L’apparato del Partito democratico tenta il blitz sul blocco del tesseramento per arginare le aspirazioni di Matteo Renzi alla segreteria, ma Pippo Civati e Gianni Pitella, i due outsider nella sfida per le primarie, non stanno al gioco del segretario Guglierlo Epifani e dell’altro candidato Gianni Cuperlo. È questa la sintesi della giornata che ieri ha scosso via del Nazareno, riportando le lancette alla sfida delle primarie dello scorso autunno, quando Renzi e Pierluigi Bersani litigarono sulle regole, su chi potesse votare e chi no. «Non cambia assolutamente nulla con il blocco del tesseramento» spiega un senatore democratico che tifa per Cuperlo, ben sapendo che la partita per la segreteria appare segnata a favore del sindaco rottamatore di Firenze.
Fa comunque un certo effetto rivedere il Pd di nuovo alle prese con le solite polemiche interne, dopo gli scandali delle truppe cammellate e delle tessere facili agli ultimi congressi provinciali, tra chi vuole bloccare la corsa alle iscrizioni, cosa che potrebbe sfavorire Renzi alla conta, e chi invece vuole farle continuare, offrendo una sponda proprio a Civati e Pittella, in debito d’ossigeno sugli iscritti. In vista dell’8 dicembre si accende così la guerra per la segreteria, che da qui al 17 novembre segna in calendario la sfida per la convenzione nazionale, quando si decideranno i candidati e i programmi della battaglia finale nel giorno dell’Immacolata.
Renzi, in ogni caso, ha anticipato tutti, accogliendo la proposta di Epifani e togliendosi da un angolo di veleni e accuse che lo hanno circondato per tutta la settimana. «Il tesseramento, come propone Cuperlo? Lo blocchino, nessun problema. Accetto le proposte altrui, le decisioni altrui, le regole altrui. L’importante è che finalmente il Pd torni a discutere di questioni concrete», ha attaccato il sindaco rottamatore. «Ma a me pare che il discorso sulle tessere gonfiate valga un po’ per tutti» spiega un renziano «l’importante è che chi ha sbagliato venga punito. Detto questo non credo che per Renzi cambi molto».
Non sono giornate facili per i democrat. Terminate le assise provinciali l’attenzione si è spostata sulla convenzioni, partita che deciderà il peso delle varie correnti in via del Nazareno. E Ugo Sposetti, ex tesoriere dei democratici, lo ha detto senza troppi peli sulla lingua scatenando polemiche a destra e a manca: «Cuperlo è in testa fra gli iscritti, nonostante la vergogna delle tessere false. Io lavoro per far perdere Renzi perché non ha mai detto che partito vuole, cosa vuole fare. In ogni caso non faccio previsioni su chi vincerà. Il primo giro è andato bene, meglio del previsto. E adesso si combatte e si cerca di portare a votare quante più persone per Cuperlo. Poi l’8 dicembre è una lotteria, non è una cosa seria». L’obiettivo del gruppo degli ex Ds appare chiaro: bloccare l’avanzata di Renzi.
D’altra parte lo stop al tesseramento potrebbe ridimensionare le ambizioni del rottamatore. Meno iscritti comportano una diminuzione di possibili sostenitori. Ma questa volta l’aria sembra essere cambiata. Nella sfida per le primarie, infatti, sono in pochi a seguire Cuperlo, che si è comunque detto soddisfatto della scelta di bloccare la corsa alle iscrizioni lunedì prossimo. «Quello che decide il segretario Epifani mi sta bene. Punto. L’importante è che finalmente il Pd torni a discutere di questioni concrete», ha ribadito il sindaco di Firenze nelle ultime ore. Epifani, quindi, cercherà argomenti forti per convincere i due candidati “riottosi”. Ma allo stesso tempo la sabbia nella bussola continua a diminuire. Questa sera è convocata la commissione Congresso, d’intesa con la commissione di Garanzia, per mettere la parola fine alla questione delle irregolarità nei congressi locali.
L’obiettivo in fin dei conti è quello di accertate le irregolarità e comminare le sanzioni dove sono stati commessi gli illeciti. Ragionamento, quest’ultimo, che mette d’accordo Renzi a Pitella e Civati. L’idea è di annullare i congressi incriminati. I casi noti sono quelli di Asti, Rovigo, Piacenza, Frosinone e Cosenza, mentre il congresso di Catania è stato sospeso. «I casi si contano sulle dita di due mani», spiega sempre Epifani. Ma dice Pippo Civati, con numeri alla mano: «Le irregolarità si sono consumate nelle scorse settimane in trentaquattro federazioni su centodiciotto, ovvero quasi una su tre, non hanno fornito dati sul tesseramento e sono da considerare, quindi, irregolari. Gli esempio più eclatanti sono Reggio Calabria [con aumenti delle tessere del] 315,9%, Matera 304,3%, Napoli 303,0%, Campobasso 293,3% e Termoli 264,2%». Nel Pd ci si divide pure su questo.
Fino adesso ai congressi hanno votato finora circa 320mila iscritti sui circa 600 mila tesserati al Pd. Un numero che alla fine dovrebbe aumentare e che potrebbe arrivare a circa 330mila: nell’ultimo congresso fatto, nel 2009, votarono 420 mila iscritti. Epifani ha poi segnalato il «ricambio generazionale» in corsa nel quadro dirigente: «l’età media dei neo eletti è molto bassa, abbiamo eletto inoltre 15 donne in media con il numero di donne dei congressi precedenti». A quanto pare in molti sarebbero tutti renziani.