B. tace sull’Imu. Ha perso la voce o il potere di veto?

Nuovo scontro sulla tassa

È il silenzio di Silvio Berlusconi il primo effetto collaterale della sfumata crisi di governo. Un silenzio tanto rumoroso quanto inatteso, dato il tema del contendere. Sì, perché ieri alcuni parlamentari del Partito democratico hanno presentato un emendamento al decreto che abolisce la prima rata Imu, chiedendo che almeno gli immobili di pregio vengano esentati dall’imposta. Un guanto di sfida piuttosto evidente. Sulla cancellazione dell’Imu si regge l’esecutivo, aveva assicurato più volte Berlusconi. Senza l’eliminazione della tassa sulla prima casa non ci sono larghe intese che tengano, aveva spiegato il Cavaliere. Ora invece non dice niente. Contro la proposta del Pd si scaglia il presidente della commissione Finanze Daniele Capezzone, uno mai troppo tenero con gli alleati di governo. Ma l’ex premier tace. A forza di minacciare la crisi, una parte del suo partito si è sfilata. A Palazzo Chigi il potere negoziale di Berlusconi si è ridotto vistosamente. E se fosse finito anche il tempo degli ultimatum al governo?

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