Il suicidio di Grillo: come perdere voti con un post

La democrazia diretta dov’è finita?

Mettetevi nei panni di un elettore del Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo. Magari in passato era un elettore di destra, forse di sinistra. Nell’uno o nell’altro caso avrà avuto una reazione all’emendamento dei senatori M5S che ha avviato in commissione giustizia l’iter parlamentare per abolire il reato di clandestinità. Di gioia, di sconforto, per la prima volta l’elettore a cinque stelle ha avvertito il piacere di aver votato dei politici che non esistono solo per scontrini o autoblù. Per una volta, insomma, i grillini sembravano aver fatto “qualcosa”, nel senso politico del termine, avevano dato una sterzata significativa per cambiare una legge, la Bossi-Fini, che in questi anni ha fatto più danni che altro. Ma il “successo” politico è durato poco, sia per gli elettori sia per gli stessi senatori grillini. Grillo, infatti, che a quanto pare non segue i lavori parlamentari e non parla con i suoi senatori, ha sconfessato i suoi con un post sul blog. Come dovrebbe sentirsi adesso un elettore del Movimento Cinque Stelle? Siamo al gioco delle parti, tra poliziotto buono e cattivo, tipico della Prima Repubblica? Oppure chi ha votato M5S ha votato in realtà la Lega Nord? E la democrazia diretta dov’è finita? 

Ecco il post cofirmato anche da Gianroberto Casaleggio:

«Ieri è passato l’emendamento di due portavoce senatori del MoVimento 5 Stelle sull’abolizione del reato di clandestinità. La loro posizione espressa in Commissione Giustizia è del tutto personale. Non è stata discussa in assemblea con gli altri senatori del M5S, non faceva parte del Programma votato da otto milioni e mezzo di elettori, non è mai stata sottoposta ad alcuna verifica formale all’interno. Non siamo d’accordo sia nel metodo che nel merito. Nel metodo perché un portavoce non può arrogarsi una decisione così importante su un problema molto sentito a livello sociale senza consultarsi con nessuno. Il M5S non è nato per creare dei dottor Stranamore in Parlamento senza controllo. Se durante le elezioni politiche avessimo proposto l’abolizione del reato di clandestinità, presente in Paesi molto più civili del nostro, come la Francia, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, il M5S avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico. Sostituirsi all’opinione pubblica, alla volontà popolare è la pratica comune dei partiti che vogliono “educare” i cittadini, ma non è la nostra. Il M5S e i cittadini che ne fanno parte e che lo hanno votato sono un’unica entità. Nel merito questo emendamento è un invito agli emigranti dell’Africa e del Medio Oriente a imbarcarsi per l’Italia. Il messaggio che riceveranno sarà da loro interpretato nel modo più semplice “La clandestinità non è più un reato”. Lampedusa è al collasso e l’Italia non sta tanto bene. Quanti clandestini siamo in grado di accogliere se un italiano su otto non ha i soldi per mangiare?».

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