta.

Disperati da questa macedonia, stavamo per spegnere e attaccarci ad un libro ma poi, finalmente, eccoci in soccorso il caro vecchio Commissario Montalbano, l’usato sicuro di Mamma Rai. Pulito, preciso, avvincente pur senza adrenalina e confusione. Mancava mezz’ora alla fine della puntata e ce lo siamo visto tutto d’un fiato, con grande soddisfazione. Non sappiamo i dati di ascolto ma siamo pronti a scommettere che un’altra volta, il personaggio di Camilleri, ha sbaragliato il campo. Facile se di fronte hai sempre e solo la rissa, la melassa, l’urlare sopra la voce degli altri… Zingaretti (Luca) for president…

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